00:52 17 Aprile 2021
Economia
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Per Aleotti, la cui famiglia è proprietaria della casa farmaceutica, per superare il problema delle dosi mancanti servono tecnologia e personale e una strategia di medio periodo.

Un progetto di medio periodo, con una grande alleanza di produttori a livello mondiale e territoriale, per superare il collo di bottiglia della produzione di vaccini dopo i problemi della case farmaceutiche nel rispettare gli impegni presi per le forniture.

“Non è possibile riuscire a produrre vaccini dall’oggi al domani”, dice Lucia Aleotti membro del board, azionista e portavoce della sua famiglia, proprietaria della fiorentina Menarini in un’intervista a Repubblica parlando di una possibile alleanza tra le grandi del farmaceutico.

Sul dialogo avviato dal governo con Farmindustria per unire gli sforzi per la produzione del vaccino in Italia, Aleotti parla di “un atteggiamento che mostra la volontà di capire una realtà produttiva complessa, caratterizzata da tanta tecnologia e necessità di formare personale specializzato”.

Quindi “è importante aver superato la fase degli slogan e che finalmente si cominci a ragionare del valore strategico di sviluppare in Italia un’industria farmaceutica strutturata, solida e diversificata”.

Intanto, la Menarini osserva le trattative e Aleotti sottolinea che “l’unico impianto biotecnologico di cui disponiamo, a Pomezia, è impegnato nella produzione di anticorpi monoclonali di Toscana Life Sciences per la cura del Covid 19. Posso solo aggiungere che abbiamo una predisposizione positiva a seguire le prossime tappe del dialogo tra il governo e il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi”.

L'inizio della vaccinazione anti-Covid 19 in Italia
© Foto : Ministero della Salute
L'inizio della vaccinazione anti-Covid 19 in Italia

I brevetti liberi non sono la soluzione

A chi pensa che la liberalizzazione dei brevetti dei vaccini aiuterebbe ad aumentare la produzione di dosi, Aleotti risponde che “ragiona di pancia, fuori contesto”.

“Il perdurare della scarsità di vaccini non ha niente a che fare con la proprietà intellettuale. La carenza di vaccini è esclusivamente dovuta al collo di bottiglia costituito dalle limitate dimensioni e potenzialità degli impianti, che non permettono di aumentare la produzione come vorremmo. I brevetti dei vaccini non c’entrano” e “certo populismo è pericoloso”.

Gli anticorpi monoclonali

A Pomezia, Menarini si occupa della ricerca di Toscana Life Sciences, che era stata al centro del dibattito prima dell’approvazione della produzione dei monoclonali americani:

“È una ricerca straordinaria, condotta da un team straordinario. Noi, come Menarini, stiamo realizzando i farmaci destinati alla sperimentazione clinica, già cominciata, e poi, una volta che saranno state rilasciate tutte le autorizzazioni, faremo i monoclonali sufficienti al fabbisogno nazionale”.

Il tavolo al Mise

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha già convocato due riunioni del tavolo sui vaccini anti Covid 19 al Mise, avviando il dialogo con Farmindustria, l’Aifa e il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo. L'obiettivo è riuscire a creare uno zoccolo duro di industrie che producano il vaccino in Italia per le forniture per la stessa Penisola.

Nello stesso tempo Giorgetti ha incontrato il commissario europeo Thierry Breton, responsabile della task force europea sui vaccini, per discutere del piano europeo di rafforzamento per la produzione di vaccini.

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vaccino, Coronavirus
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