01:50 18 Novembre 2019
Giovanni Palladino, Italia Viva

ESCLUSIVA. Giovanni Palladino, Italia Viva: “I soldi non si prendono dalle tasse, ma dagli sprechi”

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Alla Leopolda 10, che quest’anno ha fatto registrare record di accessi rispetto a tutte le precedenti edizioni, nasce ufficialmente “Italia Viva”.

“Italia Viva” è la nuova formazione politica creata dall’ex premier Matteo Renzi in seguito alla sua fuoriuscita dal Partito Democratico.

La manifestazione, ideata e lanciata da Renzi nel 2010, è iniziata con la presentazione all’americana del simbolo del partito votato online. Il logo era il secondo fra i tre sottoposti a consultazione. La scritta Italia Viva in blu e fucsia, il gabbiano stilizzato che la sormonta, una fascia blu sottostante.

In attesa di misurarsi nelle urne i sondaggi danno all’Italia Viva tra il 3 e il 5%.

“Da noi ci si iscrive solo online. Ciao, ciao correnti. Il primo partito decorrentizzato. Non voglio staccare la corrente al governo, voglio togliere le correnti al nuovo partito. Mai più signori delle tessere", puntualizza l'ex segretario del Pd durante il suo intervento.

Inoltre, dalla Leopolda Renzi mette di nuovo nel mirino Quota 100 – una delle misure chiave introdotte dal precedente Governo Conte che permette di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi.

“Quando diciamo che Quota 100 non va bene non stiamo attaccando gli anziani, stiamo dicendo che 20 miliardi di euro in tre anni per 150.000 persone sono un’assurdità”, - ha annunciato l’ex segretario del PD la presentazione di un emendamento alla manovra economica che punta a cancellare la misura.

Quale ruolo vuole avere l'Italia Viva nei confronti del governo Conte-bis? Come pensa di portare avanti la sua strategia economica? Quale proposte e controproposte vorrebbe avanzare questa nuova formazione politica? Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento Giovanni Palladino, che per Italia Viva alla Leopolda ha coordinato il tavolo Industria.

– Onorevole Palladino, si è appena chiusa la decima edizione della Leopolda. Com’è andato il battesimo di Italia Viva?

– Direi che non poteva andare meglio: tante persone, amici e volti nuovi, riuniti insieme con l’entusiasmo dei nuovi inizi e tanto sano spirito costruttivo.

Tanti, tanti giovani, questo il dato che più mi ha fatto piacere e dato speranza, in un momento in cui assistiamo a una totale disaffezione e sfiducia nei confronti della politica.

Abbiamo discusso proposte e scambiato idee in numerosi tavoli tematici, quello da me coordinato era dedicato ai temi “Appalti ed industria”, argomento molto sentito e strategico per la crescita del Paese, imprigionato com’è nei gangli della burocrazia e della farraginosità delle norme che lo regolano.

Siamo arrivati già a circa 10.000 iscritti in pochi giorni, il nostro obiettivo è di crescere insieme senza alcun litigio interno e dare voce ai territori, troppo spesso inascoltati dalle Istituzioni, aprendo le nostre proposte all’Europa: siamo cittadini italiani, europei e vogliamo far sentire la nostra voce senza paura di misurarci con le sfide del Nuovo Millennio.

Italia Viva è la casa di tutti coloro che con competenza e concretezza si avvicinano al nostro programma e ai nostri valori.

– Mai così tanta gente ha partecipato alla Leopolda. Pensa che queste presenze si trasformino in voti?

– Sì, ed è proprio quello su cui stiamo lavorando, e che ci auguriamo tutti: crescere ben oltre le presenze della Leopolda, nel Paese. Siamo appena nati, non abbiamo ancora una adeguata presenza sui media, ma già siamo diventati l’argomento ricorrente nel dibattito politico e il soggetto politico maggiormente presente sui social network. Adesso non ci fermiamo: dobbiamo rafforzare il nostro progetto nei territori.

– Uno dei temi caldi di questi giorni rimane la manovra economica. Quali sono le vostre principali preoccupazioni e soprattutto le vostre proposte/controproposte?

– Relativamente alla manovra, il nostro primo obiettivo è impedire l’aumento dell’IVA e di tutte le tasse come la sugar tax: a giudicare dall’ultimo Consiglio dei Ministri tenutosi ieri sera confidiamo che si trovi una soluzione insieme al Governo. I soldi non si prendono dalle tasse, ma dagli sprechi. Siamo disponibili a trovare soluzioni alternative insieme.

