04:48 15 Aprile 2021
Economia
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Il commissario europeo parla anche delle riforme del Patto di stabilità e delle regole per debito e investimenti pubblici. Sul Recovery italiano è ottimista.

Il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni è ottimista sulla ripresa economica, anche se su questa influiscono tanti fattori legati anche alla pandemia e i vaccini. In un’intervista al Corriere della Sera l’ex premier spiega che “noi alla Commissione siamo d’accordo con l’Ocse e la Bce nel dire che la zona euro—inclusa l’Italia — nel 2021 e nel 2022 possa avere livelli di crescita con pochi precedenti negli ultimi decenni”.

E anche se “l’emergenza andrà avanti per mesi”, “gradualmente prenderà corpo una ripresa che potrebbe diventare impetuosa” ma “dipenderà dalla campagna vaccinale, dai piani di Recovery, dalle scelte dei governi. Niente è già garantito”.

I prossimi passi dopo l’emergenza

Gentiloni poi richiama alla memoria le scelte d’urgenza fatte durante la pandemia nell’Ue con la sospensione del Patto di stabilità, le regole europee sugli aiuti di Stato, il piano di acquisti della Bce e sottolinea che “Next Generation EU e il fatto che abbiamo già avuto emissioni di debito comune di successo, per il programma Sure, rassicurano i mercati” quindi “di fronte alla pandemia, c’è stata una rivincita europea”.

Per il commissario europeo adesso “non vanno ritirate prematuramente le misure di sostegno, va allungata al 2022 la sospensione del Patto di stabilità, bisogna lavorare perché la politica monetaria e la politica economica vadano all’unisono”.

Le riforme europee

Sul Patto di stabilità e la revisione la discussione verrà ripresa in autunno ma Gentiloni vede due problemi all’orizzonte: “Il primo è che esiste un’enorme domanda di investimenti pubblici e privati”, che mancano, e la second questione è che “non si tratta di rivedere gli obiettivi stabiliti dai trattati. Ma con un debito pubblico in media al 103% del Pil nell’area euro, abbiamo bisogno di una discussione sulle modalità di rientro, i percorsi, i tempi e i perché”.

Non si parla soltanto di Italia e Grecia che hanno livelli di debito altissimi e “devono esercitare particolare prudenza”, ma anche della Francia, che per il commissario Ue sarà sopra il 120% del Pil per anni.

Il Recovery plan

Il commissario butta un occhio poi all’Italia e al lavoro del governo Draghi sul Recovery plan.

“Draghi è una delle figure più autorevoli e rassicuranti sul piano internazionale e questo per l’Italia è un bonus”.

Sul Recovery Plan “il lavoro è ripreso e in questo momento è volto a rafforzare la qualità e la selezione degli investimenti, che non possono essere troppo dispersivi”. Per Gentiloni “il prefinanziamento del 13% del pacchetto italiano può arrivare prima della pausa estiva, ma Next Gen EU non è un fondo come gli altri: se i governi non rispettano tempi e obiettivi da loro stessi indicati, le rate semestrali potrebbero non essere versate”.

In ogni caso Gentiloni si dice “ottimista, perché il lavoro che si sta facendo nei ministeri coinvolti è di qualità notevole. Purtroppo, abbiamo ormai solo quattro-sei settimane per chiudere”.

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Coronavirus, Commissione Europea, Paolo Gentiloni
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