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09:19 15 Ottobre 2019
Censura di Facebook

Censura su Facebook: il regime del pensiero unico colpisce ancora

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Raid su Facebook di pagine politicamente non allineate. Dall'estrema destra all'estrema sinistra, scompaiono pagine di meme e controinformazione. Può Facebook decidere cosa si può e non si può dire?

Nelle scorse settimane la mannaia censoria dei social network si è abbattatuta su quanti si fanno voce di un pensiero non allineato e di contenuti che non hanno spazio nella stampa mainstream.

Con la scusa dell'hate speach, delle fake news, sono state disattivate da un giorno all'altro e senza alcun preavviso pagine di informazione su Siria, Palestina, Venezuela, Yemen, che mostravano un punto di vista alternativo, magari filorusso o semplicemente critico nei confronti di USA e UE..

In un giorno solo, pagine come Premio Goebbels per la Disinformazione, Fronte dei Popoli, Lo zio di Cristian de Sica, Perestrojka e Pastorizia, Polpo di Stato, Donald Trump Italian fan club, Socialisti Gaudenti, sono state "spente" per sempre. La ragione della censura, spiega Facebook, è la violazione degli "standard della comunità". Standard che si elevano al di sopra della legge e consentono a un social di mettere il bavaglio a un pensiero che è invece ha legittimità di esistere.

Premio Goebbels per la Disinformazione
© Foto : Clara Statello
Premio Goebbels per la Disinformazione
Omar Minniti, giornalista e amministratore del Premio Goebbels per la disinformazione, pagina di controinformazione con 30mila followes, con coperture di un milione di visualizzazioni a settimana, pone l'accento sulla simultaneità del raid: 

 

"La repressione che ha colpito la pagina del Premio Goebbels non è un fatto isolato. E' stata un'azione simultanea tenuta nelle stesse 24 ore contro altre decine di pagine con la stessa impostazione politica. Si tratta di pagine della cosiddetta sinistra marxista, sovranista o non allineate nei confronti del politicamente corretto, che sono state tutte colpite dalla medesima canea. - ha riferito Minniti a Sputnik Italia - Questo fa capire che si tratta di una manovra ben pianificata, di un disegno che mira a mettere il bavaglio a delle pagine che hanno espresso posizioni critiche nei confronti dell'Unione Europea, della Nato dell'imperialismo americano, delle guerre degli Usa in Siria e in altri paesi del Medio Oriente, delle rivoluzioni colorate, come ad Hong Kong e come ciò che si è tentato di fare in Venezuela e in altri paesi latino americani"

"Un accanimento contro le voci che dissentono" ha commentato Omar Minniti, che ha ricordato come, in passato, Facebook abbia arbitrariamente bloccato anche "Telesur, con altri media arabi che mostrano una voce diversa rispetto al conflitto in Siria e in Medio Oriente. C'è una politica di accanimento nei confronti dei media, dei redattori sociali, dei blogger e di ogni account, che in generale esprimono una visione del mondo contrastante con quella del liberismo imperante, del politicamente corretto".

Il tribunale di Facebook contro il sovranismo

Facebook non si ferma all'accanimento, ma ha annunciato l'istituzione di un tribunale virtuale del social, che deciderà sulle controversie tra utenti e dell'ammissibilità dei contenuti pubblicati. Un tribunale privato, al di sopra degli ordinamenti giuridici statali, potrà dichiarare illegittimo ciò che è legittimo nella realtà e viceversa. Può un tribunale privato decidere in maniera arbitraria e senza legittimazione democratica, cosa è lecito dire e cosa no?

"Facebook istituisce un tribunale privato ideologico, una sorta di moderno tribunale dell'Inquisizione in salsa politicamente corretta, - ha osservato Minniti - per giudicare l'ammissibilità o meno dei contenuti caricati dai propri utenti. Dopo aver lanciato una propria moneta, ora Facebook vuole sostituirsi agli stati anche con una propria giustizia e leggi parallele. È un passaggio ulteriore verso la privatizzazione della sicurezza pubblica e della repressione.

