09:53 14 Aprile 2021
Economia
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Da oggi aziende e partite Iva potranno presentare la richiesta per entrare nella platea dei nuovi ristori.

Da oggi le aziende e le partite Iva possono presentare la domanda per chiedere l’assegnazione delle misure previste dal  Decreto Sostegni.

Si tratta del primo provvedimento economico al contrasto della crisi legata alla pandemia del governo Draghi: prevede 32 miliardi di scostamento di bilancio, di cui 11 miliardi per imprese e professionisti, cinque per il piano vaccini, otto per il lavoro e per la lotta alla povertà.

I provvedimenti sono suddivisi in cinque aree di intervento:

  • imprese e partite iva,
  • lavoro,
  • salute e sicurezza,
  • enti territoriali,
  • trasporto e scuola.

Contributi per le Partite Iva

Il Dl Sostegni prevede un contributo a fondo perduto per tutte le partite iva per un totale di 11 miliardi su una platea di 5,7 milioni di soggetti, tre milioni riceveranno fondi pari a circa 3.700 euro a soggetto.

Rispetto ai precedenti decreti, questo del governo Draghi abbandona l’uso dei codici Ateco, che avevano lasciato fuori tante partite iva e prevede l’accelerazione sui pagamenti, che inizieranno l’8 aprile.

Chi ne beneficia

Le imprese, i professionisti ed i lavoratori autonomi, con fatturato annuo sotto i 10 milioni di euro sono i destinatari di un contributo a fondo perduto per riparare le perdite subite nel 2020.

In particolare nel settore del turismo sono previste sia misure del fondo perduto da 11 miliardi, sia agevolazioni sulle bollette elettriche e sui lavoratori stagionali.

Sono stati stanziati 700 milioni di euro per filiera della montagna e 200 milioni da ripartire tra Regioni e Province autonome, per aiutare le imprese di ristorazione e le attività commerciali dei centri storici.

Inoltre, sono previste indennità di 2.400 euro per i lavoratori del turismo, termali, stagionali, dello spettacolo e per i lavoratori atipici.

Il “sostegno” per le imprese

In questo Decreto viene rimborsato la perdita nel 2020 del fatturato e dei corrispettivi pari almeno al 30% rispetto al 2019.

Si calcola la media della perdita mensile di fatturato e corrispettivi tra l’anno 2019 e l’anno 2020.

I sostegni sono poi divisi in fasce:

  • indennizzo del 60% per le imprese sotto i 100mila euro
  • del 50% per quelle tra 100 e 400 mila euro
  • del 40% tra 400mila e un milione di euro
  • del 30% 1-5 milioni
  • del 20% tra 5 e 10 milioni
  • il contributo massimo  non potrà in ogni caso superare i 150 mila euro e non potrà essere inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 per quelle giuridiche.
La Cgia fa i conti in tasca alle imprese

Secondo la Cgia di Mestre, che ha fatto calcoli reali sui sostegni, per “un bar che nel 2019 ha fatturato 90mila euro e l’anno scorso ha perso il 50% del fatturato, l’importo che gli verrà riconosciuto con il Decreto Sostegni sarà di 2.250 euro, praticamente il 5% della perdita di fatturato”.

L’Ufficio studi ha fatto diversi esempi concreti di rimborso: “Una agenzia di viaggi che nel 2019 ha registrato un fatturato di 200mila euro e l’anno successivo ha subito una calo del fatturato dell’80%, gli verrà riconosciuto  6.667 euro di rimborso, pari al 4,2% della perdita di fatturato”.

Per un albergo che nel 2019 ha fatturato 500mila euro e nel 2020 ha visto contrarsi lo stesso del 60%, il rimborso sarà di 10mila euro pari al 3,3% delle perdite.
“Una piscina o palestra con un fatturato di due milioni di euro e un calo del medesimo registrato nel 2020 del 75%, ‘porterà a casa 37.500 euro. Cifra che ammonta al 2,5% della perdita subita”.

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