01:04 17 Aprile 2021
Economia
URL abbreviato
Di
0 11
Seguici su

Coldiretti lancia l'SOS sull'export del Made in Italy diretto verso l'Asia. Se non si sblocca in fretta il Canale di Suez, il rischio sarà economicamente significativo anche per l'Italia.

Il blocco del Canale di Suez da parte della mega nave lunga 400 metri non è un problema lontano dagli interessi economici italiani. Come fa notare Coldiretti, attraverso quella via di comunicazione marittima sono transitate 548 milioni di euro di merci italiane dirette verso la Cina solo lo scorso anno.

Il Made in Italy verso l’Asia rischia di rallentare la ripresa che, in questi primi mesi del 2021, ha ripreso slancio nei comparti dell’abbigliamento (+95,7%), dell’alimentare (+19,4%), delle automobili (+124,9%) e dei mobili (+4%).

A risentire potenzialmente del blocco, se dovesse durare a lungo come si teme, i principali prodotti nazionali confezionati dell’agroalimentare, tra cui il vino e l’olio extravergine, che vengono trasportati via nave verso i porti asiatici, ma anche australiani.

“Il vino con un valore di quasi 100 milioni è tra le principali voci dell’export agroalimentare Made in italy in Cina”, scrive Coldiretti.

La Cina è il principale mercato di sbocco delle merci italiane, infatti da inizio 2021 si è verificato un aumento record di esportazioni verso il paese asiatico di ben il +29,2%.

Ma il problema riguarda anche l’approvvigionamento dei combustibili fossili da cui l’Italia dipende fortemente.

Rischio aumento dei prezzi

Secondo Coldiretti la situazione nel Canale di Suez rischia quindi di far aumentare ulteriormente i prezzi delle materie prime agricole, che si trovano già sui massimi da 7 anni a questa parte.

Prezzi inflazionati dalla pandemia, certo, ma che in caso di eventi significativi come quello che si sta verificando nel Canale di Suez aumentano in maniera anche speculativa fa notare ancora Coldiretti.

Tags:
Coldiretti, Canale di Suez
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook