02:14 05 Marzo 2021
Economia
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Ieri il tar pugliese ha intimato ad ArcelorMittal di spegnere gli impianti dell’area a caldo, mentre è ancora in stand by il finanziamento del Mef ad Invitalia per l'acquisizione del 50 per cento delle quote e l'avvio della decarbonizzazione.

Tra i primi dossier che dovrà affrontare il governo Draghi c’è anche quello dell’ex Ilva. A dicembre Invitalia aveva firmato l’accordo di investimento con Arcelor Mittal Holding Srl e Arcelor Mittal Sa “per una nuova fase di sviluppo ecosostenibile dell’Ilva di Taranto”, che prevede un aumento di capitale di AmInvest Co. Italy Spa per 400 milioni di Euro. 

L'intesa porterà ad Invitalia il 50 per cento dei diritti di voto della società, con un ulteriore aumento di capitale fino a 680 milioni, previsto per maggio del 2022. A quel punto Invitalia diventerà azionista di maggioranza.

Una volta avviato il processo di decarbonizzazione dello stabilimento, il piano è quello di trasformare l’Ilva “nel più grande impianto di produzione di acciaio green in Europa”, assorbendo i 10.700 lavoratori che ci lavorano.

L’operazione, su cui hanno dato il via libera anche da Bruxelles, però, ora è in standby per colpa della crisi politica. Proprio a causa della crisi, infatti, come spiega il Sole24Ore, potrebbero subentrare diverse criticità.

Una su tutte, quella relativa allo stanziamento da parte del Mef dei 400 milioni di euro necessari per l’acquisizione delle quote da parte di Invitalia, sul quale è stato chiesto il parere dell’avvocatura dello Stato per capire se il contenuto del decreto rientri nella categoria degli affari correnti, visto che quando è stato varato il Conte bis poteva gestire solo l’ordinaria amministrazione.

Intanto, nel giorno del giuramento del governo Draghi, il Tar di Lecce ha dato ad ArcelorMittal sessanta giorni di tempo per spegnere gli impianti dell’area a caldo considerati inquinanti. L’azienda franco-indiana ha fatto sapere che ricorrerà al Consiglio di Stato.

Poi c’è il nodo dell’indotto: le aziende tarantine denunciano come la Arcelor abbia interrotto i pagamenti delle fatture. Il debito accumulato sinora sfiorerebbe, secondo quanto si legge sul Fatto Quotidiano, i 25 milioni.

Ora la palla passa al premier Mario Draghi e al nuovo ministro dello Sviluppo Economico, il leghista Giancarlo Giorgetti. In campo ci sono anche i fondi del Next Generation Eu, che potranno essere destinati al progetto per la decarbonizzazione dell’impianto.

“Il problema si risolve dando lavoro e avviando le bonifiche per tutelare la salute dei cittadini”, ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Lucia Annunziata a Mezz’ora in più. “Il lavoro all'Ilva si dà – ha concluso – facendo partire i lavori del Ponte sullo stretto".

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