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09:06 15 Ottobre 2019
Formaggi italiani

Dazi americani contro l’UE, a pagare è sempre il Made in Italy

© Fotolia / Pavlo Vakhrushev
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Nelle prossime ore potrebbe scagliarsi un’ondata di dazi americani sull’Europa e sull’Italia, colpendo in modo particolare il settore agroalimentare italiano che vedrebbe a rischio le proprie esportazioni verso gli States. I produttori del Made in Italy lanciano l’allarme. È ora di dire basta alle guerre economiche.

Finiscono nel mirino del protezionismo di Trump il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il prosecco, la pasta…le eccellenze del Made in Italy vendute e amate in tutto il mondo. I dazi americani colpirebbero i prodotti italiani in risposta all’aiuto dell’Unione Europea ad Airbus, costruttore europeo di aeromobili, di cui l’Italia paradossalmente non fa nemmeno parte.

Ebbene, dopo le sanzioni alla Russia che hanno provocato ingenti perdite all’agroalimentare italiano, ora potrebbe essere il turno dei dazi americani, una nuova mazzata per i produttori del Belpaese. Nelle guerre economiche internazionali a pagare è nuovamente il Made in Italy. Mentre Pompeo, il segretario di Stato americano, è in visita ufficiale in Italia e lo sviluppo del dossier dazi è ancora tutto da vedere, Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista esclusiva Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano, che promette di portare la protesta davanti alle basi americane in Italia.

– Direttore Berni, quali sarebbero i danni provocati dai dazi americani per il Grana Padano?

– Sarebbero danni ingentissimi, perché di fatto si bloccherebbero le esportazioni verso gli Stati Uniti. L’entità annunciata è così rilevante che non sarebbe più interessante per il consumatore americano comprare del Grana Padano. Ci sarebbe un danno per mancata esportazione di circa 50 milioni di euro, ma vi sarebbe anche un danno indotto di 270 milioni, perché il prodotto che doveva andare negli Stati Uniti è già nei magazzini da mesi. È un danno che già abbiamo subito quando purtroppo ci fu l’embargo dei nostri prodotti verso la Russia.

I prodotti stagionati stanno nei magazzini, se si blocca un mercato quel prodotto va a pesare sugli altri mercati, quindi cadono le quotazioni. Il danno sarebbe grandissimo: in Russia esportavamo 30 mila forme, in America 160 mila; il rapporto sarebbe il danno subito in Russia moltiplicato per cinque.

– Secondo i dati della Coldiretti il falso Grana Padano sorpasserebbe quello vero. I dazi di Trump non farebbero che peggiorare il problema delle imitazioni, giusto?

– È proprio così. Già adesso il falso Grana prodotto negli Stati Uniti supera di molto quello nostro italiano. Questi dazi creerebbero ulteriori spazi per i fake dei prodotti italiani fatti in America. Con questo provvedimento Trump non porterà a casa più soldi per gli Stati Uniti, si tratta di una scusa che usa per assecondare le lobby dei farmer americani e dei trasformatori di latte americani.

– L’Italia ha sostenuto gli Stati Uniti e l’Europa approvando le sanzioni contro la Russia, oggi si ritrova a dover subire i dazi americani. Possiamo dire che alla fine nelle guerre economiche a rimetterci è sempre l’Italia e il Made in Italy?

– Solitamente sì e questo a noi non va più bene. Noi ovviamente eravamo contrari alle sanzioni contro la Russia per la vicenda ucraina che hanno indotto Mosca a reagire con l’embargo bloccando le nostre esportazioni, le quali andavano benissimo e stavano crescendo molto.

Siccome noi ospitiamo da 70 anni con grande piacere le basi americane con 15 mila soldati, qualora ci fosse l’applicazione dei dazi americani che ci bloccano le esportazioni negli Stati Uniti noi andremo a manifestare davanti alle basi. Cercheremo la solidarietà di quei cittadini americani che noi ospitiamo con i tappeti rossi. Non possiamo comportarci da amici se veniamo trattati da nemici. È ora di finirla che ci siano dazi per questione diverse, alla fine si riverberano quasi sempre e prevalentemente sui prodotti agroalimentari di qualità italiani.

Con la Russia abbiamo subito un danno e un grande disagio. Venivo a Mosca frequentemente, quando nacque l’embargo noi stavamo iniziando ad essere il formaggio ufficiale della linea ad alta velocità Mosca-San Pietroburgo. Abbiamo preparato tutti gli accordi e poi ci è toccato fermare tutto. Queste cose fanno molto male al sistema dei prodotti di qualità, ma anche ai consumatori. In Russia si sono dovuti accontentare dei prodotti simili, ma molto meno buoni. Qualche cittadino russo si è lamentato scrivendoci che il Grana Padano avesse perso qualità, noi abbiamo spiegato che non era più Grana Padano. Non vorremmo che ciò accadesse anche con gli Stati Uniti e speriamo molto che si riapra il mercato russo, un mercato per noi straordinario.

– Che cosa dovrebbe fare la politica? Qual è il suo appello?

L’Italia cerchi di smetterla di essere all’interno dell’ingranaggio schiacciata dai giochi fatti per altri motivi. Questi dazi americani vengono autorizzati dal WTO per un aiuto che l’Europa ha dato all’Airbus, una società per azioni composta dal governo francese, tedesco, spagnolo e inglese. Non italiano! È vero che l’Italia fa parte dell’Ue, però l’Airbus non c’entra niente con noi! Oltre il danno c’è anche la beffa. Gli accordi sulle politiche internazionali dovrebbero passare attraverso discorsi diversi che non le punizioni sui prodotti di qualità. Alla fine si puniscono anche i consumatori, sono stati puniti quelli russi, così come ora potrebbero esserlo anche i consumatori americani. Smettiamola di agire a danno dei produttori agroalimentari e dei consumatori! La gente deve mangiare tutti i giorni. L’attacco all’agroalimentare, alla salute e al benessere delle persone non lo vogliamo accettare.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
USA, Italia, dazi
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