01:59 18 Novembre 2019
Paolo Grimoldi

Grimoldi (Lega): “Se i 5S vogliono continuare a esistere – staccare la spina e andare a votare”

© Foto : fornita da Paolo Grimoldi
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L’esito delle elezioni regionali in Umbria ha evidenziato una vittoria netta della coalizione di Centrodestra, con la Lega che ha sfiorato addirittura il 40%.

In percentuali: Donatella Tesei candidata del Centrodestra è volata al 57,55 % dei voti, Vincenzo Bianconi il candidato dell’alleanza M5S – PD si è fermato al 37,49 %. 

Una vittoria preannunciata, un trend che conferma il consenso in crescita che il centrodestra, ma soprattutto la Lega, sta ottenendo tra gli italiani.

Seppur a livello regionale, il risultato del voto in Umbria evidenzia che l’alleanza M5S – PD creata affrettatamente sul collante dell’anti-salvinismo per scongiurare il ritorno alle urne, nonostante le ingiurie reciproche fino a qualche giorno prima, non ha convinto gli italiani. Non a caso Matteo Salvini tra le parole di giubilo per commentare la vittoria ha sottolineato:

“Gli esperimenti di laboratorio sulla pelle degli italiani non funzionano: gli italiani non amano il tradimento e il poltronismo”.  

Sputnik Italia ha contattato l’onorevole Paolo Grimoldi della Lega, che sull’onda dell’entusiasmo, ha commentato il brillante risultato, proponendo inoltre una sua analisi su quali saranno i futuri sviluppi dell’attuale coalizione governativa:   

– Onorevole, dopo il voto in Umbria, quali considerazioni emergono?

– Innanzitutto la soddisfazione per il fatto, che questa regione da quando venne istituita è sempre stata governata dalla sinistra. Una sinistra talmente sicura di vincere da trattare l’Umbria come laboratorio per esperimenti di eugenetica politica dove candidavano persone in arrivo da ogni dove con la certezza che nei territori dell’Umbria sarebbero state elette senza battere ciglio a prescindere dalla figura del candidato. Quindi, per questo motivo, la soddisfazione è doppia. Oltre a ciò abbiamo fatto una campagna elettorale paese per paese. Penso che una campagna elettorale come questa, in Umbria, non ci sia mai stata. È stata toccata quasi la metà dei comuni delle municipalità della regione, con incontri pubblici, iniziative, presidi. Seppur un dato regionale questa vittoria ha una valenza politica: hanno fatto un’ammucchiata mettendo assieme tutti i partiti di sinistra più il M5S e comunque sono stati asfaltati.

Accordo M5S-PD “un abbraccio mortale”

– Nella conferenza stampa con la nuova presidente regionale, Donatella Tesei, Matteo Salvini ha detto: “Qua c’è l’Italia vera..” Questo risultato non dimostra la discrepanza ormai netta tra il paese reale da una parte e il governo che ha perso il contatto con la realtà dall’altra?

– Assolutamente si! Perché se si fosse votato in Calabria, piuttosto che in Veneto, il risultato non sarebbe cambiato, anzi! Probabilmente questo divario sarebbe ancor maggiore. Il dato politico è anche un altro: mentre il PD perde, ma non scompare, il M5S ha un’evidente tendenza a scomparire come forza politica. Con il voto in Umbria sono ai minimi termini. Cosa sarebbe successo ai 5S se si fosse votato in Lombardia, in Veneto, in Friuli, in Trentino..? Probabilmente i loro dati non sarebbero neanche pervenuti. Ormai sono alle soglie della scomparsa. Dovrebbero interrogarsi sui motivi politici di questa debacle. Il maggior responsabile evidentemente è il presidente del Consiglio che più o meno rimane espressione dei 5S, dopo di che, al secondo posto, i responsabili sono quella parte dei 5S, mi riferisco: ai Fico, alle Taverna, a Beppe Grillo, che ha lavorato alacremente per fare un accordo con la sinistra.

Questo accordo è un “abbraccio mortale”, perché con la Lega possono anche aver perso dei voti e quando si governa ci sta, ma col PD c’è la scomparsa assoluta dalla scena politica; più staranno al governo e peggiore sarà per loro il risultato alle prossime elezioni.        

– Il premier Giuseppe Conte ha commentato il risultato citando Modugno: “Ho il sole, il cielo, il mare…” Nonostante la sua coalizione abbia subito una sconfitta sembra che il risultato non lo turbi. Possibile non si senta chiamato in discussione?

– Visto che conosce così bene il testo delle canzoni se si desse alle serate musicali al karaoke, secondo me, avrebbe più successo che fare il presidente del Consiglio. Il nostro peggior nemico Matteo Renzi, di cui potrei dire tutto il male possibile, è comunque una figura politica più dignitosa di Conte e dei 5S. Quando ha perso il suo referendum si è dimesso mantenendo coerenza e dignità. Questi invece nonostante le batoste elettorali e nonostante i disastri, pur di non andare a votare, con l’unico interesse di tenere la poltrona e di tenersi lo stipendio, rimangono li.

– Il governo “giallo-rosso”, secondo lei, va considerato un esperimento concluso dopo questa cocente sconfitta?

– Da un punto di vista politico l’esperimento è concluso ed è stato un fallimento, ma da un punto di vista parlamentare hanno ancora i numeri per tirare a campare. Da un certo punto di vista il risultato dell’Umbria darà maggior stabilità al governo, nel senso che non faranno nulla, non arriveranno grande riforme, grandi provvedimenti, ma nel contempo faranno di tutto per non tornare al voto. Perché, ad oggi, per loro c’è la scomparsa dalla scena politica essendo un governo basto sull’unico collante di tenersi le poltrone, dopo di che, chi se ne frega dell’Italia e degli italiani!

M5S – PD uniti dal collante dell’anti-salvinismo

– Lei ha parlato di “collante M5S e PD”, è il collante dell’anti-salvinismo. Salvini, invece, viene costantemente premiato a tutti gli appuntamenti elettorali del Paese. Possibile che M5S e PD non riescano a scorgere questo trend?

– Si! Il nostro trend è vincente. C’è anche un altro dato: la legge di stabilità così com’è stata presentata alle cronache, così come abbiamo letto nel Decreto Fiscale è una legge di stabilità di sinistra se non addirittura di estrema sinistra: mettono nuove tasse, addirittura aumentano i pedaggi autostradali. Sembra una battuta: ma i 5S che parlavano di togliere le concessioni autostradali alla fine hanno concesso di aumentare i pedaggi autostradali.

È evidente che l’elettore medio, che tende a semplificare, legge una cosa abbastanza evidente, ossia che i 5S sono diventati una costola della sinistra senza più nessuna spinta, se non quella di tenersi le poltrone. Questo, per i 5S, significa condanna politica e condanna elettorale. Hanno una sola possibilità se vogliono continuare a esistere: staccare la spina alla svela e andare a votare. Ecco, se avranno il coraggio di farlo da qui a un paio di mesi continueranno a esistere, altrimenti firmeranno la loro condanna.

– Secondo lei, ora qualcosa cambierà?

– Penso che, pur firmando la loro condanna, cercheranno di tirare a campare il più a lungo possibile all’interno di questa legislatura, quindi faranno per l’ennesima volta la scelta sbagliata. Dopo di che a breve voterà l’Emilia Romagna, voterà la Calabria ed è di tutta evidenza che se “andranno a casa” anche in Emilia Romagna a staccare la spina saranno però quelli del PD per non rimanere con il cerino in mano. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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