00:10 12 Aprile 2021
Economia
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Oggi un gruppo di lavoratori della compagnia ha manifestato davanti al Mise. Domani una riunione dei commissari straordinari con Giorgetti.

Dopo le proteste virtuali e reali degli ultimi giorni e delle ultime ore, il Tesoro ha sbloccato il versamento ai commissari di Alitalia dei 24,7 milioni di sostegni pubblici autorizzati la settimana scorsa dalla commissaria europea Margrethe Vestager.

Un via libera che consente anche il pagamento degli stipendi di marzo dei dipendenti della compagnia di bandiera, gli accrediti dovrebbero arrivare “nei prossimi giorni”, ha detto il sottosegretario Claudio Durigon che ha incontrato oggi una delegazione sindacale.

Sempre oggi un gruppo di lavoratori ha manifestato sotto al ministero dello Sviluppo Economico e sono stati bloccati quando hanno cercato di spostarsi verso il dicastero dell’Economia.

Intanto, domani, sul fronte dei vertici, è previsto un incontro al Mise con il ministro Giancarlo Giorgetti e i commissari straordinari.

Gli stipendi rimasti bloccati

Durigon ha spiegato di aver avviato l’iter per avere a disposizione i fondi dei ristori autorizzati da Bruxelles per pagare le mensilità di marzo non ancora corrisposte.

"Cercheremo insieme agli altri ministeri dei tavoli di confronto per far partire al più presto il piano di Ita”, ha aggiunto il sottosegretario in quota Lega.

E poi la stoccata alla commissaria: "Stiamo combattendo con la Vestager per far capire l'importanza di avere una nostra compagnia".

Il fronte pro-Alitalia e contro l’Ue

"Noi auspichiamo che indipendentemente dalle idee della Commissione europea, si faccia partire al più presto la nuova società. La situazione è diventata intollerabile e insostenibile”, ha affermato oggi il segretario generale della Fit Cisl, Salvatore Pellecchia.

Un’idea condivisa anche da un fronte trasversale in Parlamento.

Per la senatrice M5S Giulia Lupo, assistente di volo e delegata dell’Usb “le condizioni poste dalla Commissione non solo sono inaccettabili ma esulano dalle valutazioni tecniche e, pertanto, sono irricevibili”.

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera di Fratelli d’Italia, ha denunciato i “ricatti europei” sulla compagnia che diventerà “depotenziata e non autonoma”.

Anche nel Pd ci sono voci contrarie al dialogo con Bruxelles: Marco Miccoli, ex sindacalista e deputato Dem, critica la “estenuante ed incredibile trattativa europea” che porterebbe a “una compagnia bonsai, che non reggerà alla riapertura del mercato nazionale e internazionale del trasporto aereo”.

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