15:07 01 Marzo 2021
Economia
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Secondo un'analisi di Coldiretti il comparto agroalimentare è l'unico ad essere uscito quasi indenne dalla crisi prodotta dalla pandemia grazie all'export. E ora l'appello è a sviluppare un settore strategico che può generare un milione di posti di lavoro entro il 2030.

Il comparto alimentare è l’unico a resistere alla scure del Covid. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2020 l’industria italiana ha registrato il peggior risultato dal 2009 per colpa della pandemia, con un crollo generale dell’11,5 per cento. Ad essere colpiti sono stati soprattutto i settori del tessile e dell’automotive.

A perdere soltanto un punto percentuale rispetto all’anno precedente, facendo registrare un fatturato stabile, è solo l’agro-alimentare, grazie soprattutto all’export che lo scorso anno ha fatto segnare, secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, un record storico di 46 miliardi, con una crescita dell’1,4 per cento rispetto al 2019.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia
© Foto : fornita dall’Ufficio stampa Coldiretti Lombardia
Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia
Il Made in Italy, secondo un’analisi della stessa associazione, in epoca di lockdown è stato richiestissimo sulle tavole dei tedeschi, con le esportazioni di cibi e bevande verso la Germania che sono aumentate del 5,5 per cento, e degli americani, con un incremento simile dell’export, nonostante i dazi imposti su tanti prodotti.

L’agroalimentare, quindi, si conferma una delle più grandi ricchezze italiane. Un punto di forza che “può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia” e dal quale “l’Italia può ripartire”, secondo il presidente della stessa associazione, Ettore Prandini.

Nel settore agroalimentare, sottolinea la Coldiretti, “è possibile creare un milione di nuovi posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale”.

Tante le proposte per lo sviluppo del settore. “Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dai cereali all’allevamento fino all’olio di oliva sono alcuni dei progetti strategici cantierabili elaborati dalla Coldiretti per la crescita sostenibile del Paese”, spiega Prandini.

La pandemia, secondo il presidente dell’organizzazione, ha fatto emergere una “maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza". Ma anche diverse fragilità presenti nel nostro Paese.

Per questo, conclude Prandini, “occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero”.

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