17:52 08 Dicembre 2019
Brennero

Provocazioni anti-italiane in Alto Adige. Roma risponde?

© REUTERS / Dominic Ebenbichler
Interviste
URL abbreviato
Di
16720
Seguici su

Il partito della provincia autonoma di Bolzano Sudtiroler Freiheit ha trasformato il cippo al confine con il Brennero in un bidone con la scritta “rifiuti speciali” spiegando che il Brennero è un confine ingiusto che ha diviso il Tirolo. Una delle tante provocazioni nei confronti dei cittadini di lingua italiana. Roma risponde?

Il cippo di confine italo-austriaco al Brennero è stato oltraggiato dal partito secessionista fondato da Eva Klotz, che lo ha trasformato in un bidone di rifiuti. Non si tratta di un caso isolato, recentemente, infatti, hanno fatto scalpore i manifesti contro i medici italiani, i quali raffiguravano un paziente morto a causa “del medico che non sapeva il tedesco”. Inoltre la provincia di Bolzano ha cancellato il termine di Alto Adige e altoatesini dai documenti ufficiali.

In Alto Adige, regione che possiede non pochi privilegi e dove i politici godono di vitalizi pagati dall’Italia, i cittadini di lingua italiana spesso di sentono stranieri. Qual è l’obiettivo finale delle provocazioni dei partiti secessionisti? Come dovrebbe reagire Roma? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.
© Foto : Fornita da Francesco Lollobrigida
Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

- Onorevole Lollobrigida, come commenterebbe il caso del sacco con la scritta “rifiuti speciali” al confine italo-austriaco?

- Si tratta da un lato di una pagliacciata di persone che vogliono dimostrare qualcosa senza la possibilità di farlo con le parole. D’altro canto si tratta di un atto molto grave che giunge in un momento storico nel quale gli estremisti di Freiheit, ma anche dell’SVP augurano il ritorno ad un clima di tensione che in Alto Adige non porta bene. Parliamo di persone che non vogliono essere italiane, ma pretendono una serie di benefici dalla nostra nazione per poi insultarci con atti vandalici.

- Qual è l’obiettivo finale secondo lei di queste provocazioni?

- Alcuni partiti vorrebbero ottenere ancora più privilegi. Oggi un cittadino comunitario che va in Alto Adige beneficia del sistema di welfare della regione particolarmente avanzato, un cittadino italiano non può beneficiare per 5 anni dello stesso trattamento. Un medico può non sapere l’italiano per operare in Alto Adige, ma è obbligato a conoscere il tedesco.

Ebbene una parte di loro vuole ancora più privilegi, al di là dei tanti che già ha rispetto agli altri cittadini italiani. Un’altra parte vorrebbe la secessione, provando ad invertire le lancette della storia.

L’Italia, come scriveva Mazzini, è disegnata in modo tale che non ci fossero dubbi sui suoi confini: le Alpi hanno disegnato i confini a nord, il resto è delimitato dal mare.

La minoranza di cui parlo vorrebbe strappare un territorio italiano. Fra questi c’è Eva Klotz, un’altra persona che dall’Italia ha avuto centinaia di migliaia di euro di liquidazione da consigliere regionale e gode di un vitalizio elevatissimo. Vive di soldi italiani, ma dalla mattina alla sera insulta l’Italia e il tricolore.

 

Segna Repubblica d'Austria - frontiera a Brennero
© REUTERS / Dominic Ebenbichler
Segna "Repubblica d'Austria - frontiera" a Brennero

- I sacchi di rifiuti al confine non sono un caso isolato, giusto?

 

- Sono tanti gli episodi, fra quelli più gravi ricordiamo il manifesto con la scopa che puliva il territorio dagli italiani e dal tricolore, oppure il manifesto che insulta i medici. Un medico a prescindere dalla lingua salva i pazienti, invece nel manifesto viene detto che il medico non sapeva parlare tedesco e quindi il paziente è morto. In passato vi sono stati gli insulti della Klotz nei confronti della pattinatrice Kostner, che quando vinse sbandierò il tricolore.

Non scordiamoci la vicenda del passaporto austriaco. Abbiamo chiesto al presidente della Repubblica di non incontrare il presidente austriaco a Merano, perché l’intera giunta di Merano non ha partecipato alle celebrazioni del 4 novembre, festa dell’Unità del Paese e delle forze armate.

Sono tanti gli episodi che rendono più difficile la convivenza fra l’etnia italiana e l’etnia tedesca. Gli italiani sono considerati stranieri a casa propria.

- Come dovrebbe reagire Roma a queste provocazioni?

- Innanzitutto fare chiarezza, mettere tutti i cittadini allo stesso piano, almeno allo stesso piano dei cittadini di lingua tedesca. Bisogna impugnare tutte le leggi altoatesine che discriminano i cittadini di lingua italiana. Bisogna essere molto chiari: se vuoi essere italiano e rispetti l’Italia, ne ricevi dei benefici; altrimenti se vuoi essere austriaco, a partire da Eva Klotz, devi andare a farti pagare la pensione dagli austriaci.

Il nostro partito Fratelli d’Italia è quello che più di tutti, forse l’unico, difende oggi i cittadini di lingua italiana in Alto Adige, li difende come difende tutti i cittadini. Chiediamo anche ai nostri alleati di fare lo stesso, in particolare alla Lega che oggi governa con l’SVP in Alto Adige. Va fatta chiarezza e bisogna scegliere fra le poltrone e la difesa dei nostri concittadini. Lo slogan “prima gli italiani” deve valere in tutta Italia, anche in Alto Adige.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik