16:13 24 Gennaio 2020
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Prende il via la seconda giornata della quinta edizione di Med Dialogues, forum organizzato dal ministero degli Esteri italiano e l’Ispi.

Presenti alla conferenza leader da oltre 50 Paesi. Dalla sicurezza alla geopolitica, dalla cultura ai cambiamenti climatici, quale sarà il futuro del Mediterraneo? Fra gli ospiti dell’evento romano è atteso il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov.

A margine della conferenza Sputnik Italia ha raccolto un’intervista in esclusiva da Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Affari Esteri.

Manlio Di Stefano alla quinta edizione di Med Dialogues
© Foto : Tatiana Santi
Manlio Di Stefano alla quinta edizione di Med Dialogues

– Sottosegretario Di Stefano, qual è l’importanza dei dialoghi MED in questo momento storico da un punto di vista dei flussi migratori e della cooperazione internazionale?

– Il Mediterraneo è sempre stato, ma ora ancora di più il luogo dove serve maggiormente la condivisione politica. Il MED non ha l’obiettivo di voler risolvere i problemi del Mediterraneo, bensì ha il grande obiettivo di far dialogare ministri, presidenti, le società e l’industria in maniera strutturata di anno in anno. Crediamo che i flussi di persone, di energia e di infrastrutture siano più in grado di connettere i diversi Paesi e stabilizzarli.

Oggi la stabilizzazione passa per l’interconnetività. Chiaramente serve un’agenda politica comune, è il motivo per il quale abbiamo dato grande attenzione agli incontri bilaterali del Ministro Di Maio. L’incontro con Lavrov è fondamentale.

L’obiettivo è quello di capire che su alcuni Paesi è tempo di agire adesso superando l’esigenza del singolo Stato, ma guardando nel complesso il bacino del Mediterraneo.

– Qual è il ruolo della Russia nella regione?

– Come ha detto nel discorso di apertura il ministro Di Maio, la Russia ha un ruolo fondamentale perché gioca una presenza specifica nei Paesi più in crisi, come la Libia e la Siria. Paesi nei quali vogliamo una stabilizzazione concreta e sarà questo il cuore del dialogo di oggi fra il ministro Di Maio e il ministro Lavrov. La Russia, così come l’Italia, ha un’influenza diretta su questi Paesi. Bisogna cooperare sempre di più.

– A che punto si trova la cooperazione bilaterale fra Italia e Russia? Quali sono le sfide maggiori?

– I bilaterali sulla Siria e la Libia sono fondamentali. Un altro tema cruciale è la crisi Russia-Ucraina. L’Italia sta cercando di giocare un ruolo di mediazione per far sì che si possa procedere con gli accordi di Minsk, i quali sono in parte non ottemperati né dall’Ucraina né dalla Russia. Siamo felici che si sia fatto un primo passo con lo scambio di prigionieri. Se proseguiamo su questa strada l’Italia potrà promuovere in Unione Europea il superamento del regime sanzionatorio.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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