03:37 30 Marzo 2020
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il Festival dell'Oriente a Milano
  • Il mago giapponese Keiichi Iwasaki al Festival dell'Oriente a Milano
© Sputnik . Evgeny Utkin
Il Festival dell'Oriente a Milano

Dal 31 gennaio al 2 febbraio a Milano si è tenuto il Festival dell’Oriente: spettacolare, colorato, ma con pochi visitatori.

Ogni anno a Milano (e successivamente in un’altra decina di città d’Italia) i migliori danzatori, cantanti, prestigiatori italiani e provenienti dall’Asia si uniscono per tre giorni al Festival dell’Oriente. Di solito questo evento trascina migliaia di appassionati di yoga, arti marziali, massaggi, cibo, viaggi e, in generale, di cultura orientale. E se venerdì si può girare tranquillamente tra gli stand degli espositori, domenica pomeriggio diventa una grande fatica passare tra la folla di gente.

Di solito, ma non questa volta. Dopo un venerdì praticamente vuoto, si sperava in sabato e domenica. Ci sono stati giorni un po’ più pieni, ma ad occhio e croce il festival ha avuto meno della metà, forse un terzo dei visitatori rispetto alle edizioni passate. Chiedo al titolare di uno stand di massaggi perché secondo lui è cosi vuoto:

“Non saprei, probabilmente dipende da questo virus cinese, dal coronavirus. La Cina è Oriente, questo è il Festival dell’Oriente, quindi della Cina, e quindi del coronavirus. Ma il Festival c’entra con il coronavirus quanto la birra Corona. La Cina è importante per Festival, ma di solito occupa un piccolo spazio tra Thailandia, India, Corea, Mongolia ed altri paesi. Poi c’è da aggiungere che quasi tutti gli artisti e gli espositori, inclusi i cinesi, da anni vivono qui, in Italia, e quindi c’entrano con questa malattia come qualsiasi italiano”.

In tanti erano d’accordo con questa opinione.

Per i visitatori che sono sopraggiunti è stata pura magia. Tanti corsi gratuiti ai quali sarebbe impossibile iscriversi, al Festival erano accessibili. Meditazioni di gruppo, massaggi olistici (ne ho provato uno con Oligenesi, Accademia Nazionale del Massaggio), massaggio-dondolo, massaggio con campane tibetane (ottimo a fine giornata per rilassarsi, provato anche questo con la bravissima Sara Donini), massaggi thailandesi, riflessologia e tanto altro, pittura giapponese, vestizione del kimono.

E decine e decine di spettacoli sui quattro palchi del Festival. Danze tradizionali coreane, indiane e di tante altre nazionalità, prestigiatori, veri maghi (come il giapponese Keiichi Iwasaki), arti marziali, persino una battaglia di cavalieri medievali con l’armatura di 50 chili. Un vero spettacolo.

E poi, ovviamente tanti ristorantini, punti di ristoro, questa volta per niente affollati: etnici, vegetariani e no, vegani, con ottimi piatti orientali.

E nessuna maschera, nessun starnuto… E nessuno che parla del virus, neanche i cinesi. Ne ho incontrato uno che vive da tanti anni in Italia.

“Sei preoccupato per situazione in Cina e per questo coronavirus?” “Si, ma sembra che le autorità cinesi stiano facendo di tutto per evitare la propagazione, e spero che presto sia tutto finito. E comunque, sono qui, mi sento sicuro”.
Tema:
Coronavirus, situazione in Italia (21 gennaio - 20 marzo) (447)
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook

Altre foto

  • I dipendenti allo stabilimento Dongfeng Honda durante la pausa pranzo a Wuhan, Cina.
    Ultimo aggiornamento: 14:46 27.03.2020
    14:46 27.03.2020

    I fatti della settimana in 20 fotografie

    La galleria fotografica settimanale di Sputnik rappresenta una raccolta di foto che mostrano gli eventi più importanti avvenuti in tutto il mondo negli ultimi sette giorni.

    18
  • La maschera facciale, raccomandata dalla protezione civile della Germania occidentale come protezione contro le ricadute radioattive ad Amburgo, Germania, il 24 aprile 1957. Il vetro scuro a destra protegge l'occhio da una luce intensa mentre lo specchio a sinistra consente a chi lo indossa di leggere le indicazioni  dell'intensità della radioattività
    Ultimo aggiornamento: 15:14 26.03.2020
    15:14 26.03.2020

    Le maschere protettive nella storia

    L'emergenza Coronavirus ha fatto salire il prezzo alle stelle di mascherine e gel antibatterici.

    Infezione di coronavirus diventa pandemia
    16
  • Ghiaccio sul lago Onega in Carelia, Russia
    Ultimo aggiornamento: 15:03 25.03.2020
    15:03 25.03.2020

    Primavera in Carelia

    La Carelia è una regione storica, patria dei careliani, popolazione che abitava nelle vaste aree dell'Europa settentrionale, di importanza storica per Finlandia, Svezia e Russia.

    14
  • Csaba Posta, specialista IT che lavora da casa, studia con sua figlia Vilma durante la quarantena per l'epidemia del coronavirus a Budapest, Ungheria, il 19 marzo 2020
    Ultimo aggiornamento: 15:34 24.03.2020
    15:34 24.03.2020

    Smart working ai tempi del coronavirus

    L’emergenza Coronavirus, costringendo le persone a restare casa, ha riportato alla luce il fenomeno dello smart working. La crisi Covid-19 ha cambiato la vita di tutti i giorni, ma può anche rappresentare un’occasione per ripensare il mondo del lavoro.

    12