21:50 07 Maggio 2021
Economia
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Domani il flashmob in tutta Italia per chiedere regole e certezze per avviare la macchina degli eventi e che il governo ascolti i 500mila lavoratori del settore.

Un calo del fatturato del 90%, nessuna data di ripartenza e chiusura da parte del governo che non ha detto una parola sulle cerimonie nell’ultimo decreto. Per questo il settore legato ai matrimoni e agli eventi scende in piazza domani in tutta Italia con un flashmob organizzato per le 12 nei capoluoghi di Regione e davanti a Montecitorio.

“Chiediamo prima di tutto una data certa per la ripartenza di matrimoni e cerimonie”, ha detto Stefania Vismara la presidente di “Insieme per il wedding”, una delle associazioni che hanno organizzato i sit-in, a Sputnik Italia.

Il settore rappresenta 50mila imprese e 500mila lavoratori, penalizzati dalle normative per il contrasto del coronavirus. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Insieme per il Wedding” da Unanime, la confederazione che raccoglie 15 associazioni del comparto e Feu.

“In questo momento, con le attuali regole in vigore, non è legittimo organizzare eventi e chi interpreta diversamente le norme si mette a repentaglio e a rischio di sanzioni – ha aggiunto – Non è corretto trattare in questo modo un settore di persone altamente professionalizzate”.

Per Vismara “non è comprensibile come si possano autorizzare gli sport di contatto o le crociere con 5.000 persone e non dare una data per ripartire con i matrimoni in sicurezza”.

Il settore “non fattura da 14 mesi” e “siamo sull’astrico”, per questo “siamo pronti ad accettare qualsiasi regola, anche la più rigida”, aggiunge la presidente di “Insieme per il wedding”.

Perché festeggiare e organizzare un evento in sicurezza si può, dice convinta Vismara: “Un matrimonio è un evento circoscrivibile, si può comunicare chi sarà presente, tracciare i movimenti, imporre quarantene, rispettare le distanze in location e normi, adeguarsi a protocolli già autorizzati”.

L’associazione “rappresenta anche 3.300 spose che hanno spostato il matrimonio più volte”, aggiunge Vismara, perché il “matrimonio è un momento che si desidera condividere” e “non ha senso farlo se non si può viverlo con le persone a cui si vuole bene”.

“Nell’ultimo decreto sulle Riaperture il governo ha toccato il fondo – conclude - non siamo stati neanche citati, siamo rimasti sconvolti, è inaccettabile. È una mancanza di rispetto per le persone e anche un attacco a un settore che protegge e difende il lavoro femminile con l’83% della nostra filiera composta da lavoratrici donne”.

Le date delle riaperture fissate da Palazzo Chigi

Nell'ultimo decreto il governo ha fissato il calendario delle riaperture, settore per settore, ecco i giorni fissati dal governo per la ripresa delle diverse attività: 

  • Dal 26 aprile ritornano zone gialle e didattica in presenza
  • Dal 15 maggio riaprano le piscine all'aperto
  • Dal 1 giugno le palestre
  • Dal 1 luglio l'attività fieristica
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