19:53 22 Aprile 2021
Economia
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Mario Draghi e i sindacati siglano un Patto per innovare la Pubblica amministrazione e valorizzare il lavoro degli impiegati pubblici. Si costruisce nell'oggi l'evoluzione del decennio.

Rinnovo contrattuale, valorizzazione del pubblico impiego, diritto alla formazione continua e smart working strutturato per un lavoro nelle PA che nel futuro dovrà essere diverso dal presente.

Tutto questo e molto di più hanno discusso questa mattina a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Mario Draghi ed i sindacati Cgil, Cisl, Uil, presente anche il ministro per la PA Brunetta, firmando il ‘Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale’.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi al Senato
© REUTERS / Alberto Pizzoli
Il presidente del Consiglio Mario Draghi al Senato
Per Draghi “il buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società” e al tempo della pandemia questa regola è ancora più vera, ha detto ai segretari delle principali sigle sindacali italiane.

Per i sindacati si tratta di una giornata che avvia “una nuova stagione di relazioni sindacali e infatti il negoziato che si apre per il rinnovo contrattuale avverrà in questo contesto”.

Formare e innovare

Si parte dalla formazione del personale e dall’innovazione della Pubblica Amministrazione. Due temi che non sono scindibili.

Da una parte la digitalizzazione delle amministrazioni statali che non significherà solo internet veloce in tutti gli uffici, compresi quelli delle periferie dell’Italia, ma anche utilizzo di piattaforme digitali attraverso cui l’impiegato pubblico fornisce i servizi al cittadino.

Stop quindi alla moltiplicazione delle richieste dello stesso documento più e più volte. La Pubblica amministrazione avrà tutto a portata di clic, le banche dati dialogheranno tra loro riducendo enormemente le tempistiche per ottenere permessi, agevolazioni, servizi. In poche parole, meno burocrazia e meno costi per tutti.

Pubblico impiego come il privato, o quasi

Per quanto riguarda la nuova “dimensione” del pubblico impiego si va verso l’equiparazione al lavoro del settore privato o qualcosa che si avvicinerà all’equiparazione.

Almeno sotto il piano delle nuove professionalità da inserire nelle amministrazioni, e poi i ruoli non riconosciuti che dovranno trovare un riconoscimento.

Senza dimenticare il sostegno alla genitorialità, permessi e agevolazioni.

Il bonus Irpef (ex bonus Renzi), verrà riconosciuto anche se con gli aumenti salariali previsti dagli adeguamenti dovessero portare il reddito del dipendente pubblico in una nuova fascia reddituale.

E poi premi in base alla produttività, che con la digitalizzazione potrà essere meglio valutata e smart working per quelle categorie del pubblico impiego che ne potranno fare richiesta anche nel post-pandemia.

Assunzioni e prepensionamento

Per quanto riguarda le assunzioni è il ministro Brunetta a spiegare che i concorsi andranno resi più celeri e dovranno essere adeguati ai nuovi fabbisogni della Pubblica amministrazione.

Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta e Ministra per gli affari regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini
© REUTERS / Remo Casilli
Ministro per la pubblica amministrazione nel governo Draghi, Renato Brunetta e Ministra per gli affari regionali e le autonomie, Maria Stella Gelmini

Ne consegue che una PA più tecnologica avrà bisogno di persone qualificate e con competenze digitali avanzate, che non si fermano alla semplice capacità di accendere un PC.

Per quanto riguarda il ricambio generazionale si pensa al prepensionamento di chi non ha professionalità adeguata al cambiamento che deve subire la PA, ma la misura si rivolgerà anche a chi non si avverte più motivato a rimanere in un settore pubblico che parlerà prevalentemente digitale nel prossimo decennio.

Una delle proposte da rivolgere a chi è vicino alla pensione, prevede un anticipo della stessa fino anche a 5 anni rispetto alla pensione di vecchiaia.

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