17:14 22 Novembre 2019
Grano

Nasce Sicilian Wheat Bank, la prima banca del grano duro

© Sputnik . Valery Morev
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Si chiamerà Sicilian Wheat Bank e sarà la prima banca in cui si potrà investire non in titoli, azioni o bitcoin, ma in lotti di grano, attraverso un meccanismo innovativo che permetterà a domanda e offerta di incontrarsi automaticamente, senza mediatori.

Da un lato ci sono i produttori di grano, costretti a subire i prezzi della GDO o a vendere a prezzi inferiori a causa di un eccesso di offerta a fronte di una ristretta domanda locale di grano. Soggetti quindi agli andamenti del mercato, all'imponderabilità del raccolto, con il loro bisogno di liquidità per sostentare l'attività produttiva.

Dall'altro ci sono i risparmiatori, che dinnanzi all'incertezza dei mercati finanziari hanno bisogno di investimenti garantiti e facilmente smobilizzabili.

L'idea di Sandro Puglisi, imprenditore del settore e General Manager di SWB è stata quella di creare uno strumento che permetta di far incontrare la domanda di liquidità con l'offerta di risparmi, che verranno fisicamente garantiti da lotti di grano. Sarà possibile acquistare i lotti con una app, su un comune smartphone grazie a una piattaforma tecnologica blockchain, la stessa usata per i bitcoin. Se le persone investono in moneta virtuale, un asset che dietro non ha alcun valore, perché non dovrebbero investire in grano?

La scheda tecnica, ha spiegato Puglisi alla presentazione della start up, il 7 ottobre al Federico Palace Hotel di Enna, permetterà agli investitori di conoscere in ogni momento le qualità dei lotti, la provenienza, il luogo di stoccaggio e quindi la tracciabilità.

Sandro Puglisi, il general manager ed Ettore Pottino, presidente Confagricoltura Sicilia alla presentazione della start up
© Foto : Sandro Puglisi
Sandro Puglisi, il general manager ed Ettore Pottino, presidente Confagricoltura Sicilia alla presentazione della start up

"Se oggi andiamo a comprare un caffè servono 5 chili di grano. Ma quante persone si sfamano con un chilo di grano? 4 kg di farina, 3 kg di pasta, 5 kg di pasta. Con un caffè guardate quante persone possono mangiare?" sottolinea Puglisi. La Banca del grano, consentendo l'acquisto del lotto al prezzo in cui domanda e offerta coincidono, permetterà al produttore di vendere il prodotto senza mortificare il prezzo del raccolto.

Un progetto molto ambizioso che sfida l'agricoltura tradizionale puntando su un modello di innovazione 4.0, per "far scendere il capitale al fianco del produttore agricolo primario, e valorizzare entrambi" precisa Puglisi.

SWB si costituirà società per azioni il prossimo 13 dicembre e opererà assieme ad altre due spa controllate: P.L.INT, la piattaforma logistica intermodale, una rete di centri di stoccaggio convenzionati dove finiscamente verranno staccati i lotti di grano, e I.N.CRE.A (Istituto Nazionale per il Credito Agricolo), attraverso cui verranno gestiti i conferimenti.

L'obiettivo iniziale è quello di coinvolgere tremila produttori agricoli per realizzare un volume di affari che superi i 60 milioni di euro, su una platea di investitori europei, con un ritorno di capitale in 5 anni. Si punta a raccogliere 4,5 milioni di euro per poter partire.

Sputnik Italia ha raggiunto il manager di SWB, Sandro Puglisi, per avere maggiori dettagli su questo progetto che si presenta come una vera e propria rivoluzione nel settore agroalimentare.

– Perché nasce la Banca Siciliana del grano duro?

– L'idea di costituire una banca del grano deriva dalla necessità di attrarre capitale in un mercato ormai maturo, per regolare l'offerta di grano in base all'effettiva domanda e poter vendere il prodotto non per esigenze di liquidità immediata, ma quando viene effettivamente richiesto e quindi adeguatamente remunerato.

L'obiettivo è perciò quello di mettere piccoli e medi risparmiatori nelle condizioni di investire in grano, cosa che oggi il mercato non consente di fare.

Attualmente, infatti, si può investire in oro, in petrolio o in cacao, ma a livello italiano o europeo non esiste la possibilità di investire in grano. Qualcosa di simile esiste negli USA a Minneapolis, ma lì le contrattazioni avvengono in futures, strumenti finanziari con una logica speculativa che è ben diversa da quella della Banca del Grano, alla cui base sta un'idea di investimento etico.

– Come funzionerà la banca del grano?

– Il funzionamento della banca prevede l'intervento di piccoli e medi risparmiatori nel mondo del grano, che potranno investire i loro risparmi, anche piccole somme, acquistando dei lotti. Un lotto minimo potrebbe essere identificato nella tonnellata, ovvero un investimento di 200 euro di grano. Il massimo lotto non è quantificabile. 

