02:51 16 Dicembre 2019
Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani

Intervista esclusiva a Barbara Jatta, la prima donna alla guida dei Musei Vaticani

© CC BY 2.0 / Wikipedia / Barbara Jatta
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Tre anni fa Papa Francesco ha nominato Barbara Jatta Direttore dei Musei Vaticani, la prima donna ad ottenere questo incarico nei secoli di storia della Collezione d’arte Pontificia.

Nelle strutture dello Stato Pontificio Dott.ssa Jatta lavora da vent'anni: entrata presso la Biblioteca Apostolica Vaticana nel 1996, è stata responsabile del Gabinetto delle stampe fino alla nomina, avvenuta nel 2010, a curatrice della Grafica del Dipartimento degli Stampati. Nel giugno 2016 è stata trasferita dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e ha assunto il ruolo di Vice-Direttore dei Musei, che è stato subito considerato un'investitura potenziale in vista della promozione. 

Attualmente gli affascinanti e misteriosi Musei Vaticani, fulcro dell'attrattiva culturale e turistica della Santa Sede con sei milioni di visitatori in “pellegrinaggio” all’anno, presentano un percorso espositivo di oltre sette chilometri che comprende l’imparagonabile Cappella Sistina, le Stanze di Raffaello e 460 dipinti tra i quali capolavori assoluti di artisti del calibro di Giotto, Leonardo da Vinci, Raffaello, il Perugino e Caravaggio. Per tutelare e conservare tutto questo immenso spazio espositivo pieno di tesori millenari a fianco della Dott.ssa Jatta lavorano quasi novecento persone tra custodi, tecnici, restauratori ed esperti.

Come l’amministrazione dei Musei del Papa si pone il problema dei grandi flussi e della conservazione delle opere preziose? Cosa pensa della politica dei prestiti e della collaborazione culturale? Quali obiettivi ha per il futuro? Durante l’intervista esclusiva rilasciata a Sputnik Italia il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta trae un primo bilancio del suo lavoro e parla di alcune priorità che guidano la sua gestione.

– Dott.ssa Jatta, Lei ha appena ricevuto il premio del Festival internazionale di cultura La Roma Russa che viene assegnato ogni anno a personalità che si sono contraddistinte nel campo artistico e professionale per la promozione all’estero della cultura russa. Che valore ha per Lei questo riconoscimento?

– Questo riconoscimento ha per me un significato molto importante e profondo. L’ho dedicato non soltanto alla mia nonna russa, alla mia famiglia, ma anche alla spiritualità russa. Il fatto che il consiglio degli esperti abbia selezionato la mia persona per un premio così prestigioso mi ha onorato, mi ha fatto grande, grande piacere.

– Negli ultimi anni i Musei Vaticani hanno stabilito contatti molto stretti con la Galleria Tretjakov ed insieme siete riusciti a realizzare due grandi mostre di successo in Vaticano e a Mosca. Come è stata questa esperienza?

– Non c’è dubbio che è stata un’esperienza più che positiva. Quando le opere straordinarie e strepitose delle collezioni della Pinacoteca Vaticana sono andate a Mosca, ho inaugurato la mostra “Roma Aeterna” ancora come Vice-Direttore e potrei dire che questo progetto mi ha portato fortuna, perché due settimane dopo Papa Francesco mi ha nominata Direttore dei Musei Vaticani.

Grazie a questa collaborazione ho intrecciato buoni rapporti con Zelfira Tregulova, assieme alla quale abbiamo poi ideato la mostra di ritorno “Pilgrimage of Russian Art. From Dionysius to Malevich” con cinquantaquattro capolavori provenienti dalla Galleria Tretjakov e da altri musei russi che si è tenuta qui in Vaticano l’anno scorso. Un anno fa il Papa ha comunicato di voler visitare l’esposizione e, come avevo promesso, ho subito chiamato Zelfira Tregulova per informarla della visita del Pontefice. Zelfira ha preso di corsa un volo per essere presente e cosi abbiamo condotto il Santo Padre insieme. Questo suo gesto, secondo me, è un segno di amicizia, di rispetto, di condivisione e di collaborazione istituzionale e umana e, soprattutto, d’arte e di spiritualità.

– Come è stata accolta la mostra "Pilgrimage of Russian Art. From Dionysius to Malevich” da parte del pubblico italiano?

– Il Braccio di Carlo Magno è nel cuore della Cristianità e nel cuore di Piazza San Pietro, è uno spazio espositivo molto facilmente accessibile. Abbiamo deciso di condividere una forma artistica veramente potente e molto incisiva e di aprire la mostra gratuitamente. Quindi, tantissimi visitatori l’hanno potuta vedere e ammirare l’arte russa dall’800 fino a Malevich che è generalmente poco conosciuta qui a Roma e in questa parte dell’Europa.

– La politica dei prestiti è un tema molto delicato. Ciascun museo internazionale senz’altro sogna di esporre assieme alle proprie le opere di inestimabile valore appartenenti alla collezione permanente della Pinacoteca dei Musei del Papa. Potrebbe fare l'esempio di qualche opera d’arte difficilmente prestabile?

