01:01 11 Aprile 2021
Economia
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Il vicepresidente della Commissione europea ha però chiarito che le misure di sostegno dovranno essere riconsiderate al termine della crisi pandemica del Covid-19.

Le risorse destinate per sostenere la risalita economica dei Paesi della zona Ue non vanno "ritirati prematuramente per evitare danni alla ripresa".

A sostenerlo, intervenendo alla conferenza annuale dello European Fiscal Bord è il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.

Allo stesso tempo, ha sottolineato il funzionario europeo, le autorità e i Paesi Ue concordano "sul fatto che quando i rischi pandemici caleranno le misure dovranno diventare più mirate e le politiche nazionali gradualmente più differenziate”.

Per Dombrovskis, dunque, arriverà il punto in cui "gli stimoli di bilancio e monetari andranno gradualmente rimossi" ma questo momento è ancora lontano. 

Occorrerà inoltre riprendere in considerazione gli obiettivi di medio termine sui conti pubblici e non sarà possibile "dare per scontato di avere tassi bassi per sempre”.

I fondi Next Generation

Il programma Next Generation Ue (Ngeu), come annunciato nelle scorse settimane dalla Banca Centrale Europa, permetterà il rilancio dei Paesi più colpiti dalla pandemia e la ripartenza dell'eurozona.

Grazie ad esso è stato stimato che la crescita media aggiuntiva del Pil dovuta agli investimenti strutturali finanziati con i fondi europei sarà pari all'1%.

Bruxelles ha chiarito che "gli investimenti aggiuntivi svolgeranno un ruolo di primo piano nel sostenere la ripresa", anche una volta terminata la pandemia. Si tratterà dunque di uno strumento che produrrà un'espansione di bilancio "incentrata sul debito pari, in media, all'1% del Pil nell'area euro nel periodo 2021-2024.

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