12:13 02 Marzo 2021
Economia
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Facebook ancora una volta nei guai e con multe milionarie da pagare. Questa volta è il Garante per la concorrenza italiano a chiedergli di mettersi in riga e di pagare una seconda multa per recidiva.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) aveva avvertito nel 2018 Facebook di cambiare la sua pratica, ma a quanto pare per l’Antitrust ciò non è avvenuto e così ha sanzionato Facebook Ireland Ltd e Facebook Inc con una multa da 7 milioni di euro.

La motivazione della multa, scrive l’AGCM nel comunicato stampa, riguarda il “non aver attuato quanto prescritto nel provvedimento emesso nei loro confronti nel novembre 2018”.

L’Autorità aveva infatti accertato che Facebook “induceva ingannevolmente gli utenti a registrarsi sulla sua piattaforma non informandoli subito e in modo adeguato - durante l’attivazione dell’account - dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti e, più in generale, delle finalità remunerative sottese al servizio, enfatizzandone viceversa la gratuità”.

Con questa motivazione l’AGCM invitava il social network di Zuckerberg a cambiare rotta, ma così non è stato ed ecco scattare la sanzione pecuniaria.

Per l’Antitrust, in aggiunta, le informazioni che Facebook forniva agli utenti “risultavano generiche e incomplete e non fornivano una adeguata distinzione tra l’utilizzo dei dati necessario per la personalizzazione del servizio (con l’obiettivo di facilitare la socializzazione con altri utenti) e l’utilizzo dei dati per realizzare campagne pubblicitarie mirate”.

5 + 7 milioni di euro di multa

L’AGCM spiega che nel 2018 aveva già multato Facebook con 5 milioni di euro di multa per la violazione scoperta, e inoltre aveva anche obbligato la società a pubblicare in home page una dichiarazione rettificativa.

Attendees stick notes on a Facebook logo at F8, the Facebook's developer conference, Tuesday, April 30, 2019, in San Jose, Calif.
© AP Photo / Tony Avelar
Logo di Facebook

L’Antitrust spiega che Facebook è in recidiva ed ecco perché arriva la seconda multa più salta delle precedente:

“La presente istruttoria ha permesso di accertare che le due società non hanno pubblicato la dichiarazione rettificativa e non hanno cessato la pratica scorretta accertata: pur avendo eliminato il claim di gratuità in sede di registrazione alla piattaforma, ancora non si fornisce un’immediata e chiara informazione sulla raccolta e sull’utilizzo a fini commerciali dei dati degli utenti.”

Il Garante della concorrenza e dei mercati spiega che “si tratta di informazioni di cui il consumatore necessita per decidere se aderire al servizio, alla luce del valore economico assunto per Facebook dai dati ceduti dall’utente, che costituiscono il corrispettivo stesso per l’utilizzo del servizio”.
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Antitrust, Facebook
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