16:03 10 Aprile 2021
Economia
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L'Italia ha messo sul piatto quasi 120 miliardi di euro per fare fronte all'emergenza pandemica. Gli italiani hanno ricevuto quasi 2 mila euro pro-capite come sostegni economici.

La pandemia ha fatto emergere sin da subito la necessità di fornire alle categorie di lavoratori e di non lavoratori, dei sussidi economici per affrontare l’assenza o il crollo dell’attività economica.

Ogni Paese ha reagito secondo quelle che erano le sue capacità e “potenze di fuoco”.

L’Italia nel 2020 ha ipoteticamente elargito 1.979 euro pro-capite ai cittadini italiani per far fronte all’emergenza economica in conseguenza della pandemia.

Se facciamo un confronto con l’Unione Europea, la media dei Paesi europei è però più alta e pari a 2.518 euro pro-capite, che significa una quota pro-capite superiore di +539 euro.

Questi i calcoli fatti dal centro studi della Cgia di Mestre, secondo il quale l’Italia e la Spagna sono le nazioni che economicamente hanno aiutato di meno i propri cittadini in difficoltà economica.

Sempre secondo i dati elaborati dalla Cgia di Mestre, l’Austria ha erogato 3.881 euro per ogni abitante e il Belgio 3.688 euro, mentre i Paesi Bassi 3.443 euro e la Germania 2.938 euro. La classifica procede con la Francia che ha erogato sussidi pro-capite pari a 2.455 euro. E la Spagna si colloca un pelo sotto di noi con 1.977 euro pro-capite.

I dati si riferiscono, precisa la Cgia di Mestre, a quanto erogato nel 2020 e non comprendono i 32 miliardi di scostamento di bilancio approvato dal Parlamento italiano a gennaio 2021, e non ancora ripartiti con decreto.

Lo scostamento del deficit pubblico

In termini di scostamento del deficit pubblico italiano, il governo ha stanziato per l’emergenza 118 miliardi di euro, mentre la Germania 244,3 miliardi di euro e la Francia 165,3 miliardi di euro.

Da questo punto di vista siamo il terzo paese europeo in termini di debito pubblico, in più rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio, messo a disposizione della collettività per fare fronte all’emergenza economico-sanitaria.

Va però tenuto conto che l’Italia parte da una situazione di debito pubblico già molto alto e ogni euro in più di debito rischia nei prossimi anni di creare un rapporto Deficit/PIL che potrebbe diventare insostenibile: i prestiti (debiti) si devono sempre ripagare, in un modo o nell’altro.

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