21:53 25 Febbraio 2021
Economia
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Lussemburgo patria di imprese di cui non si conoscerebbe il nome e patria di società nate al solo scopo di evadere o eludere le tasse nei paesi di provenienza. Sono i risultati di una inchiesta giornalistica internazionale.

Una nuova maxi inchiesta giornalistica internazionale condotta da giornalisti di tutto il mondo, italiani e russi compresi, mette in luce gli illeciti e le opacità finanziarie che si muovono lungo i confini dei partner dell’Unione Europea, e così dopo Grand Theft Europe del 2019, ecco OpenLux, l’inchiesta che apre i cassetti del Lussemburgo per vedere quante società straniere sono presenti al suo interno e da dove provengono e se effettivamente agiscono alla luce del sole.

L’inchiesta OpenLux, condotta dal gruppo giornalistico internazionale OCCRP, svela che oltre 5 mila italiani hanno aperto una società, una holding o una finanziaria nel Lussemburgo.

Secondo l’inchiesta 9,6 miliardi di dollari di profitti prodotti in Italia sarebbero poi stati trasferiti nel Lussemburgo, ma in totale sarebbero 23 i miliardi di dollari di profitti societari volati in Lussemburgo.

L’inchiesta capeggiata da Le Monde, ha analizzato 55 mila società offshore che gestiscono in totale un patrimonio del valore di 6.500 miliardi. Il 90% di queste società è gestita da soggetti che non risiedono nel paese europeo.

Lussemburgo
© Sputnik . Vladimir Pesnya
Lussemburgo

Il 40% di tali società, inoltre, sono state costituite al solo scopo di detenere quote azionarie di altre società ma non producono nulla.

L’opacità del registro delle imprese del Lussemburgo

Gli autori dell’inchiesta metterebbero in luce quella che ritengono essere una opacità del registro delle imprese del Lussemburgo, che avrebbe facilitato l’attrazione di capitali dall’estero.

Il Lussemburgo, infatti, solo di recente (2019) ha recepito la quinta direttiva antiriciclaggio dell’Unione Europea e solo da poco avrebbe richiesto alle imprese iscritte di registrare il nome del titolare.

Il registro risulta però non ancora completo e secondo l’inchiesta risulterebbe che ancora 41.414 imprese non hanno identificato un titolare dell’impresa e 26.401 non lo hanno saputo indicare.

Questo viola la legge e sono state segnalate alle autorità del paese.

La reazione immediata del Lussemburgo

Il governo lussemburghese ha reagito con forza all’inchiesta internazionale e ha respinto ogni addebito e accusa.

Il governo del Lussemburgo ha affermato che vengono rispettate tutte le normative europee e internazionali in termini di tassazione e trasparenza e che loro applicano tutte le misure comunitarie e internazionali in termini di scambio di informazioni per combattere l’evasione fiscale.

Affermano anche che indagini dell’Unione Europea e osservatori dell’Ocse non hanno ritrovato nulla di dannoso da parte della condotta delle autorità lussemburghesi.

L’inchiesta è solo agli inizi

L’inchiesta sarà pubblicata a puntate e include anche un focus sulle società della ‘ndrangheta aperte in Lussemburgo.

Secondo l’inchiesta OpenLux, infatti, “il registro delle imprese lussemburghese presenta imprese controllate da persone legate alla 'Ndrangheta. Le autorità italiane affermano che la segretezza del paese lo rende una grande attrazione per il potente gruppo criminale organizzato”.

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inchiesta, Lussemburgo
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