Le operazioni avverrano mediante l'utilizzo della blockchain una tecnologia moderna sulla base della quale si sono sviluppate le monete virtuali, che permette di poter investire attuando la logica della governance decentrata nel mondo del grano, dando l'opportunità di comprare comodamente dai propri smartphone, mediante un'applicazione.

– Quindi l'idea è quella di investire i risparmi in grano, anziché tenerli immobili nei conti correnti o in depositi a breve con un basso margine di interesse, giusto?

– Oggi abbiamo, a fronte di depositi tradizionali di liquidità e in conti correnti bancari o postali, una marginalità sull'investimento che varia dallo 0.8 all'1%. Dagli studi sviluppati all'interno del nostro gruppo di lavoro, possiamo immaginare che investire in lotti di grano, in alcuni casi, possa consentire di concretizzare una marginalità sino al 5% lordo annuo.

L'investitore avrà la possibilità di scegliere tra più forme di investimento. Un investimento garantito, semestrale o annuale, oppure quello non garantito, andando ad effettuare un vero e proprio trading sul valore del grano.

– Utilizzerete strumenti finanziari come i derivati, analogamente all'esperienza di Minneapolis?

– A Minneapolis oggi si sostanziano delle contrattazioni di tipo futures, che consentono di scommettere, sia al rialzo che al ribasso, sul prezzo del grano. Sono dei contratti che prescindono dall'acquisto fisico della materia prima.

Questo tipo investimento non interesserà la Banca del Grano perché rientra in una logica di tipo speculativo, che non è la nostra.

Piuttosto la SWB vuol fondare il proprio operato su un'attività eticamente sostenibile che vede il coinvolgimento del piccolo e medio risparmiatore, che scende a fianco del produttore agricolo primario, per fare entrambi buon uso di ciò che hanno, ovvero valorizzare da un lato la materia prima agricola, dall'altro lato i risparmi.

– A che platea vi rivogerete?

– Abbiamo come obiettivo il mercato europeo, per cui travalichiamo abbondantemente i confini italiani. Gli investitori avranno la possibilità di intervenire mediante la piattaforma tecnologica che verrà messa a disposizione, in qualsiasi parte del mondo essi si trovano. Fisicamente verranno aperti degli sportelli e conseguentemente il focus degli investimenti è il grano italiano. Quindi materia prima agricola italiana, liquidità proveniente da tutta europa.

– A che rischi potrebbero andare incontro produttore e investitore?

– A fronte di un contratto pronto contro termine, a cui corrisponde il deposito fisico di una determinata quantità di prodotto, per quanto riguarda gli investitori io non vedo alcun rischio. Perché non abbiamo una obbligazione legata semplicemente a un concetto astratto, ma qualcosa di reale, un prodotto reale, che grazie all'uso della blockchain, consente addirittura di identificare il prodotto termporalmente e spazialmente, con le relative caratteristiche qualitative, ovunque si trovi in qualsiasi momento.

I produttori dalla loro hanno la garanzia che il loro prodotto potrà essere messo sul mercato al prezzo più adeguato, tale da garantire un minimo di marginalità in più, mentre dall'altro lato i risparmiatori avranno la possibilità di investire in tutta tranquillità nell'acquisto di piccoli lotti di grano, garantiti oltre che dal prodotto reale, anche da un sistema di garanzie terze, che verrà affiancato alla banca del grano, che stiamo ponendo in essere.

– Insomma un circolo virtuoso, in cui vincono tutti?

– L'obiettivo è proprio questo, innescare un virtuosismo tale che consenta ai produttori e risparmiatori di valorizzare ciò che oggi non si riesce a valorizzare, in un mercato ormai maturo e ben poco suscettibile a scosse. Far scendere il capitale al fianco del produttore agricolo primario, per valorizzare i prodotti di entrambi.

– Come verrà garantita la qualità del prodotto?

– I produttori avranno la possibilità di vendere i lotti di grano attraverso una piattaforma digitale, creata sfruttando la blockchain, a cui i risparmiatori potranno accedere con un semplice smartphone. Su questa saranno inserite le schede tecniche del prodotto, che conterrà il luogo di stoccaggio, quindi sarà immediatamente identificabile e tracciabile. In questo modo la qualità diventa un prerequisito.

– In questo modo si permette al produttore di superare quel grosso macigno che è l'imposizione dei prezzi da parte della GDO?

– Grazie alla piattaforma gli investitori - compratori potranno scegliere direttamente il prodotto più pregiato e potranno fare le proprie offerte in base alle caratteristiche qualitative dei grani. Questo permetterà al mercato stesso di autoregolamentarsi, in funzione all'offerta e alla domanda di investimenti.

– Voi come start up vi proponete come obiettivo quello di tutelare il grano siciliano?

– L'obiettivo è quello di tutelare il grano italiano, non solo siciliano, di valorizzarlo, perché è una materia prima fondamentale, alla base dell'alimentazione umana, non può continuare ad essere trattata come una semplice commodities.

– Il prossimo step?

– Sarà il 13 dicembre la data in cui verrà costitiuta la prima delle società per azioni, la Sicilian Wheat Bank spa.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Grano, Sicilia, Italia
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