02:04 20 Aprile 2021
Economia
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Il numero di morti nel 2020 è stato il più elevato dal secondo dopoguerra ad oggi. Considerando tutte le cause di decesso sono scomparse 746.146 persone.

Nel 2020, anche a causa della pandemia di coronavirus, sono morte in Italia 746.146 persone.

Si tratta del dato più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale secondo le statistiche ufficiali. E questo dato ha avuto effetti diretti anche sulle casse dell’Inps: -11,9 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.

Il dato sulla mortalità, inoltre, ha una percentuale più alta rispetto alla media registrata tra il 2015 e il 2019, che era pari a 645.619 morti, il 15,6% in più.

Di questo “eccesso di mortalità”, pari a 100.526 unità secondo l’Istituto superiore di sanità 75.891 sono dovute al Covid.

Le stime di “risparmio”

Degli oltre 110mila deceduti che fanno parte del cosiddetto “eccesso”, vengono considerati per il computo dei pagamenti tagliati coloro che avevano oltre 65 anni e quindi erano certamente già pensionati. Il totale, quindi, passa a 96.818 deceduti.

Per calcolare gli effetti finanziari di questa platea di pensionati venuti a mancare, è stato stabilito di attribuire un reddito pensionistico medio annuo lordo.

Fatte salve eventuali pensioni di reversibilità per il coniuge, per il 2020 il risparmio di spesa pensionistica è stato stimato pari a 1,11 miliardi di euro: la cifra è stata poi proiettata per il decennio 2020-2029 sulla base delle aspettative di vita.

Ne deriva che la minore spesa dell’ente previdenziale è pari a 11,9 miliardi di euro nel decennio.

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Coronavirus, INPS
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