11:43 21 Novembre 2019
Una ragazza dopo l'operazione plastica

“Ritocchini” low cost all’estero? Potrebbero costare caro al ritorno

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Il mercato del turismo sanitario comprende i cosiddetti “viaggi di bellezza” low cost dove oltre ai bagni al mare e al relax in spiaggia il pacchetto all inclusive offre anche dei ritocchi estetici. Interventi “low cost” che in realtà al ritorno possono costare caro al paziente.

Il settore dei viaggi all’estero alla ricerca del “ritocchino” è in costante crescita. Il mercato del turismo sanitario, che comprende anche le operazioni di chirurgia estetica, vale 87,5 miliardi di dollari (dati «Patients beyond Borders»).

Viaggiare all’estero per interventi di chirurgia plastica non è assolutamente privo di rischi. Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento in merito Carlo Gasperoni, docente al Master di Chirurgia Estetica della Faccia dell’Università Tor Vergata di Roma.

– Professore Gasperoni, quanto è sviluppato il turismo dei ritocchi low cost all’estero?

– Per avere ritocchi low cost le persone vanno in Tunisia, nei posti dove le garanzie di qualità delle cliniche è molto minore. Dall’Italia le persone vanno nei Paesi più vicini: in Tunisia e in Croazia.

C’è un grosso aumento di desiderio da parte delle persone di ritoccarsi. Quelle che non se le potrebbero permettere cercano una soluzione, quindi alla fin fine cercano un posto meno caro, ma rischiano grosso.

– Quali sono i maggiori rischi rappresentati da questi “viaggi di bellezza” economici?

– Sicuramente una minore attenzione da parte del chirurgo, il quale sa che il paziente non tornerà e quindi non potrà venire a protestare se qualcosa non va, perché protestare costa troppo. I rischi più importanti riguardano le infezioni, l’ematoma che non si risolve bene. Le protesi al seno possono essere di cattiva qualità. L’intervento può avvenire in condizioni igieniche non abbastanza buone, quindi questo può essere fonte in futuro di problematiche che si riscontrano a lungo termine. Esistono piccole infezioni nel posto della protesi che si manifestano più in là nel tempo.

Un esempio concreto può riguardare un paziente che si rifà il naso, dopo l’operazione può respirare male. Il rischio quindi è di non essere seguiti da un dottore, l’intervento infatti non si esaurisce con la dimissione, bensì quando la persona è perfettamente guarita, si tratta spesso di alcuni mesi di assestamento.

– Una persona va all’estero per spendere di meno e poi si ritrova magari a pagare caro i danni subiti?

– Se pensi che un professionista sia caro è perché non sai quanto ti costerà uno cattivo. Nel prezzo che si paga è compresa anche la sicurezza.

– Può esistere per definizione la chirurgia estetica low cost? Quali sono i prezzi in questo settore?

– Esistono persone che eseguono interventi low cost pure in Italia. Bisogna verificare sempre che la clinica offra delle garanzie di qualità. Se i costi sono davvero bassi non ci si rientra, tutto costa caro, comprese le protesi.

Non si può fare un intervento tutto compreso a 3500-4000 euro, non ci si pagano neanche le tasse a questo punto. È impossibile avere un prodotto di qualità e affidabile veramente low cost. Gli interventi non possono costare meno di 6000-7000 euro. Addirittura c’è chi opera negli studi nella saletta operatoria, però si tratta di operazioni ad alto rischio. Le operazioni vanno eseguite solo in cliniche attrezzate e autorizzate.

– Per chi ha bisogno di operazioni di chirurgia estetica dopo forti ustioni o incidenti l’operazione è pagata dallo Stato?

– In questo caso è chirurgia plastica ricostruttiva ed è gratuita in tutti gli ospedali. La chirurgia estetica riguarda il naso brutto, il seno cadente. Si tratta di un beneficio per avere una soddisfazione personale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce un buono stato di salute non l’assenza di malattie, ma il completo benessere psicofisico delle persone. A volte un difetto può apparire non importante dall’esterno. Tutti vogliono raggiungere però uno stato di soddisfazione e amare il proprio corpo.

– L’importante è non cercare di spendere meno rischiando la propria salute, giusto?

– Assolutamente sì, se uno non se lo può permettere meglio rinunciarci.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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