L'oscuramento di alcune pagine di estrema destra aveva preceduto di qualche giorno il raid contro le pagine di controinformazione. Per alcuni si tratta delle prove generali, prima del debutto del primo tribunale privato e virtuale della storia. Il provvedimento è stato criticato anche a sinistra. Prima si colpiscono i neofascisti per poi legittimare la persecuzione di qualsiasi pensiero scomodo.

A pensarla così anche Minniti, che mette in rilievo l'evidenza come la scure su destra e sinistra sia arrivata proprio mentre a Bruxelles veniva votata una risoluzione che equipara comunismo e fascismo.

"Un disegno preciso da parte degli amministratori di Facebook, che poi va a combaciare con l'obiettivo che si è dato il Parlamento Europeo, con l'approvazione della mozione che mette sullo stesso piano il comunismo e nazismo. E guarda caso Facebook prima va a spazzare via decine di pagine dell'estrema destra italiana e non, come quelle di Casa Pound e Forza Nuova, e poi immediatamente dopo, ponendole sullo stesso piano, va a fare tabula rasa di pagine della sinistra antimperialista e anticapitalista. Fa parte dello stesso disegno del politicamente corretto, del totalitarismo liberale, che cerca di mettere sullo stesso piano tutte le forze che esprimono un'opinione critica nei confronti del sistema".

A pensare che ci sia un drastico cambiamento di tendenza sui social è Dario Giovetti, amministratore di Fronte dei Popoli, che ritiene che Facebook abbia passato il punto di non ritorno. A Sputnik Italia spiega:

"I centri decisionali sono sempre più lontani dal popolo. I movimenti che hanno fra le loro istanze quelle di maggior richiesta di sovranità e capacità di decisione politica, sono riusciti attraverso i social network, a stabilire un maggiore legame sentimentale con il popolo, diventando egemoni. Le elite globaliste si sono viste sfuggire di mano un loro strumento e sono passate al contrattacco. Per passare al contrattacco hanno dovuto esercitare una svolta di tipo autoritario, una svolta storica nel controllo dell'informazione sui social network. Credo che l'intenzione sia quella di far fuori tutti gli account, pagine di movimenti sovranisti, che sinora hanno egemonizzato il dibattito politico almeno su internet".

Il totalitarismo liberale

Il pensiero liberale, non legittimando ideologie alternative, diventa paradossalmente un pensiero unico, totalizzante e totalitario. Alessandro Pascale, storico e autore del saggio "Il totalitarismo liberale", vede la censura di Facebook, che ha colpito anche lui per la sua attività di divulgatore politico, come un riallineamento dei social all'interno del pensiero unico totalizzante, che non ammette critiche.

"Il popolo ormai cresce in un contesto culturale tale da fare fatica a concepire un modello diverso da quello vigente. - commenta Pascale a Sputnik Italia - I conflitti politici sono tutti interni al campo imperialista e borghese, che resta unito solo di fronte ai nemici comuni, riuscendo a imporre il proprio pensiero unico fondato sulla libertà di commercio e sulla proprietà privata delle strutture economiche della società. Il sistema si regge però su grandi falle che, come nel film Matrix, possono essere scoperte solo svincolandosi dalle narrazioni di regime".

I social erano rimasti l'unico spazio di libertà in cui i pensieri "indicibili" potevano trovare uno spazio di esistenza e diffusione. Ma poco a poco il campo di libertà si restringe anche nella dimensione virtuale. Contro l'informazione alternativa si è attivata una vera e propria caccia alle streghe. Siti di debunkers si arrogano l'autorità di stabilire quali notizie siano vere e quali no. Con la scusa delle fake news si cerca di mettere il bavaglio alla critica o all'informazione scomoda. A tutte quelle pagine, siti e riviste on line che non si rassegnano ad essere una semplice cassa di risonanza del pensiero dominante.

"Il web è uno degli ultimi grandi bastioni potenziali della resistenza culturale e ideologica (vd il ruolo di WikiLeaks), ma può diventare (e lo è già in una certa misura) anche lo strumento con cui il controllo sociale si fa totale, a vantaggio delle classi dominanti. - conclude Pascale - Facebook, Google, Netflix, ecc. sono armi egemoniche in mano ad un pugno di persone che dispongono oggi di poteri superiori ad interi Stati".

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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