Il secondo punto cui ci opponiamo con fermezza è “Quota 100”: una misura iniqua, di cui godrebbero poche persone (si parla di 120.000 cittadini) e - cosa assai più grave - una misura che penalizza i nostri giovani, che pagherebbero la pensione a chi non vuole lavorare uno o due anni in più: trasformando in numeri, si tratta di 4 miliardi per quest’anno, 8 miliardi per il 2020 e 20 miliardi in tre anni, una cifra importante che preferiremmo di gran lunga mettere a disposizione delle famiglie o in busta paga ai lavoratori, anziché per chi vuole andare un anno prima in pensione. È semplicemente uno spot elettorale per confondere le idee. L’alternativa, Matteo Renzi lo ha ribadito più volte, è l’Ape social.

Terzo punto, la crescita del lavoro: le spese per i servizi sono aumentate fino a toccare la cifra di 150 miliardi, è necessario tagliarle più possibile per sostenere la creazione di lavoro nella piena consapevolezza che se si fa questo gli imprenditori saranno facilitati ad assumere.

Per concludere, dico no all’abbassamento della soglia del contante, anche questa misura posticipata dall’ultimo Consiglio dei Ministri al luglio 2020: questo posticipo è una nostra piccola vittoria, quello che si potrebbe fare è abbassare il tetto in parallelo a un azzeramento delle commissioni bancarie sulle carte di credito per tutti e per tutte le somme. Ma ne stiamo ancora discutendo.

– La flat-tax rimane ma l’intervento di Conte ha fatto seguito a quello di Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti: sull’obbligo di Pos alle condizioni attuali che “costerà alle imprese, più piccole, più di 2 miliardi di euro”. Condivide questa valutazione?

– Assolutamente sì, è necessario un abbassamento delle commissioni sui pagamenti con carta di credito e Pos, se si vuole combattere l’evasione e diffondere il pagamento elettronico.

– Come abbiamo visto con l’ennesima lettera allarmante, l’Ue sta perdendo la pazienza…Che tipo di chiarimenti potrà dare il governo per rassicurare Bruxelles che il piano economico italiano è in linea con target di riduzione del debito?

– È un segnale di attenzione da parte dell’Europa nei confronti del nostro Paese, sappiamo tutti che l’apertura data al Governo Conte è transitoria: Moscovici stesso ha chiarito la natura della lettera e oggi il Governo risponderà. Sono certo che Italia Viva porterà un importante contributo, e che il Governo accoglierà le nostre proposte: abbiamo già impedito l’aumento dell’IVA senza alcun strappo o litigio, ho fiducia che in sede parlamentare i rappresentanti di Italia Viva discuteranno nuove soluzioni portatrici di miglioramenti alla Manovra.

– Pensa che verrà attivata la famosa procedura di infrazione? Cosa rischia l’Italia?

– Mi auguro di no, anche e soprattutto attraverso le nostre battaglie. È quello che vogliamo fare, portare il nostro Paese ad essere competitivo e con i conti in ordine.

Faremo il possibile per impedire un peggioramento della situazione ed evitare una possibile e pericolosa deviazione dai requisiti della politica di Bilancio stabilita dalla Commissione.

– Secondo le rilevazioni raccolte da Tecnè per l'agenzia Dire, tra il 17 e il 18 ottobre, crolla il consenso complessivo verso il Governo, che scende al 30,6%, mentre il 57% degli elettori non nutre nessuna speranza verso il nuovo esecutivo. A suo avviso, a che cosa sono dovute queste cifre?

– Gli italiani oggi più che mai cercano risposte e soluzioni concrete non solo dalle istituzioni, ma anche e soprattutto dai propri territori.

La crisi ha portato molto disagio che si è trasformato in sfiducia ed allentamento da una politica percepita come lontana e sorda, ambigua o inaffidabile. 

Questa insoddisfazione si riflette anche sulle giovani generazioni. E per me è la conseguenza peggiore e più allarmante.

La Leopolda quest’anno si è concentrata non a caso sul termine “comunità”: abbiamo voluto mostrare che un clima positivo e costruttivo figlio dell’ascolto e del dialogo con il nostro “popolo vivo” è possibile e che solo condividendo esperienze, competenze e talenti sarà possibile guardare al futuro senza paura. La politica urlata e il populismo allontanano i cittadini dalla politica e dalla realtà, alimentandosi della rabbia e delle paure. Noi queste paure vogliamo combatterle e sconfiggerle con la chiarezza e la competenza.

– Quale ruolo vuole avere Italia Viva nei confronti del governo Conte-bis?

– A maggior ragione dopo questa ultima “attenzione” da parte dell’Europa, vogliamo portare il nostro contributo al Governo fino al termine della sua durata presentando le nostre idee: questo non significa fare la guerra, ma evitare politiche e misure sbagliate o pericolose per il nostro Paese come l’aumento dell’IVA.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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