02:44 18 Novembre 2019
The prototype of a 3D bioprinter that can generate functional human skin has been developed by Spanish scientists

Organi in 3D disponibili tra 5-10 anni

© Foto : Universidad Carlos III de Madrid
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La produzione artificiale di tessuti organici sta diventando realtà. Uno degli esperti mondiali in questo settore, il professor Boris Chichkov dell’Università Leibniz di Hannover, ha descritto a Sputnik gli attuali avanzamenti nel settore della bio-stampa laser.

– Cos’è la bio-stampa laser?

– È una branca di studio della medicina rigenerativa moderna la quale utilizza impulsi laser per la creazione additiva di tessuti vitali. Il principio è piuttosto semplice: strato su strato il materiale cellulare viene trasferito su un supporto grazie a una lieve onda d’urto prodotta dal laser. I laser moderni sono in grado di generare fino a un milione di impulsi al secondo. Ciò significa che si tratta di una tecnologia molto rapida.

– Quali problemi permetterà di risolvere questa tecnologia?

– A mio avviso, la cosa più importante è che permetterà di creare organi umani e di ridurre i rischi in fase di trapianto. Se le tendenze attuali rimarranno tali, tra circa 5-10 anni sentiremo parlare di organi bio-stampati. Sarà altresì possibile stampare la pelle, produrre campioni per effettuare test di cosmetici e molto altro.

– Quali risultati sono già stati raggiunti?

– Al momento siamo in grado di stampare la pelle, le cartilagini, diversi tessuti cardiaci, i reni e il fegato. Al mondo esistono già diversi centri specializzati in questo senso. I medici non sono in grado di gestire da soli tutte le sfide della medicina moderna. Dunque, biologi, fisici, chimici e ingegneri devono cooperare per avere successo.

– Da dove si prende il materiale cellulare che serve per la stampa?

– Queste cellule devono essere cellule vive del paziente e devono contenere il suo codice genetico. Per ottenere tale materiale biologico si utilizza la tecnologia della riprogrammazione cellulare per la quale è stato conferito il Premio Nobel per la medicina nel 2012. Questo permette di ottenere cellule staminali a partire da cellule tradizionali e facilmente accessibili, come quelle cutanee o sanguigne, farle riprodurre e trasformarle in cellule adatte per l’organo in questione.

Biostampante della società Invitro ricuperato dopo l'incidente del razzo Soyuz-FG
© Foto : Il servizio stampa del laboratorio Invitro

– È possibile costruire così semplicemente organi di qualsiasi complessità?

– Per adesso no. Vi sono diversi problemi ancora da risolvere. Il principale è la vascolarizzazione, ovvero la creazione all’interno dell’organo di una rete di vasi e il loro collegamento con l’apparato circolatorio dell’organismo. Ma per risolvere questi problemi servono tempo e fondi. Nient’altro.

– A Suo avviso, quale sarà il futuro di questa tecnologia?

Immagini di poter andare a comprare pezzi di ricambio per il proprio corpo come farebbe per l’automobile. Inizialmente sarà chiaramente molto costoso, ma col tempo la situazione cambierà. Inoltre, la tecnologia è molto sicura. A mio avviso, la bio-stampa ha un grande futuro: è una tecnologia che inevitabilmente cambierà la nostra vita tanto quanto l’ha fatto Internet, ad esempio.


Boris Chichkov sarà relatore in occasione del IV Simposio Internazionale “Tecnologie ingegneristiche e fisiche di biomedicina” che si terrà dal 26 al 30 ottobre presso l’Istituto di Fisica e Ingegneria di Mosca in seno all’Università nazionale di Ricerca nucleare.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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