22:28 07 Maggio 2021
Economia
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Il governo ha scelto di intervenire per bloccare l'acquisizione della Lpe di Baranzate, azienda che produce semiconduttori, da parte del gruppo cinese Shenzen Invenland Holdings. E ora l'esecutivo punta ad ampliare la normativa sul golden power per proteggere le aziende italiane dalle scalate straniere.

"La golden power è uno strumento del governo per evitare la cessione di asset strategici a potenze straniere, va usato”, lo ha detto Mario Draghi la scorsa settimana in una conferenza stampa rivendicando l’azione dell’esecutivo per bloccare l’acquisizione della Lpe, azienda che produce semiconduttori a Baranzate, nel Milanese.

L’operazione è stata decisa nel Consiglio dei ministri dello scorso 31 marzo. La proposta del Mise, d’intesa con ministero della Difesa e degli Esteri, è stata quella della opposizione all’acquisto della Lpe da parte del gruppo cinese Shenzen Invenland Holdings che voleva acquisire il 70 per cento della società che sviluppa reattori epitassiali per la produzione di semiconduttori.

Un business giudicato strategico dal governo, visto che, come sottolinea un’analisi dell’Huffington Post, i semiconduttori sono impiegati dall’industria che produce smartphone, tablet, elettrodomestici, automobili, veicoli elettrici ed anche nel settore della difesa.

Inoltre, come si legge sullo stesso quotidiano, l’industria globale oggi sta facendo i conti con una carenza di questi dispositivi, tanto da comportare un rallentamento nella produzione delle auto.

Il presidente americano Joe Biden, non a caso, ha firmato un ordine esecutivo per incrementare la produzione domestica di chip, stanziando oltre 40 miliardi di dollari.

Un mercato, quello dei microchip, in cui la Cina fa la parte del leone. La mossa del governo italiano, come nota ancora l’Huffington Post, punta quindi a conservare la presenza del nostro Paese in un settore strategico e allo stesso tempo ad arginare il potere di Pechino, in linea con le politiche dell’amministrazione statunitense.

Lo stesso è stato fatto nei confronti di altre due aziende italiane, come Linkem e Fastweb, nel mirino di Zte e Huawei per la fornitura di tecnologia 5G.

Un altro importante dossier sul quale il governo potrebbe intervenire è quello di Iveco, il gruppo di proprietà di Cnh Industrial, finito mirino del colosso cinese Faw, che lo scorso febbraio ha presentato un’offerta a rialzo per acquistare il 100 per cento del capitale del marchio di furgoni Made in Italy ed una quota minoritaria di FPT, la società dello stesso gruppo, che produce motopropulsori.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, però, all’inizio di marzo, aveva messo le mani avanti, chiarendo come il governo considerasse “strategica questo tipo di produzione”, aprendo le porte ad un possibile utilizzo del golden power.

Il governo, come riferisce Formiche, sta studiando anche un’estensione della normativa su questa disciplina per includere nuovi settori considerati strategici tra quelli da proteggere. Tra questi c’è proprio quello dei semiconduttori.

Si tratta di tutte quelle filiere “che rivestono invece un evidente rilievo nell’assetto economico nazionale”. Sarà una svolta “positiva”, assicura a Formiche Giulio Centemero, capogruppo della Lega in commissione Finanze della Camera.

“Vengono applicati i poteri speciali – ha spiegato - per proteggere i dati e per ribadire il posizionamento atlantista e filo-occidentale dell’Italia”.

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