18:17 14 Aprile 2021
Economia
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Gli esercizi pubblici chiedono di poter tornare a lavorare, di poter riaprire le proprie attività perché i sostegni economici non sono più sufficienti, si perdono milioni di euro al giorno.

La Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) di Confcommercio invia una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi chiedendo di poter tornare a lavorare quanto prima.

“Va consentito al settore di contribuire ad una vita più sana del Paese”, scrivono nella lettera riportata da AskaNews.

Secondo l’Ufficio studi della Fipe solo per il giorno di Pasqua in zona rossa sono previsti perdite intorno ai 350 milioni di euro, mentre per il lockdown di pasquetta la perdita prevista è di 230 milioni di euro.

Non bastano più, quindi, gli indennizzi, le moratorie, i sostegni alla liquidità, quel che serve agli esercizi pubblici è di tornare a lavorare, di riaprire i battenti e di farlo al più presto.

Ad esempio, Fipe domanda a Draghi “perché non consentire, seppur con protocolli di sicurezza rafforzati, il servizio serale nelle regioni in area gialla e il servizio fino alle 18.00 nelle regioni in area arancione?”

Fipe, quindi, chiede che venga data la possibilità alle attività commerciali di restare aperte, ma la domanda della Federazione è stata superata dalla decisione del Governo di lasciare l’Italia in zona arancione e zona rossa fino alla fine di aprile.

Si fa notare che il settore imprenditoriale degli esercizi pubblici richiede rispetto per la loro storia e si ricorda il contributo che possono ancora dare all’Italia.

Le richieste di Sangalli

Giovedì scorso il presidente di Confcommercio Sangalli ha chiesto al presidente del Consiglio Draghi di intervenire con maggior coraggio a sostegno delle aziende.

“Dal presidente Draghi ci aspettiamo una svolta che non c'è ancora. Ci aspettiamo quel coraggio responsabile con cui nel 2012 salvò l'Unione monetaria europea, dichiarando il famoso "whatever it takes" (fare tutto ciò che è necessario, ndr). Ma questa volta deve farlo per salvare le nostre imprese. Che poi vuol dire salvare l'Italia”, ha ricordato Sangalli in una intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Perché la situazione del 2020 è drammatica come quella del 1944, fa notare ancora Sangalli.

Tags:
Confcommercio, Economia
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