16:48 08 Dicembre 2019
Roma, bandiera italiana

Elezioni regionali, ago della bilancia per la politica nazionale

CC BY 2.0 / Dmitry Dzhus / Rome
Interviste
URL abbreviato
Di
372
Seguici su

Le elezioni regionali giocano un ruolo sempre più importante per gli equilibri politici a livello nazionale. La tornata in Umbria, ex regione rossa, ha visto il trionfo della destra e il prossimo voto in Emilia Romagna rappresenterà un banco di prova per il governo. Le elezioni regionali rispecchiano così gli umori nel Paese e la forza dei partiti.

Il governo giallo rosso sta vivendo mesi difficili e se la Lega dai sondaggi risulta essere il primo partito, le forze di maggioranza perdono punti. Visto la volatilità dei consensi in questo momento storico le elezioni regionali diventano un appuntamento fondamentale per analizzare lo stato di salute dei diversi partiti.

In seguito alla sconfitta della sinistra in Umbria e in vista delle prossime elezioni in Emilia Romagna si parla già di una possibile caduta delle regioni storicamente “rosse”. Ebbene, qual è il vero peso delle elezioni regionali per la politica nazionale? Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento Daniele Scalea, presidente del think tank Centro Studi politici e strategici Machiavelli.

– Partiamo dalle elezioni in Umbria di fine ottobre. Conte ha dichiarato che il voto umbro non incide sul governo. Daniele Scalea, è realmente così oppure questo voto riflette gli umori nazionali?

– Sicuramente riflette l'umore nazionale, che in parte è legato al famoso scandalo sulla sanità che c'è stato in Umbria e al fatto che l'Umbria non è in una situazione socioeconomica particolarmente brillante. Molti vogliono un cambiamento mentre una parte della componente del voto è stata determinata a livello nazionale dal fatto che gli elettori si riconoscono sempre più nella Lega e negli altri partiti di destra piuttosto che nel PD. Diciamo che un 50% delle dinamiche nazionali hanno pesato su questo risultato del voto.

Gli effetti del voto tornano indietro a livello nazionale a dispetto di quello che dice Conte: viene indebolita la figura di Giuseppe Conte perché sono un segnale di scarsa sopportazione da parte dei cittadini italiani verso questo governo, verso la maggioranza che lo compone e verso il programma che hanno. Giuseppe Conte ha diversi nemici all'interno della sua stessa maggioranza e del suo stesso partito, e quindi non è un premier proprio solidissimo. C’è anche un altro aspetto però da valutare.

– Quale?

– D'altro canto il voto paradossalmente rafforza la maggioranza: più i partiti della maggioranza attuale vedono che sono deboli a livello nazionale meno saranno inclini a rompere. Finché i sondaggi diranno che il centro destra a guida leghista sarebbe destinato a vincere le elezioni nazionali, faranno di tutto per riuscire a mantenersi al governo e a ritardare il più possibile il momento delle elezioni. Attenderanno dei cambiamenti a loro favore per riuscire a recuperare.

– Parliamo delle prossime elezioni in Emilia, i sondaggi si dividono: alcuni sondaggi danno la Lega per favorita, altri il candidato del Partito Democratico. Al di là dei sondaggi, quanto sono importanti dal punto vista nazionale le prossime elezioni in Emilia?

– Per l'Emilia vale lo stesso discorso dell'Umbria. Stiamo parlando delle regioni rosse e l'Emilia è una regione più popolosa, più importante e più ricca con un peso specifico superiore. Se anche in Emilia ci fosse una sconfitta della sinistra è chiaro che qualcosa cambierebbe, non mi aspetto però un crollo della maggioranza ed un ritorno al voto, perché sarebbe per il PD ed i 5 Stelle una manovra suicida. Dovrebbero dare un segnale e quello che probabilmente cambierebbero è proprio Giuseppe Conte. Nascerebbe una crisi di governo, a pagarne le spese sarebbe Conte. La stessa maggioranza metterebbe su un altro governo con un altro premier.

– Vediamo che nello scenario politico la Lega si riconferma primo partito. Possiamo dire che i 5 Stelle invece crollano un po' in tutti i sondaggi. Credi che il partito sia in crisi totale?

– La politica ci ha abituato a dei rapidi cambiamenti di consensi, tuttavia non credo che al momento ci si possa aspettare una ripresa dei 5 Stelle. Per loro tornare all'oltre 30% che presero alle elezioni dello scorso anno ormai è un'utopia. Fu un voto che presero sull'onda di essere un partito che nessuno realmente conosceva e con persone che non erano note.

Spesso non si capiva nemmeno cosa volessero fare, il movimento ha giocato a lungo sull’ambiguità: sono di destra o di sinistra, pro immigrazione o anti immigrazione, liberisti o statalisti? Nessuno lo aveva realmente capito, perché al loro interno racchiudevano un po’ tutti questi aspetti. Era un voto di protesta. Ora la situazione è cambiata.

– Perché?

– Ora c’è un nuovo player che è Salvini e lui raccoglie il voto di chi è scontento della situazione attuale e di chi vuole cambiare radicalmente. I 5 stelle hanno inoltre mancato totalmente le aspettative di quando si sono trovati al governo. Hanno fatto il reddito di cittadinanza, quello sì, ma senza un grande successo e raccogliendo critiche. Hanno fallito sotto tanti altri punti di vista, basti pensare all’Ilva, che doveva essere uno dei fiori all’occhiello delle azioni di Di Maio al Ministero dello Sviluppo Economico. L’azienda si è ritrovata nella peggiore crisi.

Prima cercavano quasi di appiattirsi sotto le posizioni di Salvini, poi ancora alleati con il leader del Carroccio facevano fuoco amico contro il partner di governo. Infine sono passati al Partito Democratico e hanno scoperto improvvisamente di essere per i porti aperti, per l’immigrazione selvaggia. Si sono uniti con il Partito Democratico, cioè coloro che fino a poche settimane prima “rapivano i bambini di Bibbiano”, parole di Di Maio. Insomma, i 5 stelle hanno dato un’immagine di incompetenza, di trasformismo e di politici attaccati alle poltrone. È molto difficile che riescano a ottenere di nuovo consenso popolare. Alle prossime elezioni, quando avremo anche il voto degli indecisi, penso che i 5 stelle otterranno un pessimo risultato e arriveranno attorno al 10%.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik