14:28 15 Maggio 2021
  • La visita della delegazione italiana in URSS. Il capo della Direzione Principale del Ministero del Commercio Estero dell'URSS Vladimir Sushkov e il Presidente e Amministratore delegato della Fiat Vittorio Valetta dopo la firma dell' accordo per la costruzione congiunta di uno stabilimento di autovetture nell'URSS, 1966
  • I ragazzi nelle macchine dello stabilimento del VAZ, 1971
  • Costruzione dello stabilimento del VAZ (acronimo in russo di Stabilimento Automobilistico del Volga) nella città di Togliatti, 1969
  • Costruzione dello stabilimento del VAZ (acronimo in russo di Stabilimento Automobilistico del Volga), 1969
  • Auto Fiat 124 durante le prove su strada nella città di Krasnodar, 1968
  • Una delle linee di produzione nello stabilimento del VAZ, 1970
  • Lo schema dell'auto Zhiguli, 1971
  • Sezione del Dipartimento di controllo tecnico (OTC) del trasportatore principale del VAZ, 1971
  • Le macchine sovietiche VAZ-2101 Zhiguli
  • Il trasportatore principale dello stabilimento del VAZ, 1971
  • L'automobile sovietica Zhiguli, 1971
  • 19 giugno 1970, l'allora primo ministro dell'URSS Kosygin incontra a Mosca Gianni Agnelli
  • Il magnate industriale americano Henry Ford in visita allo Stabilimento Automobilistico del Volga, 1970
  • Le macchine dello stabilimento del VAZ, 1970
  • I ragazzi nelle macchine dello stabilimento del VAZ, 1971
© Sputnik . Igor Svetlov
La visita della delegazione italiana in URSS. Il capo della Direzione Principale del Ministero del Commercio Estero dell'URSS Vladimir Sushkov e il Presidente e Amministratore delegato della Fiat Vittorio Valetta dopo la firma dell' accordo per la costruzione congiunta di uno stabilimento di autovetture nell'URSS, 1966

Esattamente 55 anni fa, il 4 maggio del 1966 a Mosca venne firmato il protocollo per la partecipazione della FIAT alla creazione del primo stabilimento per la produzione in serie di autovetture nell'allora Unione Sovietica.

La FIAT fu la seconda grande industria italiana a "bucare" la cortina di ferro, un decennio dopo la firma dell'accordo per l'acquisto di petrolio dall'URSS da parte dell'ENI di Enrico Mattei.

La casa torinese battè la concorrenza di oltre cinquanta progetti internazionali vagliati dal Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

Fu Nikita Kruschev in persona a dare l'ultima parola, impressionato positivamente dalla visita all'Esposizione Italiana del 1962 a Mosca.

L'ingegner Riccardo Chivino, di spalle a Vittorio Valletta nella foto della firma del protocollo, ricorda così la vigilia di quello storico accordo industriale:

«Alla Fiat speranze di esito positivo in coloro che avevano partecipato direttamente o indirettamente ai lavori. Speranze con tanti diversi perché. Molteplici i miei: vedrò di nuovo e meglio Mosca, forse anche Leningrado, vedrò boschi di betulle senza fine, laghi e altri fiumi. Vedrò la gente e cercherò di capire se il comunismo ha cambiato gli uomini».

Nel luglio del 1966 l'avvocato Agnelli a Mosca concordò con il ministro dell'industria sovietico Tarasov la costruzione dello stabilimento di Togliatti: completato in tre anni, aveva una capacità di produzione di 600mila auto all'anno e come modello base venne scelta la Fiat 124.

La versione modificata della vettura, nota come Zhiguli, dal nome delle colline vicino allo stabilimento, divenne l'auto simbolo della motorizzazione di massa dell'URSS.

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