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01:21 24 Ottobre 2019

Roma: il buco nero del racket delle occupazioni

© Sputnik . Tatiana Santi
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Magnifici monumenti d’arte, scorci architettonici mozzafiato, ma anche decine di stabili occupati abusivamente. Una situazione drammatica che pesa sul decoro e sulle casse di Roma.

Lo spinoso tema degli sgomberi si conferma inoltre al centro del dibattito politico diviso tra chi rivendica una linea più o meno dura nei confronti degli occupanti.

Secondo gli allarmanti dati del Viminale sono attualmente 82 gli edifici abusivamente occupati a Roma da 11 mila persone. Il nuovo governo PD - 5stelle, sembra per il momento, attuare una linea più morbida visto il mancato sgombero dell'immobile occupato a Roma in via del Caravaggio previsto per settembre.

Si tratta di un problema sul quale spesso si preferisce non intervenire per difficoltà organizzative ed incapacità decisionali. Il dubbio è che l'inattività e la mancanza di una decisa presa di posizione, siano il frutto di un calcolo politico, volto a non scontentare nessuno. Per approfondire l'argomento ci siamo rivolti a Massimiliano Tonelli, uno dei fondatori del blog Roma fa schifo.

— A Roma ci sono decine di stabili occupati. Massimiliano Tonelli, come reagiscono i residenti a questa situazione?

— A Roma non c'è mai una grande reazione per le questioni cruciali che riguardano la città. Probabilmente queste situazioni si avverano proprio perché nessuno se ne occupa in modo serio o si fa carico del problema.

— Quindi secondo lei i comuni cittadini non sono stufi di questa situazione?

— Blandamente, per esempio non esistono comitati che si occupino di questo o delle manifestazioni ed anzi alle volte, quando si parla di interrompere queste occupazioni, ci sono anche dei cittadini che si oppongono. Quindi direi il contrario, c'è una parte della cittadinanza che difende questa situazione.

— Le utenze che non sono pagate dagli occupanti, vanno sulle spalle di chi?

— Le bollette non vengono mai pagate e stiamo parlando di cifre che non si conoscono ma che sono enormi, delle cifre che non vengono fatte uscire. Queste occupazioni sono spesso gestite da una sorta di racket di occupatori: sono dei gruppi politici, dei gruppi di pressione. Risultano poi occupatori le persone che vengono ospitate mentre le persone che organizzano l'occupazione e la gestiscono dall'alto non sono identificabili.

Parlare di utenze è rischioso perché, se poi i processi dovessero arrivare a termine, si rischierebbe di addebitare delle cifre enormi non ai veri responsabili delle occupazioni, ma agli alloggianti. Sono cifre altissime che ricadono solo in alcuni casi sul comune o sullo stato, ma in quasi tutti i casi ricadono sui proprietari degli immobili. Negli immobili occupati dell'INPS, le utenze degli occupanti vengono pagate dall’INPS, lo stesso capita ai proprietari di stabili privati colpiti dall'occupazione. Uno sgombero previsto nei prossimi giorni o quanto meno l'interruzione delle utenze, è per lo stabile di via Lucio Sestio che si chiama "Lucha y Siesta".

— In questo caso chi ha pagato le utenze?

— Lo stabile ha delle bollette molto alte che sono state pagate da ATAC poiché proprietaria dell'immobile. ATAC come sappiamo è un'azienda fallita che è andata in concordato con il tribunale e un domani, nelle more del processo, potrebbe emergere che una parte della responsabilità del fallimento di ATAC sia dovuta ai soldi spesi in questo modo. In questo caso si potrebbe riscontrare una forte responsabilità penale verso chi ha determinato queste spese.

Il vero problema è che le persone che hanno promosso l'occupazione non sono mai state identificate, mentre sono state identificate delle donne maltrattate che vengono ospitate in quell'edificio. Il rischio è che quindi partano dei processi verso queste persone che invece non centrano niente e si trovano quindi fra l'incudine ed il martello.

  • “Vittorio occupato” a Ostia (Roma)
    © Sputnik . Tatiana Santi
  • “Vittorio occupato” a Ostia (Roma)
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  • “Vittorio occupato” a Ostia (Roma)
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  • “Vittorio occupato” a Ostia (Roma)
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© Sputnik . Tatiana Santi
“Vittorio occupato” a Ostia (Roma)

— Parlando di Ostia per esempio c'è il famoso stabile conosciuto come "Vittorio occupato" dove ci sono tantissimi immigrati che occupano abusivamente con utenze che però vanno sul bilancio della città. Possiamo quindi dire che Roma ne perde tantissimo da questa situazione?

— Le utenze sono solo una parte del problema: bisogna valutare il contesto generale e per così dire il danno all'ecosistema economico della città. Roma perde tantissimo perché nessun investitore internazionale viene ad investire in una città in cui se tieni uno stabile fermo per qualche mese rischi che qualcuno te lo occupi per dieci anni. Nessuno viene quindi a fare delle operazioni immobiliari, perché c'è un quoziente di rischio che esclude la città da qualsiasi ragionamento sullo scacchiere internazionale degli investimenti globali.

Abbiamo poi un mercato degli affitti che in qualche modo viene drogato da questa situazione, molti quartieri subiscono un pesante degrado. Anche in quartieri centrali ed importanti, dove magari delle persone hanno acquistato casa vedono l'immobile svalutarsi tantissimo poiché di fronte c'è un'occupazione abusiva con centinaia di persone di dubbia provenienza.

— Con il nuovo governo è arrivato uno stop agli sgomberi e recentemente in via del Caravaggio è stato rimandato uno sgombero. Cosa ne pensa di questa politica?

— Tutto ciò va in continuità con i governi degli ultimi decenni senza nessuna differenza. Questo credo che sia il governo più democristiano che ci possa essere, che cerca in tutti i modi di evitare i conflitti e qualunque situazione che possa cambiare lo status quo. È una scelta ideologica fatta da tempo dalla regione Lazio governata da Zingaretti che adesso è stata trasposta nel governo nazionale.

Abbiamo quindi una parte di scelta ideologica ed una parte di scelta pratica: dicono di non voler sgomberare per non disturbare le povere persone che occupano, ma in realtà non lo fanno perché non ne sono capaci. Uno sgombero va fatto in modo serio: trovare un'occupazione per le persone, mobilitare i servizi sociali, è necessario che i dirigenti negli uffici si muovano, organizzino, pianifichino; tutte cose lontane dalla portata delle amministrazioni sia comunale che regionale che hanno un'organizzazione ed una voglia di lavorare incompatibile alla gestione di tematiche complesse. Ci sono però delle leggi che parlano chiaro: lo stato deve rimborsare fior di milioni ai proprietari degli immobili occupati e rimandare gli sgomberi vuol dire aumentare questo costo come se ci fosse un tassametro. In via Prenestina, per lo stabile della ex Fiorucci, lo stato deve dare 25 milioni ai proprietari degli immobili. In via del Caravaggio sono dovuti circa 10 milioni ai proprietari di quell'immobile.

I proprietari degli immobili sono i più felici di tutti che l'edificio non venga sgomberato, sono edifici che non valgono nulla in una città che a livello economico ed immobiliare è in rovina e quindi loro, al momento, hanno degli introiti che non potevano sperare. Gli organizzatori delle occupazioni ed i palazzinari, che loro dicono di combattere, in realtà sono due facce della stessa medaglia che lavorano per sottrarre risorse allo stato e quindi a tutti i cittadini; è veramente paradossale! 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Intervista, Roma
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