20:50 07 Dicembre 2019
Bandiera Kosovo

Serbia-Kosovo, qual è il ruolo di Mosca oggi?

© REUTERS / Laura Hasani
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Tra Serbia e Kosovo le tensioni non sono mai cessate e i negoziati sotto la supervisione dell’Unione Europea, che durano da 6 anni, non hanno prodotto risultati concreti. La ripresa del dialogo è ostacolata inoltre dai dazi commerciali di Pristina contro la Serbia. La Russia potrebbe giocare il ruolo di mediatore nel dossier Kosovaro?

Con i nuovi vertici dell’Unione Europea potrebbero riprendere le trattative tra Belgrado e Pristina. Nel biennio 2006-2007 la Russia prese già parte ai negoziati sulla questione kosovara, ma oggi Mosca quale ruolo potrebbe giocare? Qual è la posizione dell’Italia nei negoziati? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Luca Susic, collaboratore di Analisi Difesa, esperto di Balcani.

– I negoziati fra Belgrado e Pristina sotto la guida Ue durano da anni, ma non hanno portato ad alcun risultato. In Serbia hanno dichiarato che vi è la possibilità di considerare l’invito della Russia in qualità di mediatore, in caso il Kosovo lo richiedesse agli Stati Uniti. A Mosca sono disponibili per un simile scenario. Luca Susic, secondo lei l’attivazione di Mosca in qualità di alleato di Belgrado a livello del Consiglio di Sicurezza dell’ONU è un’opzione realistica?

– Penso che sia una soluzione molto difficile. Credo non sia possibile giungere ad un accordo fra le parti fin tanto che Stati Uniti, in primis, ed Europa non spingeranno con decisione il Kosovo a riconsiderare la propria posizione. Negli ultimi anni effettivamente Belgrado ha fatto oggettivi passi avanti, è chiaro che c’è una disponibilità al dialogo e ad una soluzione di compromesso.

C’è stato un abboccamento durante una fase con la presidenza Thaçi, quando sembrava fosse possibile un accordo per ridefinire i confini, ma la situazione attuale pare essere molto complicata. Questo perché vi è stata una serie di decisioni parecchio discutibili, come l’introduzione dei dazi del 100% sui prodotti provenienti dalla Serbi e dalla Bosnia Erzegovina; inoltre il nuovo partito di governo di Kurti (NdR, il governo non è ancora formato, il partito di Kurti ha vinto le elezioni kosovare) è un partito nazionalista che difficilmente potrà concedere alla Serbia di riappropriarsi di quelle che sono le zone a maggioranza serbo ortodossa.

Sicuramente Mosca ha un peso estremamente importante, non bisogna dimenticare che la Serbia può ottenere un appoggio da Mosca, ma non allo stato attuale. La Serbia non può buttarsi fra le braccia della Russia, ha bisogno comunque di avere un appoggio anche da parte europea e statunitense.

– La Russia ha preso parte nei negoziati sul Kosovo nel 2006-2007. Oggi concretamente Mosca che ruolo potrebbe avere nella soluzione della questione kosovara?

– Ha un ruolo fondamentale per il fatto che è un membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La questione Kosovara viene discussa all’interno del Consiglio di Sicurezza, Mosca può quindi sostenere le istanze serbe. Il Kosovo ha più facilità in quanto può essere rappresentato sia dagli Stati Uniti sia dalla Gran Bretagna e in misura minore dalla Francia.

Inoltre grazie ad una diplomazia di livello eccellente e ad una tradizione plurisecolare la Russia è stata in grado di stupire. Pensiamo al successo dell’offensiva diplomatica e poi militare in Siria. Non è escluso che Mosca riesca in qualche modo a veicolare il proprio messaggio. Il fatto è che per raggiungere questo tipo di risultato, a mio modesto avviso, bisogna riallacciare il dialogo con qualcuno degli Stati più importanti d’Europa. Mi viene in mente la Francia, perché Macron ha un grande interesse a mantenere buoni i rapporti con Mosca ed effettivamente anche con gli Stati Uniti. Trump va verso elezioni e ha la spada di Damocle dell’impeachment, quindi è in una situazione complicata. Se Mosca riuscisse a dialogare con la Francia e con la Germania potrebbe fare un passo avanti molto importante per favorire Belgrado.

– Qual è il ruolo dell’Italia invece in questo dossier?

– L’Italia è uno dei pochi Paesi che è amico sia della comunità albanese, intesa come Kosovo e Albania, sia dei serbi. L’Italia ha l’invidiabile ruolo di essere potenzialmente in grado di parlare ad entrambi i contendenti. Purtroppo l’Italia ha anche abdicato da anni ad una politica estera autonoma, quindi non è in grado di sostenere la propria posizione con forza.

È un contributore importante per le missioni di pace internazionali, fra cui KFOR, però non ha una politica chiara. Se l’Italia riuscisse a comprendere l’importanza fondamentale che avrebbe per risolvere questo genere di controversia e trovasse il modo di proporsi come partner affidabile per entrambi, potrebbe mettere sia la Serbia sia il Kosovo attorno ad un tavolo. Deve esserci una forte volontà da parte di Roma, in primis la capacità di comprendere che risolvere la questione kosovara è un interesse nazionale fondamentale per l’Italia.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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