01:12 17 Aprile 2021
Economia
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La povertà assoluta in Italia torna su livelli alti a causa della crisi economica generata dalla pandemia. Mai così tante famiglie e bambini poveri dal 2005 ad oggi.

La pandemia fa arretrare l’autonomia economica delle famiglie italiane tanto che la povertà assoluta in Italia nel 2020 è avanzata fino a riportare i valori più elevati dal 2005, ovvero da quando è disponibile la serie storica.

Le famiglie in povertà assoluta sono salite a 2 milioni, in aumento di +335 mila riportano i dati provvisori appena diffusi dall’Istat e sono oltre un milione in più le persone singole entrate nella fascia considerata di assoluta povertà, portando quindi il conteggio provvisorio a 5,6 milioni di italiani poveri.

L’Istat scrive che la pandemia ha azzerato i miglioramenti fatti registrare dal nostro paese nel 2019, infatti, dopo quattro anni consecutivi di aumento della povertà assoluta in Italia, nel 2019 finalmente la tendenza aveva cambiato rotta in modo significativo, “pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%”.

Nel 2020 l’incidenza della povertà assoluta si è elevata invece al 7,7% per le famiglie e al 9,4% per gli individui.

Povertà assoluta cresce anche al Nord

Pur rimanendo il Meridione l’area del paese che soffre maggiormente la povertà, l’incremento maggiore si è verificato nel Nord dell’Italia e riguarda 218 mila famiglie e 720 mila persone.

Le famiglie più colpite sono quelle dove hanno come riferimento una persona occupata, sono infatti oltre 955 mila le famiglie in povertà assoluta in questa categoria e rappresentano un aumento di ben 227 mila famiglie rispetto al 2019.

Oltre la metà di tali famiglie ha un operaio o assimilato come riferimento, mentre oltre un quinto ha come riferimento un lavoratore in proprio.

I consumi delle famiglie

Il 2020 segna anche un calo record della spesa per i consumi delle famiglie, su cui l’Istat basa l’indicatore di povertà.

“Secondo le stime preliminari – scrive l’Istat – nel 2020 la spesa media mensile torna ai livelli del 2000 (2.328 euro; -9,1% rispetto al 2019). Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l’abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,2%)”.

Famiglie numerose e monogenitore tra più colpite

Tra le famiglie più colpite dalla crisi economica scaturita dalla pandemia ci sono le famiglie numerose, in particolare quelle con più di quattro membri, che vedono schizzare l’incidenza della povertà assoluta dal 9,6% all’11,3%.

Anche le famiglie monogenitore sono particolarmente colpite, in questa fascia l’incidenza della povertà passa dall’8,9% della precedente rilevazione all’11,7%.

Inoltre, “la presenza di figli minori espone maggiormente le famiglie alle conseguenze della crisi, con un’incidenza di povertà assoluta che passa dal 9,2% all’11,6%”.

Bambini poveri e pensionati

In Italia 1 milione e 364 mila bambini e ragazzi sono poveri, con un aumento di 209 mila bambini/e in più rispetto al 2019.

La presenza di anziani pensionati in famiglia è una garanzia per molte famiglie che rischierebbero altrimenti di rientrare nella povertà assoluta.

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ISTAT, Povertà
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