10:13 18 Maggio 2021
Economia
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Le mafie sono pronte a mettere le mani sui fondi europei che arriveranno nei prossimi anni, lo scrive la Direzione investigativa antimafia (Dia) che avverte sulla vitalità delle mafie.

Viene considerato “oltremodo probabile” che le mafie vogliano mettere le mani sui 209 miliardi di euro che proverranno dall’Unione Europea attraverso il piano Next Generation EU. Lo mette nero su bianco la Direzione investigativa antimafia (Dia) nella sua relazione semestrale inviata al Parlamento.

Le mafie vorranno infiltrarsi nelle gare di appalto per l’assegnazione dei lavori pubblici sia nel settore sanitario, ma anche nelle opere legate alla green economy e le cosiddette grandi opere.

L’obiettivo delle mafie è quello di infiltrarsi con proprie aziende per beneficiare dei fondi che arriveranno in Italia nei prossimi 7 anni.

Secondo la relazione della Dia durante la pandemia le mafie hanno visto calare i proventi derivanti dal traffico di droga, estorsioni, ricettazione e rapine, in particolare durante i mesi di maggiore chiusura e blocco delle attività, tuttavia sono aumentate altre attività illegali.

Al Nord e al Centro, spiega la Dia, sono in aumento “i casi di riciclaggio e, al Sud, i casi di scambio elettorale politico-mafioso e di corruzione”.

La Dia informa che i segnali che arrivano sono per ora allo stato embrionale, ma che, però, “impongono alle Istituzioni di tenere alta l’attenzione soprattutto sulle possibili infiltrazioni negli Enti locali e sulle ingenti risorse destinate al rilancio dell’economia del Paese”, scrivono nella relazione.

La piaga dell’usura

L’usura è una attività illecita che resta stabile in Italia ed è un fattore considerato sintomatico di una pressione indiretta che le organizzazioni criminali esercitano sul territorio di riferimento.

Un altro segnale che desta attenzione secondo la Dia è la segnalazione di operazioni sospette (Sos), che sono in aumento nel 2020 rispetto al 2019 e questo mentre le attività produttive e commerciali sono in una fase lenta o di fermo.

Per la Dia siamo in presenza di una situazione in cui le organizzazioni criminali tentano di ottenere il consenso attraverso l’assistenzialismo alle attività imprenditoriali in difficoltà o dando solidi ai privati in difficoltà.

Il rischio è che le attività imprenditoriali di piccola taglia “possano essere fagocitate nel medio tempo dalla criminalità, diventando strumento per riciclare e reimpiegare capitali illeciti”.

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