23:49 15 Novembre 2019
Euthanasia

Cappato: “Nessuno è obbligato a fare eutanasia, è solo per chi vuole sfruttare questa opportunità”

CC BY-SA 2.0 / Alberto Biscalchin / Euthanasia
Interviste
URL abbreviato
Di
566
Seguici su

Il 25 settembre entrerà senz’altro nella storia della seconda repubblica grazie alla sentenza della Corte Costituzionale sul caso di Fabiano Antoniani (in arte Dj Fabo) che introduce il suicidio assistito nell’ordinamento italiano.

«In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli», con queste parole la Corte costituzionale si è espressa sul fine vita ed in particolare sul caso di Marco Cappato, che nel febbraio 2017 accompagnò Fabiano Antoniani in una clinica svizzera per finirla, una volta per tutte, con il male che lo affliggeva.

Adesso spetta di nuovo al Parlamento lavorare e intervenire in questo solco, riprendendo un percorso che si era interrotto.

In attesa del feedback da parte della politica Sputnik Italia ha raggiunto per una intervista Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni che pochi giorni fa rischiava il carcere per “l’istigazione o l'aiuto al suicidio”.

– Marco, che emozione ha provato dopo l’annuncio del verdetto non solo storico ma anche coraggioso della Consulta?

– E’ una grande soddisfazione. Possiamo dire che il suicidio assistito per malattie irreversibili e dolori insopportabili ha avuto un riconoscimento. Dall’altra parte c’è anche soddisfazione per quello che succederà ora alle persone che sono nelle condizioni di Fabiano Antoniani. Loro non devono più seguire la clandestinità ma potranno agire nella legalità. Questo è molto importante!. 

– Si sa che ci sono miglia malati terminali che si suicidano in Italia in mancanza della possibilità di avere accesso alle cure necessarie per morire degnamente. Con questa sentenza come cambierà in pratica la vita di persone che si trovano adesso in condizione di sofferenza insopportabile? Potranno finalmente pronunciare ad alta voce: “My life, my death, my choice” ed essere liberi fino alla fine?

– La conquista non è ancora completa, per cui non tutte le persone che avrebbe questo diritto potranno essere effettivamente aiutate perché l’ordinanza della Corte Costituzionale si limita alle persone che sono dipendenti da un trattamento e sostegno vitale. Quindi, gli italiani che potranno dire: “decido io su me stesso” saranno per il momento solo le persone in condizioni più estreme.

Da questo punto di vista c’è ancora un passaggio da fare, perché la nostra proposta è quella di una legge per la piena legalizzazione di eutanasia. Inoltre, c’è un secondo processo, per il quale Mina Welby e io siamo imputati, quello di Davide Trentini. Davide si trovava in una condizione di sofferenza analoga a quella di Fabiano Antoniani, però le cose sono diverse perché lui non era dipendente da una macchina come Fabiano.

– Adesso la vostra battaglia deve spostarsi in parlamento. I giudici hanno fatto l’ennesimo richiamo alla politica e hanno inviato il parlamento finalmente di intervenire con una legge sul fine vita sulla quale fra l’altro insistono 93 degli italiani. Come dovrebbe essere questo atto legislativo, secondo voi? Quale modello avete in mente?

– Io penso che in Italia deve essere una legge come quella dell’Olanda che consenta tutto quello che è possibile. Cioè sia l’interruzione delle terapie, che è già legale anche in Italia, che l’assistenza alla morte volontaria, come succede in Svizzera, che anche la cosiddetta eutanasia attiva, con l’intervento attivo del medico. Penso che debbano essere tutte queste tre opzioni a disposizione di persone che si trovano in condizioni di sofferenza insopportabile e di malattia irreversibile.

– A proposito dell’intervento dei medici. Da quello che ho sentito, mi sembrano molto preoccupati per quello che sta succedendo… Per esempio, il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli pone una condizione: “chi dovesse essere chiamato ad avviare formalmente la procedura del suicidio assistito, essendone responsabile, sia un pubblico ufficiale rappresentante dello Stato e non un medico”. Prevede anche Lei una forte resistenza da parte dei medici?

– Secondo me, questo è un falso problema perché in Olanda i medici non sono obbligati a fare l’eutanasia. La praticano solo i medici che sono disponibili a farlo, e devo dire che la gran parte di loro sono pronti ad eseguire l’eutanasia. Quindi, penso i medici italiani possono stare tranquilli.

Anelli rappresenta la federazione ufficiale, però noi siamo già in contatto con tantissimi medici che sono anche iscritti all’Associazione Luca Coscioni e che ritengono che sia un loro dovere rispettare la volontà del paziente e aiutarlo, sulla sua richiesta, a morire. Ribadisco: nessuno sarà obbligato a nulla, noi vogliamo solo creare delle libertà in più.   

– E la posizione della CEI, che ha chiesto obiezione di coscienza, potrebbe in qualche modo incidere sul processo della legalizzazione di eutanasia in Italia? 

– La Conferenza di Vescovi è anche contro al testamento biologico e il Presidente Bassetti ha detto chiaramente che per lui la vita è un dovere, quindi deve essere imposta. È una posizione morale che rispetto ma trovo inaccettabile la pretesa di trasformarla in legge dello stato. Per cui, come dicevo prima, nessuno è obbligato a scegliere il testamento biologico o a scegliere l’eutanasia. È un diritto, una possibilità per chi vuole. Quindi, non c’è motivo di avere paura di queste nuove regole сhe dobbiamo mettere.

– A Suo avviso, quanto tempo ci vorrà per varare la legge, visto che la politica si divide su questo delicatissimo argomento: la Lega è contraria, il PD e il M5s sembrano favorevoli è cosi via… Come pensate di convincerli di assumersi una responsabilità?

– I capi dei partiti sono contro, è prevedibile, quindi, che faranno ancora ogni resistenza possibile all’approvazione di una legge. Per cui se sarà necessario, noi continueremmo con la strada dei tribunali. Vorrei ricordare che già nel caso del testamento biologico il parlamento è stato costretto a fare la legge perché oramai i tribunali avevano stabilito che è un diritto interrompere le terapie. Quindi alla fine credo che se fosse per loro, non se ne discuterà mai, ma di fatto saranno obbligati dalla realtà sociale e dal consenso che c’è nella società a prendere atto delle decisioni dei tribunali e tradurle in legge.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Italia, Eutanasia, suicidio
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik