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12:55 13 Novembre 2019
Giuseppe Conte

Conte bis, ma stavolta è un governo filo-UE

© AFP 2019 / John Thys
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È nato il nuovo governo giallo-rosso con Movimento 5 stelle e Partito Democratico, Conte e i ministri hanno giurato al Quirinale. La squadra del premier è formata da 21 ministri, di cui 10 del M5S, 9 del Pd, 1 di Leu e 1 tecnico all’Interno. Conte è nuovamente premier, ma stavolta il governo diventa europeista.

Mentre i ministri del nuovo governo giurano al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le opposizioni promettono battaglia in Parlamento e nelle piazze. L’ormai ex vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini attacca il governo giallo-rosso sui social: "il governo delle poltrone, dei riciclati e dei poteri forti europei non avrà vita lunga. Opposizione in Parlamento, nei Comuni e nelle piazze, poi finalmente si vota e... si vince!”.

​Salvini viene sostituito dall’unico tecnico della nuova squadra di governo, Luciana Lamorgese, ex prefetto di Milano favorevole all’accoglienza dei migranti e senza social, l’esatto opposto del leader leghista. Come cambierà la politica dell’Italia sul fronte dell’immigrazione? Com’è visto il nuovo governo dall’Europa? Ora la le navi ONG vedranno i porti italiani aperti? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Marco Valbruzzi, politologo, coordinatore dell’Istituto Cattaneo.

Luciana Lamorgese, la ministra dell'Interno
© REUTERS / Ciro De Luca
Luciana Lamorgese, la ministra dell'Interno

– Marco Valbruzzi, come cambierà la politica del Paese in materia migratoria con il nuovo ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, ex prefetto a favore dell'accoglienza? Per le navi ONG ora sarà più facile entrare nei porti italiani?

– L’approccio in materia migratoria sarà totalmente diverso. Lamorgese, prefetto di lungo corso e a suo agio tra gli uffici del Viminale, è una problem-solver, abituata a risolvere le questioni più spinose, comprese quelle dell’immigrazione. L’attenzione si sposterà dunque dall’emergenza sbarchi e dalla fase dall’accoglienza a quella dell’integrazione, coinvolgendo istituzioni, associazioni e organizzazioni no profit. Salvini era invece un abile problem-surfer, a cui piaceva cavalcare l’ondata migratoria anche a fini di consenso elettorale. La scelta di “sterilizzare” un ministero politicamente scottante con una figura tecnica mi pare una delle decisioni più sagge del nuovo governo.

– Quali sono a suo avviso le nomine dei ministri più curiose e perché?

– Non vedo ministri o ministre “curiosi”. Però, mi pare di intravedere la volontà da parte di tutti i partiti che sostengono il secondo governo Conte di restare in carica il più possibile. Questo governo sembra essere stato progettato per durare. Basta guardare con quale precisione sono state rappresentate tutte le diverse anime/correnti del PD all’interno della nuova compagine governativa. In questo modo, sarà più difficile sfilarsi per eventuali, futuri sabotatori interni. Questa è stata, probabilmente, la grande vittoria di Zingaretti, un leader “ecumenico” molto più efficace dei leader divisivi che abbiamo conosciuto in passato.

– Il nuovo governo M5S-PD com'è visto dall'estero? Come cambieranno in particolare i rapporti con l'Ue?

– Non dobbiamo mai dimenticare che, al di là degli errori tattici di Salvini, il primo governo Conte ha ceduto quando il M5S ha deciso di sostenere Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione Ue, perdendo così la sua carica/maschera euroscettica. Quello è stato il punto di svolta cruciale della legislatura. Nel nuovo governo viene sposata totalmente la “Agenda Ursula”, il che permetterà di recuperare nuovi margini di manovra soprattutto sul fronte economico-sociale. Si passa dunque da un governo a trazione sovranista a un governo a trazione europeista (tutte le cariche di collegamento con l’Ue sono affidate a esponenti del PD), guidato per un paradosso della storia da uno stesso Presidente del Consiglio, proprio quel “Giuseppi” peraltro ben visto anche da Trump.

Ed è con gli USA che potrebbero nascere nuove tensioni, vista la recente svolta filo-Ue, ma per il governo Conte è un rischio che vale la pena correre se l’Italia vuole ritrovare un ruolo di primo piano nelle istituzioni europee.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
PD, Italia, Giuseppe Conte, M5S
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