18:42 19 Aprile 2021
Economia
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Coldiretti stima la perdita per il settore agroalimentare legato alla ristorazione italiana. Sono miliardi di euro i prodotti invenduti.

Coldiretti entra nelle cucine dei ristoranti e fa l’inventario di quanto non è stato venduto in questi mesi di chiusure totali o a singhiozzo in tutta Italia. Così stima che bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi abbiano un invenduto in termini di cibi e di vini pari a 11,5 miliardi di euro.

I dati emergono “dal primo bilancio della Coldiretti sull’impatto sulla filiera agroalimentare delle chiusure a singhiozzo della ristorazione a un anno dall’inizio della pandemia Covid, in occasione del Consiglio nazionale con la partecipazione del Ministro delle politiche Agricole Stefano Patuanelli”, in corso di svolgimento.

Una pizza a forma di cuore in un ristorante di Milano
© Foto : Evgeny Utkin
Una pizza a forma di cuore in un ristorante di Milano

La stima di Coldiretti

“Si stima che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino – scrive Coldiretti – non siano mai arrivati nell’ultimo anno sulle tavole dei locali costretti ad un logorante stop and go senza la possibilità di programmare gli acquisti anche per prodotti fortemente deperibili. Numeri dietro i quali ci sono decine di migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e casari che soffrono insieme ai ristoratori”.

Le chiusure, quindi, non colpiscono solo le attività ristorative ma direttamente anche la filiera produttiva che fornisce gli alimenti alla ristorazione.

“La drastica riduzione dell’attività – sostiene Coldiretti – pesa infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato ma ad essere stati più colpiti sono i prodotti di alta gamma dal vino ai salumi, dai formaggi fino ai tartufi.”

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