– Nella nostra commissione delle mostre stiamo valutando quali possono essere le opere proprio non muovibili. Per tanti anni ho lavorato in Biblioteca Vaticana dove c’erano alcuni codici, alcune opere che per la loro fragilità, per la loro preziosità dal punto di vista storico e dell’importanza del testo non potevano uscire dalla Biblioteca. Per la Pinacoteca Vaticana mi viene subito in mente il Polittico Stefaneschi di Giotto, che è un’opera troppo complicata, troppo delicata e straordinaria per essere prestata. Il Polittico Stefaneschi di Giotto, che è stato oggetto di un importante restauro, era sull’altare dell’antica Basilica di San Pietro e oggi è esposto qui, nella Pinacoteca Vaticana. È un'opera ammiratissima, è una testimonianza dell’altissimo valore della pittura sacra medioevale: da una parte ha San Pietro in trono e dall’altra la figura di Cristo in trono.

– I Musei del Papa sono tra le collezioni più visitate al mondo. Come vi ponete il problema del turismo di massa e dei grandi flussi?

– I Musei Vaticani sono accessibili a tanti pellegrini e visitatori che vengono per conoscere le nostre bellezze. Papa Francesco ci esorta ad aprire i Musei al grande pubblico e noi dobbiamo seguire le sue indicazioni, cercando di tenere presente anche l’aspetto conservativo che è determinante per la tutela di queste opere. Quindi, stiamo studiando non tanto la chiusura del complesso museale, quanto l’apertura ma con certi criteri e con una gestione dei flussi più accorta. Abbiamo sette chilometri di esposizione e stiamo lavorando molto sull’aspetto informativo. Uno dei nostri principali obiettivi è attirare l’attenzione dei nostri pellegrini, dei nostri visitatori e dei cultori dell'arte a tutti i percorsi dei Musei e incentivarli a non fare soltanto la strada che porta alla Cappella Sistina ignorando patrimoni straordinari: da Giotto a Caravaggio, dal Museo Gregoriano Etrusco e il Museo Gregoriano Profano alla Collezione di Arte Contemporanea dei Musei.

– Una delle missioni principali dei Musei Vaticani è la preservazione e la conservazione dello straordinario lascito di cultura, di storia, di bellezza e di fede che i Pontefici romani hanno raccolto e custodito per secoli. Cosa è stato fatto durante la Sua direzione per la tutela del patrimonio storico artistico dei Musei Vaticani?

– Come dicevo prima, sicuramente abbiamo notevolmente incrementato la conservazione. Stiamo sempre molto attenti ad una buona manutenzione preventiva delle nostre collezioni tramite il monitoraggio microclimatico e ambientale e le spolverature. Su questo tema, un anno fa abbiamo organizzato un grande convegno internazionale, dove il Direttore dell’Ermitage Michail Piotrovsky ha portato la sua testimonianza. Adesso abbiamo gli atti di questo convegno, che possono diventare delle linee guida ai grandi e piccoli musei per la manutenzione preventiva.

Per la tutela del patrimonio storico e artistico servono tanti restauri, ma anche tante attività espositive e editoriali. Noi siamo una casa editrice e alcune delle nostre grandi esposizioni hanno dei cataloghi scientifici molto importanti. Non dobbiamo dimenticarci che siamo una grande istituzione culturale che fa ricerca in tutti campi delle sue collezioni, siamo partner in scavi a Luxor e in tante altre attività di ricerca scientifica e artistica a vari livelli. Stiamo pubblicando i risultati dei nostri studi e lo faremo ancora di più l’anno prossimo, per l’anniversario di Raffaello.

– Come definirebbe il rapporto tra l’arte contemporanea e la fede? Cosa fanno i Musei Vaticani per favorire il dialogo fra di loro?

– Il rapporto tra l’arte contemporanea e la fede è fondamentale. Siamo dei Musei molto particolari, non siamo soltanto dei musei d’arte: stiamo portando avanti i valori della storia dell’arte, ma soprattutto della fede. E questo è imprescindibile. Siamo completamente diversi da tanti altri musei globali e chiaramente abbiamo dei percorsi arte-fede e delle attività didattiche molto solide su questi temi. Proprio ieri ho incontrato un gruppo di professori di religione dei licei della provincia di Roma per proporre tutte le nostre offerte formative e didattiche ai vari livelli di scuola che i professori possono utilizzare per spiegare la fede attraverso l’arte.

– Il museo è un organismo vivo che cambia ogni giorno, si evolve e si adatta alle nuove sfide. Potrebbe elencare alcune priorità che guidano la Sua gestione dei Musei Vaticani, una sua strategia per i prossimi cinque anni?

– Oltre a quello che ho già detto, sicuramente stiamo andando verso l’attuazione di nuovi sistemi di sicurezza e verso l’incremento dell'aspetto informatico che fa parte del nostro futuro. Basta guardare al nostro sito, che è un portale dinamico dove sono presentate le tante attività che noi svolgiamo: dalle attività didattiche per i disabili alle aperture straordinarie e ai concerti che facciamo durante l’estate. Il web è sicuramente per noi una delle priorità ed è un punto al quale la mia direzione tiene molto. Lo sviluppo di questo aspetto è essenziale anche per la digitalizzazione delle nostre opere. Inoltre, dobbiamo sicuramente continuare con la conservazione, con la manutenzione, con i restauri, con la ricerca: in linea in qualche modo con la tradizione, ma che anche guardando all’innovazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Arte, Cultura, museo tretyakov, Musei Vaticani, musei, Vaticano, Italia
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