14:30 16 Maggio 2021
Economia
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Caos nella bozza del premier Draghi sull'estensione del superbonus per il 2023. Sarebbero state rinnovate le risorse solo per l'edilizia popolare mentre mancano 10 miliardi per estendere l'agevolazione alle restanti abitazioni.

L'Associazione bancaria italiana chiede al governo di mantenere le agevolazioni disposte con il superbonus per l'edilizia nella bozza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

"La certezza del diritto e la stabilità, almeno fino al 2023, delle misure messe in campo sono fondamentali per sviluppare adeguati programmi di investimento in questa materia, intrinsecamente complessa", scrive il presidente dell'Abi Antonio Patuanelli. 

Cosa dice il testo 

La bozza del PNRR sottoposta dal premier Mario Draghi al Consiglio dei Ministri prevede l'estensione del superbonus per l'edilizia, un'agevolazione fortemente voluta dal M5S, ma che è apprezzata trasversalmente anche da Forza Italia. 

"Per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, - si legge - si intende estendere la misura del Superbonus 110% recentemente introdotta (articolo 119 del Decreto Rilancio) dal 2021 al 2023". 

Da quanto si apprende da Repubblica l'estensione del rifinanziamento del piano al 2023 riguarderà soltanto l'edilizia popolare. Servirebbero altri 10 miliardi per la riconferma a tutte le altre abitazioni.

Le reazioni contrarie

Una decisione che lascia scontente diverse forze politiche, oltre a Confindustria. Delusione in Forza Italia e rabbia nel M5S, che ricorda: "Il superbonus al 110% è una misura creata dal Movimento, la sua proroga è indispensabile e imprescindibile per la transizione ecologica. Si ricorda che proprio la transizione ecologica è la matrice che ha fatto nascere questo governo".

Dopo l'approvazione in CdM il documento verrà sottoposto a inizio della settimana al vaglio delle Camere. Entro il 30 aprile il premier Draghi dovrà inviare a Bruxelles il documento finito.

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Mario Draghi, Italia
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