03:10 18 Novembre 2019
Antartide

L’Italia torna in Antartide

© Sputnik . V.Chistyakov
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Ha preso il via la 35a spedizione scientifica italiana in Antartide. Aperta la base Mario Zucchelli, riattivati i servizi chiusi dallo scorso febbraio e preparata la pista sul pack marino. La missione, con i velivoli dell’Aeronautica e la rompighiaccio Laura Bassi, porterà avanti più di 45 programmi di ricerca.

La base italiana in Antartide Mario Zucchelli è stata riaperta da un gruppo di 20 persone, che oltre ad aver riattivato i servizi, hanno preparato la pista per l’atterraggio dei vettori aerei intercontinentali. La spedizione, finanziata dal Miur (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) è gestita dall’Enea per l’organizzazione logistica e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico.

Dopo vent’anni di assenza, torneranno in Antartide i velivoli dell’Aeronautica Militare, grazie ad un accordo con Enea. Fra le novità di quest’anno inoltre l’impiego della nave rompighiaccio italiana “Laura Bassi”. Quali sono le particolarità della spedizione italiana e che importanza riveste per l’Italia l’Antartide? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Gianluca Bianchi Fasani, Station Leader della Stazione Mario Zucchelli, responsabile del servizio logistico dell’Unità tecnica Antartide dell’Enea.

— Dopo vent'anni di assenza la trentacinquesima campagna estiva vede il ritorno dei velivoli dell'aeronautica militare. Qual è l'interesse dell'Italia in Antartide? Che importanza ha questo ritorno?

— L'Antartide vista la totale assenza dell’uomo sino verso la fine del 1800 rappresenta una palestra di studio per numerose attività di carattere scientifico. Il supporto dell'Aereonautica è fondamentale soprattutto nella prima parte della stagione, quando abbiamo necessità di trasferire dalla Nuova Zelanda all'Antartide personale e cargo.

— Come operate in Antartide?

— Abbiamo aperto la Stazione Mario Zucchelli da circa 10 giorni. Arriviamo con dei voli commerciali classici fino in Nuova Zelanda, a Christchurch. Questa città diventa il gate di imbarco principale per il personale afferente al Programma Nazionale di Ricerche in Antartide.* Da Christchurch un primo gruppo di 20 persone destinato ad eseguire le operazioni di start-up della stazione Mario Zucchelli rimasta chiusa dal febbraio precedente, avvalendosi del supporto del programma antartico americano viene trasferito sino alla stazione statunitense di McMurdo. In seguito il gruppo viene trasferito con un piccolo aereo fino alla nostra stazione, la Mario Zucchelli.

Qui diamo avvio alle attività di apertura degli impianti, viene realizzata una pista aerea su un ghiaccio marino dello spessore di 2 metri. Una volta eseguita cominciamo con le nostre attività di volo intercontinentale, circa 12 voli. Con questi portiamo circa 400 persone afferenti a vari programmi antartici: italiani, francesi, coreani, tedeschi. Ricercatori che vengono poi distribuiti nelle varie stazioni di ricerca che si trovano nell’area del Mare di Ross. Trasportiamo anche 50 tonnellate di materiale. La stazione Mario Zucchelli arriverà ad ospitare circa 100 persone al culmine delle attività, mentre la stazione Concordia, la nostra seconda Stazione Antartica cogestita con la Francia, arriverà ad ospitare fino a 65 persone.**

Verso la metà del mese di dicembre avremo il supporto della rompighiaccio Laura Bassi***, che farà un primo giro per portare un primo cambio di personale ed una notevole quantità di cargo e carburante. Un secondo giro nave verrà infine eseguito a gennaio quando sarà condotta una campagna oceanografica. Verso la metà di febbraio si avvieranno le attività di chiusura della stazione di Mario Zucchelli, mentre Concordia rimarrà aperta tutto l’anno con 12 persone, fra scientifici e logistici. Concordia è una stazione che non può essere chiusa perché si trova in condizioni estreme a 1200 km dalla costa e ad oltre 3300 m di quota.

— Qual è l'obiettivo principale dei progetti di ricerca?

