01:37 08 Maggio 2021
Economia
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Moody's rivede al ribasso le stime di crescita del PIL dell'Italia, ma l'agenzia di rating è convinta che Mario Draghi sia la garanzia dell'Italia nella spesa dei fondi europei.

L’agenzia di rating Moody’s vede al ribasso le stime di crescita del Prodotto interno lordo (PIL) dell’Italia, e prevede che nel 2021 non crescerà oltre il +3,75% rispetto alla precedente stima del +5,6%.

Questa nuova stima è frutto del rinnovo dei blocchi alla mobilità che il governo Draghi ha imposto alle persone che non possono muoversi tra regioni e all’aumento dei contagi che fa prefigurare ulteriori strette come già sta avvenendo a macchia di leopardo in parte dell’Italia.

Per il 2022 il PIL dell’Italia atteso è del +4,1% scrive Moody’s nel rapporto sulle Economie del G20 di fresca pubblicazione.

Per quanto riguarda invece le attese sul nuovo governo guidato dal professore Mario Draghi, viene considerato “una sorta di garanzia per l’utilizzo in maniera efficace dei 209 miliardi che l’Italia riceverà dal Recovery Fund europeo entro il 2026”, riporta Teleborsa.

 

Il presidente del Consiglio Mario Draghi al Senato
© REUTERS / Alberto Pizzoli
Il presidente del Consiglio Mario Draghi al Senato

 

Secondo Moody’s i fondi europei “potrebbero rafforzare le prospettive di crescita del Paese se diretti e utilizzati efficacemente per infrastrutture pubbliche e altre spese a favore della crescita.”

Per l’agenzia di rating il governo di larghe intese “aumenta la probabilità che ciò accada”.

S&P stima un +5,3% per l’Italia

L’agenzia di rating Standard & Poor’s si è mostrata più fiduciosa nei confronti del sistema economico italiano, e nelle scorse ore ha invece previsto un PIL nel 2021 al +5,3%, ipotizzando che la situazione pandemica si normalizzi e che resti attivo lo stimolo monetario e fiscale.

“Se l'Italia, destinata a essere il maggior beneficiario del Next Generation EU, utilizzasse efficacemente la sua quota del fondo, ciò potrebbe stimolare gli investimenti pubblici, che sono stati inferiori di circa il 30% rispetto a prima dell'ultima crisi finanziaria”, scrive S&P come riportato da Teleborsa.

L’ombra delle mafie sui fondi europei

Giusto quest’oggi la Direzione investigativa antimafia (Dia) ha presentato il suo rapporto semestrale sulle mafie in Italia, scrivendo nero su bianco che non ci sono dubbi sul fatto che le organizzazioni criminali e mafiose si stiano organizzando per mettere le mani sui fondi del Recovery fund. Per tale motivo le Istituzioni sono invitate a vigilare scrive la Dia.

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Moody's, Mario Draghi
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