02:07 20 Aprile 2021
Economia
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Il Mezzogiorno d'Italia ha perso popolazione, giovani e PIL dal 1995 ad oggi. Necessaria una inversione di tendenza secondo Confcommercio.

Analisi pesante quella fatta da Confcommercio sul peso dell’economia del Sud Italia, per l’intero Paese.

“La quota di Pil prodotta dal Sud sul totale nazionale è diminuita passando da oltre il 24% del 1995 al 22% del 2019”, riporta l’Ufficio Studi Confcommercio nella ricerca ‘Economia e Occupazione al Sud 2015-2019’.

Tra i problemi la burocrazia, la criminalità, la carenza di infrastrutture, ma anche la riduzione della popolazione residente che “si è ridotta di oltre un milione e mezzo impattando pesantemente sul livello di occupazione nel Mezzogiorno e sulla qualità del capitale umano”.

Nel complesso l’Italia tra il 1995 e il 2019 ha perso oltre un milione di giovani, riporta ancora Confcommercio e la perdita è dovuta in modo sensibile alla fuga dal Mezzogiorno verso l’estero.

La stima del Centro Studi di Confcommercio è questa:

“Secondo i dati della ricerca, se questi fattori incidessero meno, nel giro di alcuni anni il prodotto lordo meridionale crescerebbe di oltre il 20% (+90 miliardi di euro)”.

Come rilanciare l’economia del Mezzogiorno

Il Recovery plan e il Piano Sud 2030, possono dare un forte aiuto alla ripresa del Mezzogiorno.

Secondo Confcommercio bisognerà puntare sul turismo, “da sempre sottoutilizzato anche per una forte carenza di infrastrutture che negli anni non ha permesso di intercettare il grande flusso di turisti stranieri” ed inoltre puntare sulla “transizione ecologica, quel New Green Deal che l’Europa ha messo al centro dei propri progetti e che nel Mezzogiorno, può diventare una carta vincente”.

Tags:
Confcommercio, Economia
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