Esploratori sovietici all'arrivo in Antartide durante una spedizione del 1964, diretta all'osservatorio Mirniy
© Sputnik . S. Preobrazhenskiy
— Ogni ramo della ricerca italiana in Antartide ha la sua importanza, qui soprattutto nell'area del mare di Ross, dove si trova la stazione Mario Zucchelli, vengono condotti studi di biologia marina e terrestre, geologia, fisica dell’atmosfera, geochimica, vulcanologia e sismologia. La nave ci consente inoltre di eseguire campagne oceanografiche. Fino a due anni fa il programma aveva la diponibilità della nave Italica, da quest'anno, come già detto, avremo la nuova rompighiaccio Laura Bassi. Facciamo anche ricerche di astrofisica, di fisica e chimica della stratosfera, Per le ricerche climatologiche, nella base italo-francese di Concordia è stato realizzato il sondaggio “Epica”, che ha consentito la ricostruzione della storia del passato climatico fino a ottocentomila anni fa. Si studia inoltre anche l’astrofisica interplanetaria, andando alla ricerca delle meteoriti che, a causa del continuo flusso del ghiaccio, si accumulano in determinati settori del plateau antartico. Poi ci sono diversi osservatori permanenti come quello sismico, geodetico, meteorologico e quest'anno solo a Mario Zucchelli avremo l'attivazione di diciassette nuovi progetti di ricerca.

— Ci sono anche progetti di carattere militare?

— No, perché l'Antartide come previsto da trattato antartico è un continente demilitarizzato ed il personale militare che è coinvolto nelle attività è in ausilio alle attività di ricerca. Il Programma italiano sin dal 1985 si avvale di personale militare messo a disposizione dallo Stato Maggiore della Difesa. Attività quali ad esempio le previsioni meteo e la gestione della sala operativa sono condotte di concerto con personale militare altamente specializzato. Avere personale preparato nella gestione della sala operativa è fondamentale avendo in base la necessità di gestire vettori ad ala fissa e rotante.

— Quant'è importante la cooperazione con altri Paesi?

È fondamentale, tant'è che qui siamo un po' anacronistici poiché numerose della attività si configurano come scambi di servizi. Noi lo definiamo “baratto antartico”. Tra diversi programmi di ricerca ci si scambiano servizi di carattere logistico che poi vengono spesi in funzione di attività scientifiche. Svolgere ad esempio un servizio per un partner straniero fa sì di vantare successivamente un credito nel momento in cui chiediamo loro un supporto per fini scientifici. Nel tempo si è instaurata una sorta di geopolitica locale che coinvolge tutti i Programmi che operano nell’area del Mare di Ross.

— Avete contatti con la Russia? Vi sono progetti in atto con gli scienziati russi?

— I russi non operano nell’area dove usualmente lavoriamo noi. La stazione con la quale abbiamo avuto e abbiamo contatti per vicinanza soprattutto con Concordia è quella di Vostok, dove in passato siamo stati per visionare le modalità di stoccaggio delle carote di ghiaccio della perforazione Vostok. C’è stato quindi uno scambio di conoscenze fra scientifici dei nostri Paesi.

— Com’è il tempo da voi in questo momento? Quanti gradi fanno?

— A Baia Terra Nova attualmente viaggiamo intorno ai -15 gradi durante la giornata, mentre nella stazione Concordia, che è più interna ci sono -35 gradi.

— Come lavorate con queste temperature?

— In realtà le temperature si sopportano bene, perché l’umidità è molto bassa e siamo adeguatamente equipaggiati e protetti.


*Il PNRA, Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, è finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Nell’ambito del PNRA è stata costituita una Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA) che ha il compito di proporre al MIUR la definizione degli obiettivi e delle linee strategiche. Il Programma viene poi attuato dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che coordina le attività scientifiche, e dall’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) che seleziona il personale logistico e realizza operativamente le Spedizioni”.

**L’Italia è presente in Antartide con due basi: - la Mario Zucchelli, situata nell’area di Baia Terra Nova lungo la costa, aperta da metà ottobre a metà febbraio (con temperature tra -25°C e +5°C) che può ospitare circa 120 persone (85 nel corpo principale); - la stazione italo-francese Concordia, realizzata in cooperazione tra PNRA e IPEV (Istituto polare francese), che è una delle 3 stazioni permanenti in Antartide (cioè aperta ininterrottamente tutto l’anno), ed è situata sul plateau antartico a 3.233 m di altitudine, nel sito di Dome C. Qui le temperature nel periodo invernale scendono fino a -80°C. Compresi gli alloggi esterni, ospita fino a 80 persone in estate e tra le 12 e le 16 in inverno.

***"La nave rompighiaccio "Laura Bassi" (fisica e prima accademica italiana del ‘700), lunga 80 mt per 4000 tonnellate di stazza, è l’unica nave italiana in grado di operare sia in Antartide che in Artico.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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