13:56 06 Maggio 2021
Economia
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Le mani della criminalità organizzata sono sul turismo, una indagine rivela che il fatturato illecito è di 2,2 miliardi di euro. La pandemia rischia di aggravare la situazione.

Le mafie con le mani nell’asset strategico dell’Italia, il turismo. Secondo l’indagine economica di Demoskopika, camorra, ‘ndrangheta e mafia siciliana possono contare su un volume d’affari che si aggira sui 2,2 miliardi di euro e di questi il 40% è un introito derivante dalle attività collocate nel Mezzogiorno, anche se in termini assoluti è il Nord Italia a far guadagnare di più le mafie.

L’indagine, visionata in anteprima dall’Ansa e ripresa anche da RaiNews, afferma che la ‘ndrangheta è il principale beneficiario di questi introiti provenienti dal turismo, con il 40% della “torta”.

La ‘ndrangheta grazie al turismo incasserebbe 810 milioni di euro, seguita dalla camorra che ne incasserebbe 730 milioni (33%), mentre al terzo posto troviamo la mafia con 440 milioni di euro (20%).

Completano, la criminalità organizzata pugliese e quella lucana che insieme guadagnano illecitamente 220 milioni di euro (10%).

Ma la pandemia ha messo in ginocchio il settore del turismo, alberghi, ristoranti ed altre attività rischiano di essere fagocitate dalle cosche mafiose che hanno soldi da riciclare. Secondo Demoskopika tali società sarebbero almeno 4.500, quindi questi dati potrebbero potenzialmente aumentare in futuro.

Turismo del Nord Italia e Mezzogiorno fabbrica di soldi per la criminalità

Secondo questa analisi, nel sud dell’Italia le mafie “fatturano” ogni anno 825 milioni di euro, mentre al Centro ottengono ricavi pari a 515 milioni di euro, ma al Nord complessivamente sono 860 milioni di euro i ricavi illeciti, dato che inverte ormai gli interessi delle mafie: Nord-ovest 490 milioni di euro; Nord-est 370 milioni di euro.

Tags:
Economia, Turismo
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