Widgets Magazine
09:14 15 Ottobre 2019

Urzì (Fdi): doppio passaporto agli altoatesini provocazione dell’Austria contro l’Italia

© Foto: Facebook/ Alessandro Urzì
Interviste
URL abbreviato
Di
12146
Seguici su

Vienna riapre la questione del doppio passaporto per gli altoatesini innescando così polemiche sul dibattito definitivamente chiuso inerente al Trentino-Alto Adige.

Il parlamento austriaco ha approvato l’emendamento per avviare nuovi colloqui con Roma e Bolzano. Quali sono i rischi di tale iniziativa?

Il parlamento austriaco con i voti della OVP e della FPO ha rilanciato il tema della doppia cittadinanza per i residenti del Sud Tirolo-Alto Adige di lingua tedesca e ladina. La proposta austriaca riapre la controversia sul Trentino-Alto Adige chiusa con la quietanza liberatoria nel 1992 per la tutela della popolazione tedesca e ladina.

Esattamente un anno fa il cancelliere austriaco Kurz aveva sollevato il tema del doppio passaporto provocando dure reazioni del governo italiano. Nel caso venisse attuata a quali conseguenze potrebbe portare la proposta austriaca?

Abbiamo raggiunto per un’intervista in merito Alessandro Urzì, Consigliere provinciale e regionale de L'Alto Adige nel Cuore - Fratelli d'Italia.

— La proposta dell'Austria per un doppio passaporto agli altoatesini è una storia vecchia. Che cosa ne pensa a riguardo?

— Si tratta di un atto di provocazione nei confronti dell'Italia oltre che un atto di slealtà istituzionale. Nel 1992 l'Austria ha rilasciato la cosiddetta "quietanza liberatoria", un atto con il quale l'Austria dichiarava chiusa la vertenza internazionale che si era aperta all'ONU sulla questione dell'Alto Adige, aperta dall'Austria stessa negli anni '60. L'Austria accusava l'Italia negli anni '60 di non aver garantito a sufficienza la minoranza tedesca sul territorio. Nel 1992 questa vertenza si chiude e l'Austria si dichiara perfettamente soddisfatta di come l'Italia ha attuato tutte le misure nei confronti della minoranza tedesca dell'Alto Adige e di come ha attuato lo statuto di autonomia. L'Austria inoltre dichiarava che lo statuto di autonomia è lo statuto definitivo ed irrevocabile ed il punto di arrivo di questa vertenza internazionale.

Oggi, a trent'anni da tutto questo, il fatto che l'Austria rinneghi la sua parola e ritenga di poter estendere la cittadinanza a cittadini italiani residenti nella provincia autonoma di Bolzano, significa mettere in discussione lo strumento di autonomia che la stessa Austria aveva riconosciuto come il miglior strumento di tutela per i cittadini tedeschi di quelle zone.

— Quale potrebbe essere l’obiettivo finale dell’iniziativa austriaca?

— L'Austria non mantiene la parola ed in pratica afferma che lo statuto di autonomia non deve più essere considerato il punto conclusivo della vertenza ma un punto di passaggio. Un domani si potrebbe arrivare per esempio all'estensione della leva militare obbligatoria, per poi magari arrivare all'estensione della politica fiscale, per poi arrivare a rivendicare la sovranità austriaca su quel territorio. Sono quindi preoccupato dalla situazione ed impressionato dalla leggerezza delle forze politiche austriache.

— Possiamo dire che il Trentino-Alto Adige sia un modello di convivenza?

— È dal mio punto di vista uno strumento di stabilizzazione nei rapporti fra i gruppi linguistici, ma non è uno strumento in assoluto perfetto perché ha comunque creato una condizione di difficoltà nel territorio per minoranza di secondo grado: la minoranza italiana in Alto Adige accusa delle oggettive difficoltà poiché lo statuto di autonomia è stato pensato per tutelare i tedeschi d'Italia e non per tutelare gli italiani in Alto Adige. Nel 1961 gli italiani erano il 33% della popolazione, mentre nel 2011 sono il 25% della popolazione, questo significa una riduzione della forza degli italiani sul territorio che sono ampiamente scomparsi nelle zone di periferia e nelle valli dove maggiore è la percentuale di cittadini di lingua tedesca.

— In cosa consistono le difficoltà della minoranza italiana?

— Sono state create delle tutele speciali per la minoranza tedesca, per fare un esempio sono state create delle sovvenzioni per la stampa e l'informazione e la cultura in lingua tedesca e non esiste nulla di analogo in favore dell'informazione nei confronti della minoranza italiana dell'Alto Adige. Sono trattati come qualunque altro italiano, pur essendo in alcune zone una minoranza esigua ed è evidente che dove sono il 3 o 2 % della popolazione ci può essere una difficoltà oggettiva di sopravvivenza.

Uno dei temi grossi di questi ultimi anni è la scuola: la scuola italiana della val Venosta ha difficoltà a sopravvivere visto il basso numero di ragazzi italiani che si trovano costretti ad andare alla scuola di lingua tedesca dove scompaiono dal punto vista identitario e culturale.  Una richiesta del gruppo linguistico italiano è quello di avere una scuola plurilingue dove venga insegnato in maniera paritetico italiano e tedesco, perché una scuola plurilingue diventa attrattiva anche per i ragazzi di lingua tedesca e allo stesso tempo garantisce uno standard di comunicazione in lingua italiana ed una continuità didattica per i ragazzi di lingua italiana.

Pensiamo inoltre alle difficoltà oggettive del mondo economico e dell'impresa in Alto Adige, fuori dai centri urbani non c'è stata una politica di incentivazione delle imprese italiane, questo ha creato una forte debolezza strutturale del gruppo linguistico italiano. Pensiamo inoltre alla proporzionale che divide il lavoro sulla base delle quote di gruppi linguistici riconoscendo una quota del 25% dei posti pubblici agli italiani mentre il resto va ai tedeschi ed ai ladini, ma tradizionalmente gli italiani sono più orientati nei lavori del pubblico impiego mentre il settore privato è stato in genere prerogativa dei tedeschi.

Pensiamo all'agricoltura e al turismo oltre che al terzo settore dove è stata debole la forza del gruppo linguistico italiano. Assistiamo quindi a concorsi pubblici con molte richieste da parte di italiani ma con pochi posti e tanti posti per il gruppo linguistico tedesco ma pochi che ne facciano richiesta.

— Vorrebbe aggiungere qualcosa in conclusione?

— Per quanto riguarda il tema della doppia cittadinanza molti asseriscono che anche l'Italia concede la doppia cittadinanza e quindi ci si domanda perché essere contrari se lo fa l'Austria. Attenzione, l'Italia riconosce la doppia cittadinanza a tutti i cittadini che dimostrino, ovunque vivono, in qualunque stato estero, di rispondere a determinati requisiti, ossia per motivi storici o di famiglia. L'Austria invece adotta una misura che definire razzista è poco: applicherebbe una misura di estensione della propria cittadinanza solo ed esclusivamente ai tedeschi residenti nella provincia italiana dell'Alto Adige. È quindi una misura rivolta solo all'Alto Adige che creerebbe una situazione paradossale, una repubblica austriaca, che avrebbe al confine una provincia italiana abitata da una maggioranza di cittadini con la propria cittadinanza.

È evidente che si tratta di una dichiarazione politica mirata a richiedere una sorta di estensione della propria sovranità sull'Italia, è come se l'Italia dicesse che domani concede la cittadinanza italiana automatica a tutti gli italiani del Canton Ticino in Svizzera, che a quel punto probabilmente porterebbe l'esercito al confine. 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik