16:35 08 Dicembre 2019

Migranti in Grecia: bisogna ridistribuire le quote tra gli Stati membri dell’UE

© AP Photo / Olmo Calvo
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Il governo greco ha annunciato una nuova politica migratoria in occasione di una conferenza sul tema.

Il piano del governo prevede il rafforzamento della difesa dei confini tramite la creazione di un organo unico di controllo transfrontaliero, lo snellimento delle procedure per la concessione dell’asilo, la creazione dei cosiddetti “centri chiusi” dai quali i migranti non potranno uscire senza previo permesso e il rimpatrio dei migranti irregolari nei loro Paesi d’origine.

Il piano del governo è stato commentato in un’intervista rilasciata a Sputnik da Mano Logothetis, segretario speciale per l’accoglienza dei richiedenti asilo in seno al Ministero greco della Protezione Civile.

Stando alle dichiarazioni ufficiali il governo tenterà di alleggerire l’onere in capo alle isole di Lesbo, Chio e Samos e creerà nuovi centri di accoglienza sulle 5 isole i quali avranno una capacità di 18.000 persone.

Il piano del governo ha come obiettivo di trasferire 20.000 migranti entro l’inizio del 2020 dalle isole sul continente in modo da essere poi ricollocati in strutture e hotel preposti. Secondo Logothetis il ricollocamento dei migranti e dei profughi richiederà un po’ di tempo:

“Capisco l’impazienza dei cittadini delle isole i quali vogliono che i centri vengano chiusi in maniera tempestiva, ma non si può fare in un batter d’occhio. Bisogna creare nuovi centri e in una situazione del genere non si può avere fretta. Con la fretta si avranno risultati insufficienti. L’intero processo necessita di pianificazione, pazienza e tempo. Il centro di Samos è stato pensato per 700 persone, ma ora ne ospita 7000. La prima cosa da fare è creare un’infrastruttura adeguata ad ospitare persone. Sarebbe una fortuna se i flussi migratori si interrompessero, ma qualunque cosa accada dobbiamo essere preparati”.

Uno dei punti più importanti del piano del governo è la chiusura sull’isola di Lesbo del campo di Moria che è oggetto di continue denunce da parte delle organizzazioni non governative. In luogo di Moria sarà costruito un nuovo “centro chiuso” con una capienza di 5000 persone.

Verranno chiusi anche i centri temporanei sulle isole di Samos e Chio dove saranno invece edificati centri chiusi atti a ospitare ognuno 5000 persone.

Quando saranno pronti i nuovi centri

“Sull’isola di Samos la struttura è già in costruzione. Deve solo essere ampliata. Sarà pronta per il mese di marzo, ma non so dirvi di preciso quando. Sull’isola di Lesbo la costruzione del nuovo centro comincerà a breve e chiaramente, considerate le problematiche legate a un progetto così grande, credo che non sarà pronto prima di 6 mesi. Ad oggi non è ancora stato completato il ricollocamento dei migranti dalle isole al continente. Chiaramente programmi del genere non si possono realizzare in un batter d’occhio”.

Come ha sottolineato Logothetis, nel complesso il piano del governo prevede due fasi di attuazione. Gli aspetti a breve e lungo termine del piano dovranno essere rivisti in base agli sviluppi:

“Sarà tempestivamente messo in atto il nuovo meccanismo di difesa dei confini. La crisi migratoria non finirà domani. Io vorrei che accadesse. In tal caso attueremmo un altro piano e avremmo chiare tabelle di marcia da rispettare. Così, invece, il piano dev’essere rivisto ogni giorno. Se, ad esempio, Erdogan decide di inviarci altre 10.000 persone, dobbiamo creare un nuovo piano”.

Logothetis aggiunge:

“Il nostro piano iniziale si basava sui dati del 2017 e del 2018. Nel 2017 la Grecia ha accolto circa 32.000 persone. Nel 2018 ne ha accolte 45.000. Nel 2019, ad oggi, ne ha già accolte 65.000. Quindi, poiché i numeri sono cresciuti rispetto al 2017 e l’anno non si è ancora concluso, il piano ideato a luglio dev’essere rivisto. La situazione cambia quotidianamente.

L’Europa deve riconoscere che non è solamente un problema greco. La Grecia è geograficamente sita in questa regione e deve affrontare determinate criticità. La Grecia, innanzitutto, deve essere in grado di condividere tali criticità con l’Europa e, in secondo luogo, deve disporre di infrastrutture adeguate a risolverle”.

Riguardo alla equa distribuzione dei migranti in tutti gli Stati membri dell’UE, Logothetis commenta così:

“Il ministro tedesco degli Interni ha dichiarato che, quando tra alcuni mesi la Germania sarà alla Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, si passerà al vaglio la possibilità di ridistribuire i richiedenti asilo negli Stati membri. Questa dichiarazione è stata accolta dai greci positivamente e attendiamo con impazienza futuri sviluppi”.

Come avviene il rimpatrio dei migranti irregolari

Stando al piano del governo la nuova legge sulla concessione dell’asilo garantisce i presupposti necessari ad accelerare le procedure al fine di approvare le richieste d’asilo o di rimpatrio di quei soggetti che non soddisfano i criteri nel Paese d’origine o d’arrivo. A tal fine si effettuerà una selezione di 500 persone che lavoreranno presso gli uffici preposti alla disamina delle domande di asilo.

Quanto alla procedura di rimpatrio in sé, Logothetis osserva:

“Possono essere rimpatriati nel Paese d’imbarco, ossia nel Paese dal quale sono giunti in Grecia. Ipotizziamo che in questo modo la Grecia si possa attenere nel migliore dei modi alla Dichiarazione congiunta tra UE e Turchia. I soggetti possono essere rimpatriati anche nei loro Paesi d’origine. In tal caso è necessario attivare il sistema europeo di rimpatrio perché si possano sfruttare le relazioni bilaterali fra le nazioni europee e gli Stati terzi. Insistiamo sulla creazione di un sistema comune di rimpatrio a livello europeo grazie al quale tutti gli Stati membri potranno condurre trattative sul rimpatrio dei migranti nei loro Paesi d’origine perché avrà più peso una richiesta al Pakistan proveniente dall’UE rispetto a una proveniente dalla sola Grecia”.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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