17:26 08 Dicembre 2019

Rabbino capo d’Europa: "i miei più grandi timori si sono avverati"

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La Conferenza dei rabbini d’Europa lancia l’allarme per la brusca impennata di antisemitismo sul continente europeo.

I leader della comunità giudaica hanno quasi interamente dedicato al tema la loro conferenza di 3 giorni tenutasi a Ginevra questa settimana. Nell’intervista esclusiva a Sputnik il presidente della Conferenza dei rabbini d’Europa, il rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt ha spiegato in che modo si siano ormai avverate le paure più grandi degli ebrei e come si difenderanno gli ebrei.

— Quale dei temi affrontati durante la conferenza è il più importante in questo momento storico?

— Uno dei temi più importanti della conferenza è stato l’attacco perpetrato dall’estrema destra ai danni della sinagoga sita nella città tedesca di Halle il 9 ottobre, in occasione dello Yom Kippur. In quell’occasione sono morte 2 persone.

Negli ultimi 15 anni la comunità ebraica è stata vittima principalmente di attacchi da soggetti provenienti dal Medio Oriente in Paesi come Francia, Belgio e Danimarca. Tuttavia, è la prima volta dopo tanto tempo che i neonazisti attaccano la nostra comunità. Per moltissimi anni non hanno toccato le sinagoghe in Germania.

Io ho detto più volte negli scorsi anni che il rafforzamento dell’estrema destra in Europa avrebbe potuto portare a gravi conseguenze. Purtroppo i miei timori si sono avverati.

— E cosa farà la comunità dopo l’attacco terroristico?

— Uno dei problemi principali al momento sono i social network che danno la possibilità agli estremisti di influenzare le masse.

Pochi giorni fa il celebre attore ebreo Sacha Baron Cohen ha tenuto un discorso sulla lotta all’antisemitismo in occasione di un incontro a New York. Cohen ha accusato Mark Zuckenberg e i dirigenti della società Facebook di dare spazio a soggetti pazzi e pericolosi. Zuckenberg in risposta ha addotto il principio della libertà di parola.

Non posso essere d’accordo con Zuckenberg sebbene noi crediamo nella libertà di parola e sebbene questa costituisca il fondamento di una società libera e democratica. Ma provate a immaginare che un soggetto analfabeta riguardo al discorso politico legga un articolo del New York Times e un post su un sito neonazista: tale soggetto molto probabilmente non riuscirebbe a determinare quali informazioni sono state verificate e quali invece sono il risultato della propaganda posta in essere da soggetti schierati.

— Dunque, Lei sta suggerendo di porre delle limitazioni a Internet? E chi dovrebbe farlo?

— Le restrizioni devono esserci. Se i maggiori social network non riescono a controllarsi, dovranno farlo i Paesi europei e l’UE.

— Gli ebrei potrebbero in qualche modo influenzare la situazione venutasi a creare in Europa?

— Possiamo solamente invitare gli enti regolatori a livello europeo a fare pressioni su chi detiene i social network. Ciò può essere fatto sia tramite l’adozione di determinate normative sia tramite l’imposizione di pene pecuniarie. Se Facebook ne ricevesse una da 20 milioni di dollari, penso che comincerebbe a comportarsi diversamente.

— In generale le autorità danno ascolto ai rabbini? Dopotutto non in tutti i Paesi europei vengono rispettati i diritti degli ebrei.

— La nostra voce fortunatamente viene ascoltata. Chiaramente ciò non significa che siano sempre d’accordo con noi. Ad esempio, le autorità delle Fiandre e della Vallonia hanno già adottato una legge per vietare la shechitah, il rituale di macellazione kasher, nonostante le nostre proteste. Ma in diversi altri Paesi siamo riusciti a intercettare i tentativi di approvare leggi simili.

— La situazione politica europea preoccupa le comunità ebraiche? Vi sono timori legati, ad esempio, alla Brexit?

— Si dice che gli inglesi se ne vanno senza salutare, mentre che gli ebrei salutano e non se ne vanno. La tanto discussa uscita della Gran Bretagna dall’UE mi sembra più un’uscita all’ebraica che all’inglese. Ad oggi gli ebrei britannici dovrebbero temere non che la comunità soffra per via della Brexit ma per via di Jeremy Corbyn, in lizza per diventare il nuovo primo ministro e rappresentante di un partito fervidamente antisemita.

Concordo con il rabbino capo britannico Ephraim Mirvis il quale in una sua recente dichiarazione ha osservato quanto segue: l’antisemitismo del partito è del tutto inconciliabile con i valori britannici di dignità e rispetto per tutti.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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