16:15 11 Dicembre 2019

Come cambiano gli equilibri sulla scena politica italiana?

© AP Photo / Antonio Calanni
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La Lega perde punti pur rimanendo in testa, Renzi senza ottenere grandi risultati con “Italia viva” mette in difficoltà il Partito Democratico, l’unico partito realmente in crescita è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Cala la fiducia nel governo e si smuovono gli equilibri sulla scena politica italiana.

Periodo complicato per i partiti italiani ed il governo fatta eccezione per Giorgia Meloni, che sta vivendo un vero e proprio boom di consensi e fiducia da parte degli italiani, scavalcando Salvini ora è il leader più apprezzato.

Quali sono le prospettive future per i partiti e le possibili alleanze? Come si rifletteranno a livello nazionale le prossime elezioni regionali? Sputnik Italia ha raggiunto per il fare punto della situazione Roberto Baldassari, presidente di Gpf Inspiring Research.

– Roberto Baldassari, qual è la fotografia della politica italiana oggi? Possiamo dire secondo i sondaggi che quasi tutti i partiti sono in difficoltà?

Matteo Renzi
© AFP 2019 / ANDREAS SOLARO
– Sì e no, nel senso che sono in difficoltà alcuni partiti se li vediamo nel lungo periodo. In realtà Partito Democratico e Movimento 5 Stelle per ragioni diverse tengono il cambiamento in atto. Nello specifico il Movimento 5 Stelle non arriva ai valori che aveva toccato nel 2018, però sicuramente è in ripresa rispetto ai valori di quando era al governo. Discorso diverso per il PD dove si soffre l'uscita di Matteo Renzi e la nascita di “Italia Viva”. Il partito che in questo momento è più in difficoltà però è sicuramente la Lega che continua a perdere punti anche se in maniera lieve ma costante. Il partito che in realtà sta vivendo un periodo di piccola gloria è Fratelli d'Italia che cresce rubando sicuramente un po' di voti alla Lega. In difficoltà è inoltre il partito di Berlusconi che si ferma a quota 6%.

– Quindi l'unico a crescere nei consensi è Fratelli d'Italia ed anche il suo leader. Come si spiega il successo della Meloni?

– È l'unica che mantenendosi all'opposizione è rimasta coerente rispetto al proprio elettorato. Non ha avuto la posizione della Lega di essere un partito della maggioranza e non ha quindi dovuto mediare. Di tutto ciò ne beneficia anche il suo consenso personale: è la prima donna nella classifica del Job approval in crescita tenendo le prime posizioni. Ricordiamo che il suo è un bacino elettorale più piccolo rispetto a quello di Di Maio o di Zingaretti ed è quindi ancora più significativa la crescita di Fratelli d'Italia.

– “Italia Viva” di Matteo Renzi non parte benissimo nei sondaggi. Quali crede che siano le prospettive di questo partito?

– Bisognerà capire se il partito di Renzi continuerà ad appoggiare realmente il governo, è difficile per un nuovo partito entrare in una coalizione formata da due grandi partiti pensando di crescere. Sembrerebbe molto più semplice per Renzi andare all'opposizione cavalcando l'onda della novità agganciandosi a temi dell'opposizione. Come vediamo in questi giorni lo scontro tra Renzi e Conte è uno scontro abbastanza duro.

Credo che per Renzi sia difficile far parte di una squadra, lui è più un battitore libero, è difficile per lui essere a capo di una forza minore di una coalizione. Se lui continuerà a mantenere la promessa fatta a Conte di appoggiare il governo non ci aspettiamo una crescita esponenziale, diverso se si mettesse all'opposizione cavalcando temi non di destra, ma puntellando le posizioni del centro sinistra in opposizione al Pd che è stata la sua casa fino a poco tempo fa.

– Nonostante il calo, la Lega resta comunque il primo partito, possiamo dire che Salvini gode ancora della fiducia degli elettori nonostante le difficoltà?

– Sicuramente, ma la prospettiva adesso è quella di vincere un'eventuale tornata elettorale politica in Italia. Con l'attuale legge elettorale qualunque coalizione deve superare il 40% e al momento quindi la Lega ha sicuramente bisogno di Fratelli d'Italia ed anche di Forza Italia. Bisogna capire quanto la Lega ad una tornata elettorale riuscirebbe a raccogliere: se arrivasse al 34, 35% aumentando lievemente l'esito delle europee, allora con Fratelli d'Italia non avrebbe bisogno di Forza Italia, diventerebbe una coalizione a 2 in cui la Lega trainerebbe in maniera determinante. Qualora si assestasse al 30% non gli basterebbe più Fratelli d'Italia. Bisogna ricordare che l'elettorato della Lega, che lo ha portato alle europee a superare il 30%, non è un elettorato solido e su quegli indecisi bisogna fare un lavoro di comunicazione poiché potrebbero essere ripresi da Fratelli d'Italia o cadere nell'astensionismo.

– Quali sono le prospettive di questo quadro politico a suo avviso? Ci saranno delle sorprese nei prossimi mesi?

– Se realmente il governo porterà a casa il taglio dei parlamentari e il blocco dell’aumento dell’IVA secondo me non si va a votare. Bisogna tenere conto che abbiamo alle porte un banco di prova importante: la tornata elettorale regionale ci può dare degli spunti di riflessioni. Andranno al voto l’Umbria, la Calabria, l’Emilia Romagna e l’anno prossimo anche la Puglia. Sono quattro regioni molto importanti, numericamente rilevanti, in due si è arrivati all’accordo fra 5 stelle e Pd. Vediamo se gli accordi al governo reggono anche a livello locale. Se su quattro regioni la Lega dovesse vincerne almeno tre sarebbe una direzione abbastanza univoca verso il voto a livello nazionale. Se invece, come è più probabile, il Movimento 5 stelle e il Partito Democratico ne tengono almeno due allora si arriverà fino alla fine della legislatura.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Matteo Renzi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Italia
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