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08:02 13 Novembre 2019

Boom bambini sovrappeso nel Paese culla della dieta mediterranea

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Il 16 ottobre ricorre la Giornata mondiale dell’alimentazione e in Italia, culla della dieta mediterranea, saltano all’occhio i dati sull’obesità infantile. Un bambino su tre è sovrappeso. Come prevenire l’obesità e come curarla? Parola ai pediatri.

Allarmanti i dati sui bambini sovrappeso in Italia emersi dal report dell’organizzazione Helpcode. Malnutrizione, cibo spazzatura, assenza di attività motoria sono solo alcuni dei motivi dell’obesità infantile.

Per approfondire l’argomento Sputnik Italia ha raggiunto Adima Lamborghini, pediatra, referente per la nutrizione della FIMP e Claudio Maffeis, professore di pediatria all’Università di Verona, delegato nutrizione nella SIP (Società Italiana di Pediatria).

Dieta Mediterranea

— Un bambino su tre è sovrappeso o obeso in Italia, com'è possibile che nel Paese culla della dieta mediterranea ci siano questi dati? Dottoressa Lamborghini, la dieta più famosa del mondo non funziona più?

La dieta mediterranea non viene seguita in Italia, è una dieta che richiederebbe alimenti poveri poco lavorati, i quali necessitano di una preparazione domestica lunga rispetto a quelli che sono gli impegni domestici. È difficile oggi per una famiglia poco organizzata programmare tale dieta per la vita di tutti i giorni. Si tratta di una dieta basata per lo più su alimenti freschi e poco lavorati: parliamo di frutta fresca, di verdura fresca, di legumi e poco di carne, poiché essa non fa parte della dieta mediterranea, ma ne fa parte il pesce. Procurarsi questi alimenti richiede di fare la spesa quasi quotidianamente, mentre oggi le famiglie fanno la spesa settimanalmente, utilizzando la grande distribuzione.

Tutti questi prodotti devono essere lavorati in un certo modo e ciò richiede del tempo, quindi si finisce per rivolgersi a prodotti già lavorati che non fanno parte della dieta mediterranea e che contengono aromi, conservanti, stabilizzanti e sale. Diventa difficile per una famiglia, se non è fortemente motivata e non ha una forte organizzazione, perseguire effettivamente questa dieta. È una dieta che costa, perché frutta, verdura fresca e pesce costano molto di più rispetto ad alimenti già pronti ed in momenti di crisi le persone sono costrette a rivolgersi ad essi.

— Crede che essere sovrappeso sia considerato dai pediatri e dalla società come un vero problema di salute?

— Il problema dai pediatri è percepito, noi facciamo tutti gli anni delle visite programmate dello stato di salute che servono proprio a rilevare questo. Noi abbiamo la curva di crescita dei bambini con la quale possiamo vedere come stanno crescendo e se il peso sta andando verso dei valori preoccupanti. Il problema è farlo percepire alla famiglia. È un problema sollevare la questione dell'eccesso di peso se non quando è talmente manifesto che sono i genitori stessi a segnalarlo.

C'è ancora una resistenza da parte delle famiglie poiché il peso elevato, quando non è ancora elevatissimo, è considerato un sinonimo di salute. Bisognerebbe invece intervenire quando ancora ci troviamo in sovrappeso, più è lieve il sovrappeso e più  è facile intervenire. Spesso bastano solo delle indicazioni alimentari e non una revisione dello stile di vita come può avvenire in caso di obesità.

Come agire in caso di obesità

Alle domande di Sputnik Italia risponde Claudio Maffeis, professore di pediatria all’Università di Verona, delegato nutrizione nella SIP (Società Italiana di Pediatria).

— Professore Maffeis, Se un bambino è sovrappeso che cosa devono fare i genitori?

— Per prima cosa bisogna rivolgersi al pediatra che potrà suggerire l’intervento terapeutico più adatto al bambino. Innanzitutto la diagnosi di eventuali complicanze, che possono andare dall’ ipertrigliceridemia all’ipercolesterolemia, ad un aumento della pressione arteriosa e alla steatosi epatica, cioè il fegato grasso. In questo caso andranno curate le complicanze.

In assenza di complicanze, ci si concentra sul modificare il peso corporeo, attraverso un miglioramento delle abitudini nutrizionali accompagnato da una modificazione dello stile di vita nel suo complesso.

— Come?

— L’importante è seguire alcuni accorgimenti:

  • I pasti devono essere 5: la colazione, il pranzo, la cena e due merende, una a metà mattina e una a metà pomeriggio. Non di più non di meno. È molto importante non saltare i pasti.
  • La composizione dei pasti deve essere adeguata secondo le raccomandazioni nazionali: proteine 15% delle calorie totali, grassi 30%, carboidrati 55%. Non bisogna eccedere in grassi saturi, mai superiori al 10% del totale delle calorie della giornata. È importante non assumere acidi grassi trans. Si è vista infatti una correlazione fra acidi grassi e l’aterosclerosi, che è una condizione patologica che ha le sue radici già nelle età giovanili. La prevenzione è fondamentale.
  • Ovviamente frutta e verdura vanno consumate con regolarità. Gli alimenti vanno preparati cotti in casa cercando di evitare cibi pronti e fast food.

Attenzione agli zuccheri. In Italia abbiamo quasi 4 milioni di adulti con diabete; un bambino con eccesso di peso è 4 volte più a rischio di sviluppare il diabete nell’età successiva. Mantenendo un controllo del peso nell’età evolutiva, facendo un’attività fisica costante, cioè un’ora al giorno di attività che comporti sudorazione e tachicardia e mangiando sano si riduce il rischio. Oggi i nostri bambini si muovono molto meno di quanto raccomandato. L’attività fisica è in grado di ridurre tutti i fattori di rischio cardiovascolare.

— Un bambino obeso che negli anni dimagrisce corre il rischio di tornare sovrappeso da adulto? Qual è quindi l’eredità dell’obesità infantile?

— I geni sono responsabili di almeno il 50% del rischio obesità. Tuttavia, anche se un soggetto è predisposto geneticamente all’obesità ma viene curato, i fattori di rischio si riducono e il rischio di rimanere obeso a lungo termine diminuisce ma non si annulla. È possibile che ci sia un recupero ponderale, questo dipende dal comportamento del paziente. Se il soggetto riesce a mantenere uno stile di vita, una nutrizione ed una attività fisica adeguate il rischio del recupero del peso è basso. Il soggetto con eccesso di peso si deve trattare, il trattamento è possibile e dà ottimi risultati. È vero, c’è la possibilità di ricaduta, ma lavoriamo per ottenere il miglioramento, poi lavoreremo per il suo mantenimento.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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