12:18 09 Maggio 2021
Economia
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Dispiace a Draghi aver dato tempi così ristretti al Parlamento, ma se vogliamo portare i soldi prima in Italia dobbiamo fare così o li attenderemo ancora.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è alla Camera dei Deputati dove risponde alle domande dei parlamentari sul Recovery plan. Nel pomeriggio, dalle 15, sarà invece al Senato per rispondere alle domande dei senatori.

Il premier spiega perché tempi così ristretti per l’approvazione da parte del Parlamento italiano che, in particolare secondo le opposizioni, non ha dato lo spazio necessario al dibattito e alla formulazione di correzioni o aggiunte.

“Ribadisco il profondo rispetto che il governo ed io abbiamo per il Parlamento: indubbiamente i tempi erano ristretti”, dice Draghi.

La questione è tutta qui:

“Indubbiamente i tempi erano ristretti ma la scadenza del 30 aprile non è mediatica, è che se si arriva prima si avranno i fondi prima. La Commissione (europea, ndr) andrà sui mercati a fare la provvista per il fondo a maggio, poi la finestra si chiuderà nell’estate”, dice Draghi che poi lo spiega con altre parole.

“Se si consegna il piano subito si avrà accesso alla prima provvista, sennò si andrà più avanti”.

Draghi ha dovuto accelerare repentinamente per far arrivare i soldi in Italia il prima possibile, altrimenti avremmo atteso i primi fondi previsti dal Next Generaation EU fino a fine anno.

Sfida attuazione

Ora che un piano di recupero dell’economia italiana esiste (Pnrr) in una forma più chiara e articolata, serve “mettere a terra” come ha detto il presidente di Confindustria quelle parole scritte per tradurle in lavoro e riforma del Paese.

“La vera sfida non appena il piano viene consegnato è di trovare un modo di attuazione dove le amministrazioni locali e il governo centrale, che sono chiamati a mole di interventi, trovino uno schema di governo del piano”.

Con queste parole Draghi ha voluto spiegare che “il vero governo non è cosa fa Palazzo Chigi e che comitati si formano”, il vero punto è come le Regioni, le città, i comuni, e tutte le altre amministrazioni locali sapranno mettere sul tavolo idee e quindi progetti concreti per realizzarlo questo piano.

“È chiaro per i ministeri il processo, ma è molto più complesso il coordinamento tra governo e enti locali che sono gli attuatori del piano a cui sono destinati poco meno di 90 miliardi di euro”, aggiunge ancora il premier.

Sud da far ripartire dopo mezzo secolo

“Sono misure che si inseriscono in visione complessiva per far ripartire e accelerare una crescita del sud ferma da ormai mezzo secolo”, dice il presidente del Consiglio commentando il 40% di risorse destinate al Mezzogiorno a fronte del 34% della popolazione lì residente.

Sono 82 miliardi di euro, “una cifra più alta del Pil” spiega.

Il superbonus è confermato

“Ribadisco che per questa misura, tra Pnrr e Fondo complementare, sono previsti oltre 18 miliardi di euro, le stesse risorse stanziate dal precedente governo” per il superbonus, spiega Draghi a chi gli chiedeva conferme sul prolungamento di questa misura.

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Mario Draghi, Economia
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