10:54 17 Aprile 2021
Economia
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Secondo il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, il gruppo Iveco, che produce anche veicoli per le forze armate e la protezione civile, sarebbe "strategico" per il Paese.

Il governo potrebbe intervenire per evitare che Iveco, lo storico marchio italiano che produce bus, camion e veicoli commerciali, passi nelle mani dei cinesi.

Da più di un anno, infatti, vanno avanti le trattative tra Cnh Industrial, società proprietaria del gruppo, controllata da Exor, la holding della famiglia Agnelli, e il colosso automobilistico cinese Faw, che lo scorso gennaio avrebbe presentato un’offerta a rialzo per acquistare il 100 per cento del capitale del marchio di furgoni Made in Italy ed acquisire una quota minoritaria di FPT, la società del gruppo Cnh che produce motopropulsori.

Con l’arrivo al ministero dello Sviluppo Economico di Giancarlo Giorgetti, però, è spuntata l’opzione del golden power, che il governo potrebbe chiamare in causa per far rimanere il gruppo in Italia.

“Considero strategico questo tipo di produzione che può anche essere oggetto di riconversione industriale”, ha spiegato il ministro, citato dal Corriere della Sera. Giorgetti, tuttavia, non ha ancora confermato la scelta di un intervento governativo per salvaguardare l’assetti proprietario delle società, giudicata di interesse nazionale.

Iveco, infatti, come ricorda il Corriere, ha una divisione che produce veicoli per le forze armate e la protezione civile. Pur non rientrando questo segmento nella trattativa con Faw, esiste, secondo il Mise, il rischio che la Cina possa acquisire “informazioni sensibili sui processi industriali di Iveco tali da metterli in una posizione privilegiata”.

Iveco Defense Vehicles
© Foto : Suradnik13
Iveco Defense Vehicles
Con l’acquisto di Iveco Faw punta ad affacciarsi al mercato internazionale dei veicoli commerciali. Lo scorso settembre il gruppo automobilistico di proprietà del governo cinese, che collabora già con Volkswagen e Toyota, aveva offerto a Cnh poco più di tre miliardi di euro per l’acquisizione del gruppo. La società aveva respinto la proposta come inadeguata.

A gennaio Faw è tornata all’attacco mettendo sul piatto una cifra più consistente, superiore a 3,5 miliardi. Le trattative, però, erano ancora “a livello preliminare”. Iveco, infine, sarebbe nel mirino anche di un altro gruppo cinese, la Shandong Heavy Industry, che avrebbe offerto una cifra simile a quella proposta da Faw in prima battuta.

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cinesi, Iveco
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