19:08 14 Aprile 2021
Economia
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Il definitivo passaggio ai veicoli elettrici potrebbe arrivare ben prima del previsto, stando a quanto annunciato dal Presidente per la commissione per l'ambiente del Parlamento europeo.

La prossima revisione degli standard sulle emissioni di CO2 da parte dei veicoli leggeri, prevista per il 2021 al Parlamento europeo, potrebbe portare al totale divieto di commercializzazione dei veicoli termici a partire dal 2035.

Ad annunciare il passaggio totale ai veicoli elettrici è Pascal Canfin, Presidente della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo, che è intervenuto ad un’audizione alla commissione francese dell’Assemblea Nazionale per lo sviluppo sostenibile.

"Nei prossimi 18 mesi, una cinquantina di leggi saranno riviste a livello europeo per dare sostanza legislativa al Green Deal e uno di questi testi è quello relativo alla Legge sul clima, che fisserà l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 almeno del 55% entro il 2030", ha esordito Canfin, specificando che le nuove direttive relative al mercato del carbonio e alla nuova CO2, gli obiettivi saranno applicati "ai settori dell’auto, dell’agricoltura, della produzione di energia, delle abitazioni".

Il funzionario europeo ha quindi preannunciato "una profonda trasformazione del mercato automobilistico", nell'ambito del quale non sarebbe più possibile la vendita di veicoli diversi da quelli elettrici:

"Lo standard sulla CO2 sarà così severo che, allo stato attuale della tecnologia dei motori benzina e diesel, i propulsori termici non saranno più in grado di soddisfare il nuovi limiti", ha proseguito Canfin.

L'impatto dei veicoli elettrici sull'ambiente

Diversi i vantaggi derivanti dall'impiego esclusivo di veicoli elettrici, a partire ovviamente dal minore impatto in termini di polveri sottili prodotte dagli stessi:

"Tutte le analisi, comprese quelle delle Ong, dimostrano che anche con una batteria non riciclabile e ricariche che non rientrano nell’economia circolare, il veicolo elettrico rimane migliore dal punto di vista ambientale", ha detto Canfin, il quale ha però sottolineato come si renderà ad ogni modo necessaria un'ottimizzazione dell'economia circolare dei material al fine di evitare effetti collaterali, ad esempio, per quanto riguarda l'estrazione mineraria e di approvvigionamento di materie prime.
Un'automobile elettrica
© CC0
Un'automobile elettrica

L'azione dell'UE

In questo senso, Bruxelles ha intrapreso un'azione duplice, incentivando da una parte la produzione di batterie in Europa e dall'altra favorendo il mercato delle compensazioni di CO2 con i cosiddetti certificati verdi:

"Da un lato l’alleanza europea per le batterie lanciata nel 2017 consentirà il dispiegamento della produzione in Europa di batterie che sono ora in gran parte importate dall’Asia", ha detto Canfin, rivelando che i certificati verdi potrebbero essere applicati "al settore dei trasporti su strada".

Un punto, quello dei certificati verdi, che però rischia di non risolvere il problema dell'inquinamento urbano, la cui causa principale è proprio da ricercarsi nei trasporti, e che potrebbe paradossalmente portare a rallentare gli investimenti delle case automobilistiche in nuovi modelli meno impattanti a livello ambientale.

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