11:05 17 Aprile 2021
Economia
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L'appello della Fim Cisl: “Vanno salvaguardate le competenze presenti e garantito che questo patrimonio non vada disperso, l’azienda operi affinché la necessaria riduzione dell’occupazione che oggi è stata manifestata non sia da considerarsi strutturale".

La crisi del Covid colpisce anche la divisione Aerostrutture di Leonardo. La pandemia ha provocato una contrazione negli ordini, con il 2021 che secondo il sindacato Fim Cisl “si caratterizzerà come l’anno peggiore per i volumi produttivi”.

Secondo la stessa organizzazione il settore del trasporto civile e il relativo mercato si riprenderà non prima del 2026, anno in cui si prevede di tornare ai livelli pre-pandemia.

Una situazione che preoccupa i sindacati. In un incontro che si è tenuto martedì scorso proprio sulla situazione della Divisione Aerostrutture di Leonardo, l’azienda ha fatto sapere di voler gestire la crisi attraverso la “riqualificazione di circa 500 lavoratrici e lavoratori della Divisione funzionale all’adeguamento delle competenze ed alla mobilità interaziendale” e con il pensionamento anticipato di 500 risorse nel 2021, 2022 e nel 2023.

Sempre secondo quanto fa sapere la Fim Cisl in un comunicato, la società avrebbe confermato gli investimenti “Top, Nemesi, Capitanata ed Aerocampus oltre che stampanti 3D”, come pure gli “sviluppi ed adeguamenti tecnologici su linee di produzione”, che amplieranno le opportunità produttive a Foggia, Nola e Pomigliano.

Confermate anche le quattro linee di sviluppo dei “materiali compositi per l’utilizzo in condizioni estreme” e la fase di avvio della produzione del blocco alare dell’EuroMale, entrambe nello stabilimento di Grottaglie. Andrà avanti anche la produzione di parti di fusoliera del velivolo CR929 di Comac, a Foggia e la costruzione di un jet supersonico nell’ambito del progetto Aerion.

Le ricadute positive in termini di occupazione di tutti questi progetti, però, avverte il sindacato, non arriveranno prima di quattro anni. Per questo la strategia dell’azienda punta, nell’immediato, alla riqualificazione e al pensionamento anticipato di circa mille risorse.

“Vanno salvaguardate le competenze presenti e garantito che questo patrimonio non vada disperso cosi  come riteniamo necessario che l’azienda operi affinché la necessaria riduzione dell’occupazione che oggi è stata manifestata non sia da considerarsi strutturale ma che veda, alla partenza dei nuovi programmi il ripristino dei posti di lavoro che questa crisi sta distruggendo”, è l’appello della Fim Cisl.

“Tutto questo deve avvenire a tutela di un settore importante e strategico per il paese e per garantire occupazione nei territori di Grottaglie, Foggia, Nola e Pomigliano”, conclude l’organizzazione, che ha chiesto a Leonardo la definizione di un nuovo incontro per discutere nel dettaglio le soluzioni individuate per i lavoratori.

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